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Cultura > Arte > 18 Maggio 2009

Inaugurata la mostra sui 50 anni della Famiglia Umaghese

di Paolo Radivo

50 anni della Famiglia Umaghese

Trieste (TS) - Sono iniziate alla presenza di un folto pubblico sabato 16 maggio 2009, presso la “Casa Madre degli Esuli Istriani” in via Silvio Pellico 2 a Trieste, le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario di fondazione della Famiglia Umaghese “San Pellegrino”, aderente all’Unione degli Istriani. Il sodalizio, che raggruppa gli esuli dal comune di Umago d’Istria (oggi in Croazia), era stato fondato il 28 giugno 1959 a Trieste nell’oratorio delle suore ausiliatrici in via Besenghi quale continuazione del Gruppo culturale “San Pellegrino”, formatosi sempre a Trieste nel 1954. L’articolo 1 dello statuto spiega che la Famiglia è «una associazione apolitica e apartitica avente lo scopo di mantenere vivi lo spirito comunale e la cultura italiana, di coltivare la storia e le tradizioni della città di Umago e del suo territorio comunale e di promuovere l’incontro e la solidarietà attiva fra tutti gli umaghesi».
Poco dopo le ore 10.30 di sabato 16 maggio, nella sala “Chersi” di via Silvio Pellico, con il classico taglio del nastro è stata inaugurata la mostra fotografica “1959-2009: cinquant’anni di cultura della memoria”. Consiste di numerosi pannelli, agganciati alle pareti, illustranti la realtà umaghese prima dell’esodo e le attività svolte dall’associazione in questo suo primo mezzo secolo di vita. Al piano superiore dell’edificio è invece visibile il plastico della città vecchia di Umago, prima delle distruzioni belliche e delle successive ricostruzioni, realizzato da Beniamino Favretto. La rassegna espositiva rimarrà aperta fino a domenica 24 maggio tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 18.30; domenica 24 maggio dalle 10 alle 13.
Della mostra è stato anche pubblicato un catalogo di 100 pagine, realizzato con il contributo del Governo italiano ai sensi della legge 296/2006. Sulla prima e sulla seconda di copertina appaiono due bei dipinti impressionisti (uno dell’umaghese Riccardo Coslovi, l’altro di Giuseppe Martinello, primo presidente della Famiglia) che raffigurano la cittadina protesa nella sua penisoletta sul mare come appariva nella prima metà del ’900. Seguono una carta geografica dell’Istria del 1937 e una del Comune di Umago sia nei suoi confini vecchi che in quelli attuali (molto più estesi a nord e un po’ meno a sud-est), l’atto costitutivo della Famiglia e le presentazioni dell’attuale presidente della stessa, Mariella Manzutto, e del presidente dell’Unione degli Istriani, Massimiliano Lacota.
Troviamo poi lo statuto della “San Pellegrino”, alcuni cenni storici fino al 1934, vecchie cartoline sia di Umago che di alcune delle sue numerose frazioni (San Lorenzo, Petrovia, Salvore, Zambrattia e Madonna del Carso), nonché accattivanti foto d’epoca che attestano le attività economiche di quel piccolo popolo di agricoltori, pescatori e artigiani, come pure le sue attività scolastiche, ricreative, sportive e musicali, le processioni e la chiesa della Madonna Addolorata. Sono quindi riportati i nomi dei fondatori della Famiglia (Pietro Chittero, Giorgio Doz, Sergio Favretto, don Mario Latin, Lucia Manzutto e Pellegrino Muggia), una foto di Lucia Manzutto con l’allora vescovo di Trieste e Capodistria Antonio Santin, le foto dei presidenti della Famiglia (Giuseppe Martinello, Gino Urizio, Maria Loss, Liviana Rossi, Silvio Delbello e Mariella Manzutto) e i nomi del primo consiglio direttivo.
Vengono anche proposte alcune pagine del notiziario ciclostilato “Quatro ciacole in piassa dopo messa granda”, che uscì dal gennaio 1970 al febbraio 1971, e l’intero primo numero di “Umago viva”, che dal marzo 1971 lo sostituì costituendo da allora il principale veicolo informativo di collegamento tra gli umaghesi della diaspora. Il catalogo continua con le foto scattate a Umago nel 1966 da Franco Stener per una ricerca scolastica e con quelle del plastico della vecchia Umago mirabilmente eseguito da Beniamino Favretto. Quattro pagine sono dedicate a foto che testimoniano le processioni per il patrono San Pellegrino svoltesi negli anni a Trieste, altre quattro a notizie sul santo, sulle sue statue bronzee presenti a Umago e a Trieste, nonché sulle cerimonie in suo onore a Umago e nel borgo istriano di San Pellegrino, presso Opicina.
Sono inoltre elencate le località dove esistono intitolazioni di vie dedicate a Umago: Caorle, Padova, Ravenna, Rimini, San Quirino (PN), Trieste e Udine. Una pagina è riservata alle suore della Provvidenza, presenti a Umago dal 1910 al 1948. Seguono foto dagli anni ’50 a oggi dei profughi umaghesi, matteradesi e sanlorenzini ai loro incontri e raduni, nonché a quelli cui hanno partecipato anche altri istriani. Quindi alcune foto immortalano le mostre di pittura promosse dalla Famiglia, i festeggiamenti per la Befana e San Nicolò, i veglioni di Carnevale e le “reginette”, ma anche la tombola, le frittole e la scuola di ballo, senza dimenticare i numerosi viaggi.
Un’ampia parte del catalogo riporta le copertine dei libri editi dalla Famiglia Umaghese e le prime pagine di tutti i 105 numeri del periodico “Umago viva” finora usciti. Dopo la traduzione in inglese dei cenni storici, il volumetto si conclude con il testo della targa commemorativa, progettata dall’arch. Ennio Cervi, che domenica 24 maggio verrà apposta sulla chiesa della Beata Vergine del Soccorso (meglio nota come di Sant’Antonio Vecchio) in piazza Hortis a Trieste, dove da anni vengono celebrati i riti religiosi della Famiglia e dove ha sede una statua di San Pellegrino.
A fare gli onori di casa sabato 16 maggio nella sala “Chersi” è stato il vice-presidente del sodalizio, Andrea Pallanza.
La presidente Mariella Manzutto ha rivolto un omaggio e un ringraziamento ai soci, ai membri del direttivo e a quanti hanno operato per tenere fraternamente uniti i profughi umaghesi sventagliati ai quattro angoli del globo, compresi coloro che sono morti lontano dalla propria amata terra d’origine. Un pensiero particolare è andato a Lucia Manzutto. La presidente ha deplorato l’abbattimento della statua di San Pellegrino compiuto dagli operai di un’impresa edile durante i lavori in corso nell’omonimo borgo a Opicina. Fortunatamente la statua è stata già ricollocata al suo posto.
La Manzutto ha ringraziato il Comune, la Provincia e lo Stato per i contributi forniti alle iniziative della Famiglia, sottolineando tuttavia come si tratti di cifre limitate in presenza di costi crescenti. Determinanti per lo svolgimento delle attività associative restano le offerte dagli umaghesi sparsi nel mondo. «La Famiglia – ha detto – si regge sull’opera volontaria e gratuita di coloro che vi dedicano il proprio tempo libero». Ricordando con orgoglio come l’attuale presidente dell’Unione degli Istriani, Massimiliano Lacota, sia di origini umaghesi, Mariella Manzutto ha auspicato che la seconda e la terza generazione dell’esodo sappia comprendere e onorare quanto è stato fatto dai propri nonni e padri per mantenere la Famiglia «grande, coesa e solidale».
Prendendo la parola, Massimiliano Lacota ha lodato il programma predisposto per queste celebrazioni, che a suo giudizio dovrebbero costituire un nuovo punto di partenza. «Raggiunto il traguardo del 50°, bisogna – ha affermato – pensare al futuro, che non potrà essere uguale al passato. Il passato non tornerà più, come per nessun altro esule e nessun’altra cittadina istriana. Ormai i dialetti, le tradizioni, il vecchio modo di coltivare, di pescare, di cucinare, di vivere è scomparso. Nelle nostre famiglie (sia quelle singole, sia quelle collettive) è molto difficile trasmettere i valori alle nuove generazioni. La nostra è una storia scomoda, non bella, che fa ancora fatica a emergere, a trovare qualcuno che se ne porti sulle spalle il peso. Non sono molti i giovani che raccolgono il testimone. Ma il compito del direttivo è di creare le condizioni per continuare il culto dell’italianità, di San Pellegrino, il senso di appartenenza a una comunità speciale. Io mi sento prima istriano, poi italiano. I nostri valori non sono sempre e completamente capiti».
«La speranza – ha aggiunto Lacota – è che i giovani ci siano, anche se non numerosi, e che abbiano sentimento e passione, che purtroppo mancano nelle nostre comunità. Occorre celebrare la storia, onorare i morti, riscoprire le figure tenute nascoste per opportunità politica, mantenere una continuità. Dopo Silvio Delbello, la presidente Mariella Manzutto è stata una colonna anche per l’Unione degli Istriani, partecipando al rinnovamento della sede e all’aumento delle nostre attività. È questo uno degli esempi più importanti di riuscito cambio di vertice. Occorre insistere affinché la storia sia fissata con verità e giustizia nella misura massima possibile».
Al termine del suo intervento Lacota ha consegnato a Mariella Manzutto lo stemma dell’Unione degli Istriani - Libera Provincia dell’Istria in Esilio.
Portando il saluto del presidente della Regione e del sindaco, il presidente della VI Commissione del Consiglio regionale, Piero Camber, ha manifestato rabbia e indignazione per la statua di San Pellegrino abbandonata a terra. Camber ha definito Lacota «un presidente eccentrico, che però vi ha fatto ripartire». «Eravate – ha detto – un’associazione che stava invecchiando. Lui vi ha dato la carica, la sveglia». Camber ha quindi elogiato il catalogo della mostra e si è complimentato con la presidente.
Dopo questo intervento, Andrea Pallanza ha consegnato dei riconoscimenti a chi si è distinto per benemerenze di vario tipo a favore degli esuli umaghesi: il prof. Giorgio Doz, uno dei fondatori della Famiglia; la prof.ssa Liviana Rossi Danielis, ex presidente della Famiglia; Silvio Delbello, ex presidente sia della Famiglia che dell’Unione degli Istriani e attuale presidente dell’Università Popolare di Trieste; monsignor Antonio Canziani, ultimo cappellano italiano di Petrovia; monsignor Gianpaolo Muggia, che rivendica le sue radici umaghesi; il dott. Aldo Flego, marito di Mariella Manzutto e attivista del sodalizio; e il maestro Cecchini, direttore del coro “Arupinum” dell’Unione degli Istriani. A don Carlo Gamberoni, parroco della chiesa della Beata Vergine del Soccorso, l’onorificenza sarà consegnata domenica 24 maggio.
Terminata la consegna delle targhe, il coro “Arupinum” ha cantato diverse canzoni tradizionali istriane e triestine, oltre che il “Va pensiero”, l’“Inno all’Istria” e l’“Inno alla gioia”. Gli uomini erano in completo blu, le donne indossavano una camicia rosa.
L’incontro di sabato 16 maggio si è concluso con un allegro rinfresco.
In occasione della ricorrenza la Famiglia ha ristampato il volume “Il comune di Umago e la sua gente”, che era andato esaurito. Sono inoltre disponibili i libri “Il Comune di Umago e il suo territorio” e “Le frazioni del comune di Umago”.
Le iniziative per il cinquantenario continueranno il prossimo fine settimana.
Sabato 23 maggio gli esuli si recheranno a Umago per la festa di San Pellegrino. Alle ore 8.30 partirà da piazza Oberdan il bus messo a disposizione dalla Famiglia. Alle 10 inizierà nel duomo di Umago la celebrazione della santa messa in onore del santo protettore. Seguirà una breve sosta nel centro storico e una visita al cimitero di San Damiano. Quindi si farà ritorno a Trieste (ore 14 circa).
Domenica 24 maggio il raduno straordinario si concentrerà a Trieste. Alle ore 10.30 una delegazione umaghese renderà omaggio alla statua di San Pellegrino ricollocata nel borgo omonimo a Opicina. Alle 13 è previsto un pranzo conviviale presso il Circolo Ufficiali del Presidio Militare di Trieste, in via dell’Università 8. Alle ore 17 verrà inaugurata una targa commemorativa sulla chiesa della Beata Vergine del Soccorso in piazza Hortis. Il testo recita: «Questa chiesa accoglie San Pellegrino patrono di Umago d’Istria e gli esuli che qui rivivono nella fede le tradizioni dei padri. La Famiglia Umaghese - Unione degli Istriani nel 50° di fondazione - Trieste 1959-2009». Alle ore 17.30 inizierà la50 anni della Famiglia Umaghese celebrazione della messa solenne in onore di San Pellegrino, concelebrata dai sacerdoti umaghesi e accompagnata da canti sacri eseguiti dal coro “Arupinum” dell’Unione degli Istriani. Seguirà la processione con la statua di San Pellegrino lungo le vie adiacenti. Infine, alle 19 si terrà un incontro tra umaghesi e un brindisi nelle sale parrocchiali attigue alla chiesa.

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