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Cultura > Film > 12 Maggio 2009

In occasione dell'anniversario della legge Basaglia a Cinemazero si presenta “L’ordine della follia”

Cinemazero

Pordenone (PN) - La legge Basaglia compie 31 anni: Cinemazero, in occasione dell'anniversario della normativa che portò alla chiusura definitiva dei manicomi, propone al pubblico la proiezione, alla presenza degli autori, del documentario “L’ordine della follia”, di Marco Adorni, Margherita Becchetti e Ilaria La Fata, che si terrà mercoledì 13 maggio alle ore 21.00 in sala Totò, con ingresso libero. La serata è organizzata in collaborazione con le principali realtà del territorio pordenonese che si occupano di salute mentale: le cooperative sociali Acli, Coop Service Noncello e Itaca, A.I.T.Sa.M (Associazione Italiana Tutela Salute Mentale), Casa del Volontariato di Pordenone , Associazione Enzo Sarli, Dipartimento di Salute Mentale dell’ASS 6 “Friuli Occidentale”.

Dalla metà degli anni Sessanta, in sintonia con l’ondata di contestazione che attraversava la società, un radicale movimento contro le istituzioni totali cambiò il volto della psichiatria italiana e segnò profondamente le vicende degli ospedali psichiatrici.
Tutto si sviluppò intorno alla figura di Franco Basaglia e alle sue esperienze nei manicomi di Gorizia, Colorno e Trieste.

Nel film “L’ordine della follia” prende corpo un’ampia riflessione intorno all’evoluzione dell’assistenza psichiatrica e alle mutazioni sociali e di mentalità legate al concetto di malattia mentale. Un percorso che si concretizza nelle parole di alcuni dei più importanti protagonisti di quel movimento contro la psichiatria tradizionale e nel quale la legge 180 rappresenta una cesura tra due diversi modi di affrontare il disagio psichico. Il film è ideato dal Centro studi movimenti di Parma nell’ambito del programma “Se trent’anni vi sembran pochi. 1978-2008 La legge Basaglia ieri e oggi”, prodotto da Provincia di Parma e sostenuto da Fondazione Cariparma. Alla serata a Cinemazero sarà presente anche Lucio Schittar, psichiatra molto noto nel pordenonese, che proprio in quegli anni collaborò con Basaglia.

La legge 180, “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori”, del 13 maggio 1978, meglio nota come legge Basaglia (dal suo promotore in ambito psichiatrico, Franco Basaglia) è una nota e importante legge quadro che impose la chiusura dei manicomi e regolamentò il trattamento sanitario obbligatorio, istituendo i servizi di igiene mentale pubblici. Successivamente la legge confluì nella legge 833/78 del 23 dicembre 1978, che istituì il Servizio Sanitario Nazionale.

La legge fu una vera e propria rivoluzione culturale e medica, basata sulle nuove (e più "umane") concezioni psichiatriche, promosse e sperimentate in Italia da Franco Basaglia. Prima di allora i manicomi erano poco più che luoghi di contenimento fisico, dove si applicava ogni metodo di contenzione e pesanti terapie farmacologiche e invasive, o la terapia elettroconvulsivante (che per alcuni casi viene tuttora utilizzata). Le intenzioni della legge 180 erano quelle di ridurre le terapie farmacologiche ed il contenimento fisico, instaurando rapporti umani rinnovati con il personale e la società, riconoscendo appieno i diritti e la necessità di una vita di qualità dei pazienti, seguiti e curati da ambulatori territoriali.

La legge 180 demandò l'attuazione alle Regioni, le quali legiferarono in maniera eterogenea, producendo risultati diversificati nel territorio. Nel 1978 solo nel 55% delle province italiane vi era un ospedale psichiatrico pubblico, mentre nel resto del paese ci si avvaleva di strutture private (18%) o delle strutture di altre province (27%).Di fatto solo dopo il 1994, con il Progetto Obiettivo e la razionalizzazione delle strutture di assistenza psichiatrica da attivare a livello nazionale, si completò la chiusura effettiva dei manicomi in Italia. Nonostante critiche e proposte di revisione, la legge 180 è ancora la legge quadro che regola l'assistenza psichiatrica in Italia.

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