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Notizie > Incontri > 04 Aprile 2009

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Memorie a confronto: i direttori de "Il Piccolo" e "Primorski dnevnik" intervistano Toth e Budin

Stazione Marittima di Trieste

Trieste (TS) - Martedì, 7 aprile nella Sala Vulcania della Stazione Marittima di Trieste, alle ore 18, il sen. Milos Budin e l’on. Lucio Toth verranno intervistati dal direttore de "Il Piccolo", dott. Paolo Possamai, e da quello del "Primorski dnevnik", Dusan Udovic;, che hanno promosso, insieme con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e lo Slovenski klub (Club sloveno), un pubblico incontro tra due esponenti fra i più prestigiosi, rispettivamente, della minoranza slovena in Italia e del mondo degli esuli istriani, fiumani e dalmati.

Sono due esponenti che nel corso degli anni hanno saputo accompagnare all’intransigente difesa delle esperienze storiche di ciascuna parte, una esplicita volontà di dialogo, con la consapevolezza che non era né possibile né conveniente tenere un atteggiamento di chiusura che rischia di danneggiare tutti e non solo gli istriani e sloveni.

Un dialogo su memorie da conoscere, con il loro carico di sofferenze e di ingiustizie subìte - o prodotte; un dialogo che riguarda terre da rispettare nella loro complessa fisionomia culturale e civile, terre che il Novecento ha ripetutamente sconvolto. Un dialogo per fornire alle società un insieme di valori comuni, in queste regioni d’Europa così già segnate dalle vicende del secolo scorso.

L’iniziativa attesta, ancora una volta, la capacità di Trieste e delle genti di queste terre di guardare anche ai punti più difficili del passato e fare parlare tra di loro quelli che il Novecento ha particolarmente segnato. Ed è significativo che l’iniziativa si tenga a Trieste a conferma della forza civile della città, che vuole costruire, con piena consapevolezza del passato – l’oblio non è giusto né serve! – ma con la volontà di guardare avanti.

La sfida consiste nel voler essere protagonisti sicuri nel nuovo scenario che coinvolge anche questo nostro pezzo d’Europa che non intende chiudersi in se stesso, a curare solamente le ferite del passato.

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