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Notizie > Incontri > 04 Aprile 2009

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Conferenza alla Biblioteca Statale sulla "città musicalissima" di Eugenio Visnoviz

Biblioteca Statale di Trieste

Trieste (TS) - Martedì 7 aprile alle ore 17, nella Sala Conferenze della Biblioteca Statale (Largo Papa Giovanni XXIII, 6), avrà luogo la conferenza dal titolo "La città musicalissima di Eugenio Visnoviz". Interventi di critici musicali Sergio Cimarosti e di Stefano Bianchi.

“Morire di Musica…”: questa è forse la risposta più probabile al rebus che nasconde la precoce quanto tragica morte di Eugenio Visnoviz (o Visnovitz: 1906-1931), pianista e compositore nella Trieste, “Città Musicalissima” del primo Novecento, crocevia culturale tra il mondo della Romantik tedesca, il melos italiano e il pathos slavo. Il Circolo della Cultura e delle Arti renderà omaggio al musicista, protagonista del primo Novecento triestino, martedì 7 aprile presso la Sala Conferenze della Biblioteca Statale (Largo Papa Giovanni XXIII, 6) alle ore 17.

I critici musicali Sergio Cimarosti e Stefano Bianchi presenteranno nell’occasione il libro "La Città Musicalissima di Eugenio Visnoviz. Studi e Testimonianze in occasione del Centenario 1906-2006", raccolta curata da Massimo Favento per l’Università Popolare di Trieste in collaborazione con il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” di Trieste (Pizzicato Edizioni Musicali, 2009). Realizzato con il patrocinio ed il contributo del Comune di Trieste - Assessorato alla Cultura e della Provincia di Trieste, l’ampio e dettagliato volume documenta la prima edizione (2006) di Profili Musicali, rassegna musicale e bibliografica dell’Università Popolare di Trieste sostenuta e patrocinata dal Comune e dalla Provincia di Trieste.

Accanto all’intervento iniziale di Luciano Lago, a comporre questo disegno, Favento ha chiamato a raccolta un manipolo di studiosi e “addetti ai lavori” che illuminano ciascuno singoli aspetti del tema «Visnoviz e il suo tempo». La schiera dei musicologi viene autorevolmente aperta con uno scritto dell’indimenticato Vito Levi datato 1968. La raccolta presenta quindi i contributi di Quirino Principe, filosofo della musica e germanista sulla collocazione di Visnoviz all’interno di un preciso sistema di “categorie” psicologico-caratteriali e culturali, Gianni Gori, musicologo e critico musicale, Davide Carlino, psichiatra (Università di Trieste) intorno al tema della melancolia nell’arte e del sottile ed inquietante rapporto tra stati patologici e creatività artistica, Dario De Rosa, pianista del Trio di Trieste, Stefano Crise, docente e musicologo (Università di Trieste) sul sistema dell’educazione musicale e della didattica del pianoforte nella Trieste novecentesca, Roberto Calabretto, docente e musicologo (Università di Udine), Stefano Procaccioli, docente e compositore (Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste), Nicola Samale, direttore d’orchestra e compositore, Corrado Gulin, pianista e compositore, Lorenzo Baldini, pianista e didatta, e Paolo Petronio, musicologo, onde entrare nello specifico compositivo dell’eredità artistica di Visnoviz: un’eredità intessuta di nodi ed interrogativi rimasti sospesi alla morte del compositore, per le numerose pagine rimaste incompiute e meritevoli di affiorare alla luce.

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