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Notizie > Incontri > 01 Marzo 2009

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“L’arte e la vita crescono in me tanto aggrovigliate…”: omaggio a Dora Bassi

Dora Bassi

Gorizia (GO) - L’artista goriziana Dora Bassi, e la sua opera fatta di scultura, pittura e scrittura, saranno al centro del prossimo appuntamento della rassegna “Il secolo che non finisce. Passaggi di Novecento”, curata da Giovanni Fierro, promossa dai Musei Provinciali di Gorizia, insieme con l’Associazione Equilibri, ad approfondimento dei percorso espositivi allestiti nella sede di Palazzo Attems-Petzenstein.

“L’arte e la vita crescono in me tanto aggrovigliate…” titola l’affettuoso omaggio, fra pittura e narrativa, che sarà proposto a Dora Bassi mercoledì prossimo, 4 marzo, alle 18 a Palazzo Attems (ingresso libero), a cura di Hans Kitzmüller, con letture di Mariolina De Feo. Un omaggio che ripercorrerà la sua forte carica umana, l’ostinazione nel guardare il mondo e le sue espressioni, la ricerca continua, l’amore quotidiano, la volontà di essere autrice: da Pier Paolo Pasolini alla Leggenda di Sant’Orsola, in un percorso che l’ha sempre vista protagonista, con sensibilità e invenzione.

Dora Bassi, spentasi a Udine nell’agosto 2007, nacque a Feltre nel 1921 e subito si trasferì con la famiglia nella casa paterna di Brazzano. Dopo la maturità classica a Gorizia, si diplomò al liceo artistico di Firenze. Dal 1941 al 1943 soggiornava a Venezia per seguire le lezioni accademiche di Cadorin e Cesetti. Nel 1954 apriva un laboratorio di ceramica a Udine ed entrava a far parte del Gruppo Numero di Firenze, con il quale espose in Italia e all’estero. Tra il 1967 ed il 1970 allestì numerose personali a Milano, Como, Udine, Campione d’Italia, ed eseguì opere monumentali in terracotta e bronzo per le sedi INPS di Roma e Palermo. Nel 1971 venne chiamata all’Accademia di Belle Arti di Brera da Dino Basaldella come assistente alla cattedra di scultura.

L’esperienza milanese segnò un punto cruciale nella sua produzione artistica e l’attività didattica la portò ad avviare corsi teorico – pratici, insieme allo scultore Giancarlo Marchese. La ricerca di Dora Bassi spaziava sia nei materiali che nei temi, ma il suo comun denominatore era una preoccupazione esistenziale, che la induceva a parlare della vita, del disagio, del dolore. Alla condizione femminile aveva dedicato molti lavori, affiancando un’attività di promozione delle artiste, fondando il gruppo D&A (Donna & Arte) e incoraggiando lo studio di pittrici e scultrici oggi dimenticate. Si era dedicata anche alla pittura, dipingendo tra l'altro un ciclo su Pasolini, conservato nel museo di Gorizia.

Uno dei suoi ultimi lavori è il Ciclo di Sant’Orsola, ispirato al Carpaccio e realizzato con colori soavi, governati però da una energica geometria. Quasi il suo autoritratto: undici episodi rielaborati sui principali soggetti raffigurati da Carpaccio, in un alone di fascinosa attrazione. Sul versante della pittura, Dora Bassi approdò – dopo le esperienze milanesi legate alla linea astratto-concettuale - ad una pittura personale, mai anacronistica, capace di riprendere cenni e ispirazioni dei più grandi nomi del passato per declinarmi alla sua maniera.

Il suo romanzo ”L’amore quotidiano”, (Lint, 1998) offre invece la straordinaria saga di una famiglia piccolo borghese triestina di inizio secolo. In questo romanzo d'esordio, scritto con sensuale semplicità, Dora Bassi descrive e rivela l'universo femminile più intimo e segreto.

Hans Kitzmüller (1945) è nato e vive a Brazzano (Gorizia). Germanista, traduttore e pubblicista, è autore di alcune monografie sulla cultura tedesca a Gorizia, sulla poetessa austriaca Christine Levant, (Braitan, 1996), e su Peter Handke, (Bollati Boringhieri, 2001). Di recente ha tradotto e curato una riedizione dei “Ricordi goriziani” di Anton Mailly, (LEG, 2004), e per il volume Nora Gregor. “L'imperfezione della bellezza”, (Kinoatelije, 2005), ha ricostruito in un ampio saggio la vita di Nora Gregor, nota attrice del Burgtheater di Vienna negli anni Trenta. Dopo aver esordito come narratore in Austria con “Meeresstille bei Lussin” e “Portulan der Gefühle”, ha pubblicato in italiano, per Santi Quaranta, il suo esordio nel 1999, come narratore, con il fortunato romanzo “Viaggio alle Incoronate”, che ha raggiunto la quinta edizione, con la delicatezza e la singolarità dello stile e per il fascino del contesto adriatico e mitteleuropeo.

Nel 2003 Palazzo Attems-Petzensteinè apparso per la Lint di Trieste “Arcipelago del vento”, diario di un viaggio in barca a vela lungo le coste della Dalmazia. La sua ultima pubblicazione è “Alle Isole Marchesi” nasce da un lungo viaggio in Oceania intrapreso nell'inverno 2003-2004.

Info: tel. 0481-547541.547499, fax 0481-531798, musei@provincia.gorizia.it, www.provincia.gorizia.it.

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