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Cultura > Arte > 10 Febbraio 2020

Trieste Settanta - arte e sperimentazione in mostra al Revoltella

Museo “Revoltella” di Trieste - via Diaz Mostra: “Trieste Settanta - arte e sperim

Trieste (TS) - Un tuffo nella grande vitalità, nel potente desiderio di cambiamento che percorse profondamente quegli anni e “contagiò” per sempre tutti i giovani che vissero quella speciale “temperie”, di qualunque tendenza ideale fossero; un'”immersione” e una rivisitazione – dopo più di quarant'anni - delle molteplici espressioni, ma tutte deflagranti e dissacranti, che irruppero anche nelle diverse forme artistiche, ma con, in più, il desiderio e l'obiettivo dichiarato di fare delle arti uno strumento d'avanguardia militante e di decisa trasformazione sociale.

Ecco, tutto ciò accadde, nei “caldi” anni '70, anche a Trieste, anche in questo angolo del Paese allora piuttosto isolato. E una qualificata vetrina di quelle esperienze oggi viene presentata e riproposta nella significativa mostra “Trieste Settanta - arte e sperimentazione”, che si inaugurerà domani, giovedì 30 gennaio, alle ore 18, al Civico Museo “Revoltella” di via Diaz 27, e resterà aperta al pubblico fino al 2 giugno, tutti i giorni con orario 9-19 (martedì chiuso).

Questa davvero particolare rassegna, curata da Laura Carlini Fanfogna, direttrice del Servizio Musei e Biblioteche del Comune, e da Lorenzo Michelli, comprende opere di artisti, testimonianze di operatori culturali e un ricco materiale documentario legato alla produzione artistica della Trieste dell'epoca e si inserisce nel solco delle diverse iniziative dedicate all’arte della seconda metà del Novecento promosse nel corso degli anni dal “Revoltella”, valorizzando, in questo caso, alcune delle principali esperienze di ricerca svoltesi in quel pulsante e prolifico decennio.

Fu quella una stagione indubbiamente “libertaria” e tendente a rompere tutti gli schemi, e il famoso slogan sessantottino de “L'immaginazione al potere” era certamente la sua “chiave di lettura” principale; in più, e a Trieste in particolare, con la convinzione che “la libertà è terapeutica” come sostenevano i protagonisti della riforma psichiatrica avviata proprio qui, nella Venezia Giulia, da Franco Basaglia.

Spinte, tendenze e suggestioni che, nel campo delle varie espressioni artistiche, trovarono a Trieste - immersa allora, per altri versi, nella frenesia dell'impetuoso commercio transfrontaliero di jeans e anche per ciò distante dalla “rivoluzione culturale” in corso nel resto del Paese - portatori di visioni del tutto diverse, nuove e profondamente alternative, che detterò vita a realtà quali ”Arte Viva”, “La Cappella Underground”, Studio Tommaseo e Gruppo 78, promotori di un “pensiero” artistico e sociale del tutto avanzato, all'insegna appunto di arte e sperimentazione, vivacemente espresso attraverso mostre, installazioni, performances di arte contemporanea, per portare in città un nuovo modo di pensare e agire. Vennero così accolte e veicolate, tra le altre, le tendenze artistiche dell'Azionismo Viennese, le istanze dell'arte femminista, sperimentazioni grafiche e al computer tra Graz e Lubiana, forme di nuova cinematografia.

Tendenze, filoni e protagonisti che tutti, per quanto possibile, hanno collaborato, ancora una volta in uno spirito di “lavoro collettivo”, alla realizzazione della mostra; la quale non è solo un omaggio a quanto creato negli anni Settanta, ma – da parte dei curatori, del “Revoltella” e dell'Amministrazione cittadina nei loro confronti - un ringraziamento per quanto ancora oggi questi nostri artisti sono capaci di proporre sulla scena culturale della città.

In tal senso, l’esposizione “Trieste Settanta - arte e sperimentazione” raccoglie un significativo nucleo di opere del periodo situate nelle collezioni museali al quale si sommano quelle di collezioni private e degli artisti protagonisti del periodo e tuttora operanti.

Più specifici cenni sulla “temperie” del periodo, su quei suoi protagonisti e sul percorso espositivo organizzato al Museo “Revoltella”, che si dispiega tra la Sala “Scarpa” al primo piano e una sezione di apertura al pianterreno dedicata in particolare alla grafica, sono riportati nell'ampia Nota introduttiva redatta dai curatori, qui allegata.

E anche nell'odierna presentazione alla stampa non sono mancati diversi spunti di grande interesse. E mentre l'Assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi e, subito dopo, la presidente della V° Commissione consiliare e del Curatorio del “Revoltella” Manuela Declich si sono vivamente complimentati con gli stessi curatori dell'esposizione, Lorenzo Michelli e Laura Carlini Fanfogna, per “una mostra bella, significativa e interessante che rende una efficace testimonianza non solo di quell'epoca e di quei giovani artisti, e di quegli anni '70 a Trieste che erano anche i 'nostri' anni giovani, e della grande vitalità che c'era, per cui invitiamo senz'altro anche i giovani di oggi a prenderne visione e conoscenza” (Rossi), e quindi ringraziando “tutti gli artisti e le associazioni culturali che si sono spesi, anche oggi nel nome dell'arte e nell'interesse prioritario di Trieste, realizzando una mostra originale e accattivante“ (Declich), è toccato quindi ai due curatori e agli stessi artisti presenti dare una prima illustrazione della rassegna.

Così, Laura Carlini Fanfogna ha a sua volta sottolineato l'importanza e il notevole interesse di “una mostra che potrà successivamente venir efficacemente riproposta anche a Lubiana, a Zagabria, a Graz, “territori” tutti con i quali “quella” Trieste artistica di allora già dialogava con profitto e dai quali traeva più di qualche spunto importante”; rivolgendo quindi anche lei un appello “ai nostri ragazzi di oggi a venire a vedere al “Revoltella” come erano i giovani triestini di allora, loro padri, e quali erano i loro interessi e le loro energie creative”.

Lorenzo Michelli dal canto suo ha rievocato le tante grandi personalità operanti all'epoca e riproposte in mostra, nell'ambito di “un 'percorso errante', fra molti stili, tecniche e visioni artistiche diverse, oggi ricostruito grazie a un bel lavoro di gruppo”. “E non sarà solo una mera esposizione – ha concluso Michelli – bensì una proposta di coinvolgimento di tutti gli interessati ad approfondire stili e personalità, situazioni e avvenimenti di quel periodo; ciò che avverrà tramite una serie di visite guidate ma anche con un ciclo di incontri con protagonisti e studiosi dell'arte e non solo”.

Tra gli artisti, il grafico Franco Vecchiet ha ricordato come all'epoca Trieste fosse diventata “centrale” e punto di interconnessione davvero importante in questo settore trovandosi a metà strada fra Venezia e Lubiana che a loro volta coltivavano importanti scambi e contatti con le grandi capitali della grafica dell'epoca, a cominciare da Parigi.

Ha concluso Emanuela Marassi che, da femminista ante litteram, in una breve ma profonda testimonianza e riflessione tuttora molto attuale, ha “confessato” come ancor oggi, e forse ancor più di ieri, si ritrovi a riproporre a se stessa la medesima domanda di allora, sempre irrisolta: “Ma la Donna è un “soggetto” kitsch o un oggetto kitsch?” Ovvero, meglio, “Io, Kitsch ci nasco o ci divento? Sinceramente, ancora non lo so!”. Il tutto, accompagnato dal breve filmato allora autorealizzato sul tema, dove la donna – la stessa Marassi – davanti allo specchio, non si spoglia ma si veste con capi da Museo “Revoltella” di Trieste - via Diaz Mostra: “Trieste Settanta - arte e sperimseduzione.... Una 'traccia' che venne poi ripresa dalla RAI, nel febbraio 1978, con il titolo “La donna è un S-oggetto kitsch?”. Presente e visibile in mostra.

Museo Revoltella -
Museo “Revoltella” di Trieste - via Diaz
Mostra: “Trieste Settanta - arte e sperimentazione”

www.museorevoltella.it

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