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Cultura > Arte > 25 Febbraio 2009

“Fughe o Ritorni” di Cristina Battistin: viaggio nell’immaginario fra disvelamenti e dissolvenze

opera di Cristina Battistin

Trieste (TS) - S’inaugura venerdì 27 febbraio, alle ore 17, la mostra “Fughe o Ritorni” di Cristina Battistin. Una quarantina di opere, tra disegni a penna e quadri ad olio, in esposizione al club Zyp di Trieste (via delle Beccherie, 14) fino al 27 marzo.

L’esposizione della mostra si presenta come un suggestivo “Viaggio nell’immaginario dell’artista tra fughe e ritorni, disvelamenti e dissolvenze, vicinanze e lontananze” sottintendendo la nascita fragile e irripetibile dell’immagine-visione, la sua natura ambigua tra nascondimento e disvelamento. Paesaggi rappresentati come squarci di viaggio, di fughe, che riportano a casa o si perdono in orizzonti lontani, ma anche volti e corpi disvelati che conservano il mistero di un’interiorità inaccessibile, un oltre lontano e sfuggente, volti che nascono dalla tela o dal foglio come identità già preesistenti ma in continuo divenire.

Cristina Battistin nasce nel 1982 a Pordenone, nel 2001, conseguita la maturità scientifica sceglie di continuare i suoi studi seguendo la sua passione: la pittura. S’iscrive così all’Accademia di Belle Arti di Perugia e frequenta per cinque anni la cattedra di Pittura del prof. Sauro Cardinali. Si diploma nel giugno 2006 discutendo la tesi dal titolo “Alberto Giacometti: la coscienza tragica e la ricerca dell’assoluto”. Nello stesso anno s’iscrive presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze al corso di specializzazione biennale COBASLID abilitante per l’insegnamento di Storia dell’arte e Disegno nelle scuole secondarie. Ora insegna a Trieste Storia dell’Arte e Disegno, presso il Liceo Scientifico Oberdan.

La sua ricerca artistica si muove dal segno: dalla pennellata o dal tratto della penna l’immagine va via via mostrandosi senza per questo definirsi in maniera “realistica”. Il volto disvelato, soggetto indagato dall’artista in modo quasi ossessivo, conserva così il mistero di un’interiorità inaccessibile di cui si percepisce la forza sotterranea dell’esistenza e del vissuto, che l’immagine suggerisce ma non accoglie totalmente. L’incrociarsi ed il sovrapporsi irripetibile di pennellate danno vita ad un unico così coopera di Cristina Battistinme il magmatico sovrapporsi delle esperienze modella e genera l’individuo. I volti si giustappongono, come in un mosaico, a formare una società di sconosciuti inevitabilmente familiari… nell’immaginazione.

Orari di apertura Club Zyp:
lun. 9:00-20:00
mart. 9:00-16:00
merc. 9:00-18:00
gio. 9:00-13:00; 15:00-20:00
ven. 9:00-14:00

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