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Cultura > Arte > 26 Giugno 2019

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Al museo i fiori raccontano. La Botanica nel decoro degli oggetti

Al museo i fiori raccontano. La Botanica nel decoro degli oggetti

Udine (UD) - Il mondo delle piante e dei fiori ha sempre destato fascino e il decoro di ispirazione floreale ha costituito, lungo le epoche, un repertorio ricorrente per il mondo delle arti applicate e per raffigurazioni artistiche.

In occasione della stagione primaverile e fino al 31 agosto presso Museo Etnografico del Friuli viene offerto un itinerario alla scoperta di collezioni inedite provenienti dal patrimonio museale e dalla collezione “Ciceri” in cui il tema botanico è un filo conduttore fra materiali diversi; sono inoltre esposte tavole illustrate provenienti dal fondo “Pontini” del Gabinetto disegni e stampe del Castello.

Sono esposti dipinti, tessuti, capi di abbigliamento, ceramiche, suppellettili, una cetra e oggetti inediti dove l’elemento floreale assume, di volta in volta significati diversi.

Rose, peonie, viole, papaveri, ciclamini, dalie, astri, pratoline, tulipani, gelsomini, garofani e minuti fiori di campo sono declinati in composizioni molteplici, realistici o stilizzati. Un esempio viene offerto da diverse ceramiche della ditta “Galvani” dove, epoca dopo epoca, il fiore diventa un richiamo stilistico qualificante.

Inoltre un montaggio video suggerisce attraverso fotografie d’autore, raffigurazioni artistiche e tavole botaniche un viaggio nel mondo dell’arte di rappresentare il mondo floreale.

Nelle diverse discipline il fiore è stato motivo ispiratore per i significati che di specie in specie gli sono stati assegnati, come spesso ricorre nel parlare quotidiano. Per secoli i fiori hanno espresso un valore simbolico che ricorre nei racconti mitologici, nella letteratura e nella poesia, ma anche in iconografie dove la presenza di un fiore assumeva un valore preciso.

Ai fiori conosciuti nel mondo europeo, con l’età moderna si sono affiancate le piante da fiore native delle Americhe che, inviate regolarmente in Europa, erano apprezzate come esotismo, divenendo una moda e oggetto di collezionismo.

I “cacciatori di piante” sulla scia di Linneo volto a classificare le diverse specie, si diffusero un po' dappertutto per raccogliere nuovi esemplari la cui conoscenza veniva diffusa anche attraverso le tavole botaniche e le illustrazioni che iniziarono a circolare: la rappresentazione di piante e fiori divenne un’arte che nasceva dal desiderio di documentare, anche esteticamente, l’aspetto delle piante e delle loro caratteristiche.

Per l'occasione il Museo Etnografico ha pubblicato il libretto Erbario stagionale di Umberto Valentinis che si può scaricare in pdf dal sito www.civicimuseiudine.it

Per informazioni:
Museo Etnografico del Friuli
Via Grazzano 1
T. 0432.1272920

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