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Notizie > Incontri > 22 Febbraio 2009

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Presentati gli atti del convegno sul Medioevo a Trieste

di Paolo Radivo

copertina del libro

Trieste (TS) - Sono stati presentati nel tardo pomeriggio di venerdì 20 febbraio nella sala “Bobi Bazlen” di palazzo Gopcevic, in via Rossini 4, gli atti del convegno “Medioevo a Trieste - Istituzioni, arte, società nel Trecento”, svoltosi al Museo Revoltella dal 22 al 24 novembre 2007 su iniziativa dell’Assessorato alla Cultura del Comune. Il volume, edito da Viella, comprende ben 495 pagine in carta patinata, con molte illustrazioni in bianco e nero.

È stato curato da Paolo Cammarosano, docente di Storia medievale all’Università di Trieste.
«Con la pubblicazione degli atti relativi al convegno – scrive nella sua prefazione l’assessore comunale alla Cultura Massimo Greco – si prolunga l’“anno medievale”, che a Trieste ha visto coinvolte le istituzioni culturali, da quelle comunali a quelle diocesane, dall’Università all’Archivio di Stato. Parlare di “anno medioevale” per Trieste non è una trovata propagandistica, ma il compendio di un lavoro serio, strutturato su più fasi di ricerca e su vari livelli disciplinari. Lavoro che nel convegno ha visto il fondamentale momento preparatorio scientifico, mentre la grande esposizione del Castello di San Giusto e il percorso urbano ne hanno rappresentato gli aspetti realizzativi».

«Un lusinghiero successo di pubblico – sottolinea Greco – sta accompagnando la mostra (prorogata fino ai primi di maggio 2009), a significare come un’iniziativa, non certo pensata per stupire (come accade per molti “eventi”) ma per spiegare, possa ottenere attenzione e curiosità da parte dei visitatori. Ora, dopo che proprio il convegno aprì la strada per progettare e costruire questa riscoperta in una realtà come quella triestina dove il Medioevo era stato confinato nella nicchia degli specialisti, le relazioni degli studiosi consentiranno a una più vasta platea di supportare con maggior consapevolezza quella attenzione e quella curiosità manifestate davanti agli allestimenti espositivi e ai “totem” dell’itinerario cittadino».

«La motivazione iniziale che – affermano nella loro prefazione il direttore dell’Area Cultura e dei Civici Musei di Storia ed Arte Adriano Dugulin e la direttrice del Servizio Bibliotecario Urbano Bianca Cuderi – ha spinto l’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste a promuovere delle iniziative sul medioevo triestino, e in particolare sul Trecento, va ricercata nella volontà di valorizzare e far conoscere ad un pubblico più vasto di quello dei medievalisti le fonti in possesso dei Civici Musei di Storia ed Arte e dell’Archivio Diplomatico del Servizio Bibliotecario Urbano. Se non voleva ridursi a operazione localistica, la valorizzazione doveva confrontarsi con la storiografia preesistente e con reperti, opere d’arte e documenti “esterni” per raccontare le complesse relazioni, in campo politico, economico, artistico, che legavano la città ai suoi più potenti vicini e per inserirla a pieno titolo nella trasformazione che interessava la società coeva. Il convegno, che ha costituito la prima delle iniziative con cui l’Amministrazione comunale ha voluto rievocare questo periodo storico, ci pare sia riuscito nell’intento di dare un’immagine complessiva della Trieste trecentesca, spaziando dall’economia all’organizzazione civile e religiosa, dall’urbanistica all’arte».

«Desideriamo salutare l’uscita degli Atti – concludono Dugulin e la Cuderi – con l’augurio che questa riflessione dedicata al Trecento triestino sia da stimolo per nuovi studi, a cui le fonti possedute dagli istituti culturali comunali possano ancora portare un notevole contributo».

«Questo libro – rileva nella sua presentazione Paolo Cammarosano – raccoglie le relazioni che si tennero nel novembre 2007 a Trieste, in quello che è stato il primo convegno ad affrontare in maniera organica la storia della città nel medioevo. Non tutto l’arco del medioevo, ma il secolo che è stato di cruciale importanza per la fisionomia culturale della Trieste medievale e per i suoi destini politici nell’età moderna e contemporanea. Il Trecento di cui si è trattato è un Trecento “lungo”, con numerose necessarie illustrazioni di fasi storiche precedenti, segnatamente di quel Duecento che vide lo svolgimento dell’emancipazione comunale dall’autorità del vescovo ma anche, sino dai primi anni del secolo, la concorrenza di potenze esterne per l’esercizio di un’alta sovranità su Trieste. Nella direzione cronologica opposta più di una incursione, ed anzi di un approfondimento, sono stati dedicati alla spanna quattrocentesca della storia cittadina».

«Ambizione del convegno – spiega Cammarosano – era una messa a punto organica e complessiva, con molta attenzione alla cultura anche giuridica e amministrativa e ai suoi riflessi documentari e archivistici e con una rassegna ampia dell’urbanistica, della monumentalità e della produzione di opere d’arte. In nessuno di questi ambiti la Trieste medievale può vantare la ricchezza di altre città italiane, allo stesso modo che, nella sua fisionomia urbana, la Trieste medievale non è se non una piccola placca attorno alla quale dal Settecento ad oggi si è sviluppata una città mercantile e industriale cinquanta volte più grande. La dimensione relativamente modesta della struttura medievale vale anche per altre città italiane, ma a Trieste non soltanto la forbice tra città medievale e città moderna è particolarmente ampia, ma il segmento medievale, nelle sue componenti architettoniche ed artistiche, è stato alterato, e in grande misura decisamente distrutto, con una particolare incisività e talora con accanimento».

«Trieste – aggiunge Cammarosano – deve dunque a se stessa un’operazione di visitazione e rivitalizzazione di un pezzo della sua storia che, per la verità, aveva suscitato fra Otto e Novecento attenzioni di storici e di eruditi e prodotti scientifici di grande valore, ma era declinato poi decisamente in second’ordine rispetto ad altre stagioni del suo passato. L’operazione è stata concepita con grande generosità, contemplando oltre a questo convegno del novembre 2007 una esposizione al Castello di San Giusto nell’estate del 2008 e, momento intermedio fra le due iniziative, un percorso cittadino articolato su alcune decine di postazioni che illustrano i luoghi della Trieste medievale, sia quelli di clamorosa evidenza sia quelli dei quali nulla di visibile rimane».

Il volume collettaneo appena uscito comprende ben 25 saggi di notevole interesse. Questi gli argomenti e gli autori: “Trieste nell’Italia delle città e la dedizione all’Austria del 1382”, di Paolo Cammarosano; “Le arti a Trieste nel Trecento. Un’introduzione”, di Enrica Cozzi; “Venezia e Trieste”, di Marialuisa Bottazzi; “I rapporti tra i conti di Gorizia e Trieste fino alla sottomissione della città agli Asburgo nel 1382”, di Peter Štih; “Chiese e organizzazione religiosa a Trieste tra XIII e XIV secolo, di Giuseppe Cuscito; “Le scritture della Chiesa triestina”, di Roberto Gherbaz; “L’Archivio Diplomatico, di Renzo Arcon; “Il distretto comunale di Trieste nel Trecento, di Fulvio Colombo; “Trieste nel XIV secolo: dai modelli microeconomici all’economia di mercato”, di Daniela Durissini; “Notariato, cancelleria e «ceto politico» a Trieste (1250-1335)”, di Michele Zacchigna; “L’organizzazione militare del Comune di Trieste”, di Paolo Marz; “La giustizia criminale”, di Miriam Davide; “La viabilità medievale nella Val Rosandra: nuovi dati dall’analisi spaziale”, di Davide Gherdevich; “Le finanze pubbliche e le loro scritture”, di Annamaria Conti; “Tergeste, la città medioevale alla luce dei rinvenimenti archeologici, di Franca Maselli Scotti; “Una città tra Carso e mare: territorio e vie di comunicazione di Trieste nel tardo medioevo”, di Donata Degrassi; “Trieste medievale: assetti urbani ed elementi strutturali”, di Pietro Riavez; “Riuso di materiale lapideo romano nell’edilizia medievale di Trieste”, di Aldo Messina; “La scultura lapidea veneziana d’età gotica a Trieste”, di Guido Tigler; “Il Trittico di Santa Chiara e la pittura a tempera su tavola del Trecento a Trieste”, di Francesca Flores d’Arcais; “Affreschi del Trecento a Trieste”, di Paolo Casadio; “L’oreficeria”, di Marco Collareta; “Copisti triestini, copisti a Trieste: il caso di due manoscritti datati”, di Roberto Benedetti; “Gli Statuti. La decorazione figurata”, di Enrica Cozzi; “Libertà e fedeltà cittadine: la legislazione statutaria del Comune”, di Paolo Cammarosano.

Il testo è in vendita nelle librerie al prezzo di 45 euro.

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