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Cultura > Arte > 03 Febbraio 2009

Prorogata al 15 febbraio la mostra "Il tesoro riscoperto" a Palazzo Gopcevich

Il tesoro riscoperto

Trieste (TS) - E' stata prorogata fino al 15 febbraio, nella Sala Attilio Selva di Palazzo Gopcevich (via Gioachino Rossini, 4), la mostra "Il tesoro riscoperto. Una preziosa eredità austriaca nell’Archivio di Stato di Trieste", inaugurata lo scorso 29 ottobre.
La rassegna è visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 19 (ingresso libero).
Ogni sabato alle 17 e ogni domenica alle 11 visite guidate gratuite a cura di Beatrice Malusà.

Un unicum nazionale, una storia molto triestina, una scoperta clamorosa. Con questa mostra per la prima volta viene esposto un tesoro segreto, custodito nelle casseforti dell’Archivio di Stato di Trieste, quale eredità del governo austriaco.

Si tratta di tremila preziosi giunti in 384 sacchetti di stoffa bianca che racchiudono spille, bracciali, collane, orecchini, anelli d’oro e d’argento, accanto a monete, banconote, posate, candelabri facenti parte della serie dei “depositi giudiziali”, consegnata fin dal ‘700 al Tribunale di Trieste.

Il ricco materiale deriva da sequestri, recupero di refurtiva, spese legali e cauzioni, patrimonio di defunti in presenza di figli minori, di soggetti sottoposti a tutela, di eredi irreperibili e fallimenti. Una volta chiuso il procedimento, il deposito giudiziale veniva indirizzato agli aventi diritto, se noti, o incamerato tramite gli uffici finanziari.
Decorsi trent’anni dalla giacenza senza che il deposito fosse reclamato veniva aperta la procedura di “caducità”, i depositi venduti all’asta pubblica e il ricavato versato alle casse dello Stato.
Con il passaggio dall’amministrazione austriaca a quella italiana la procedura fu “congelata” e quanto era rimasto in giacenza passò in custodia dell’Intendenza di Finanza e da questa (decreto 28 dicembre 2000 n.1390) all’Archivio di Stato di Trieste.

Roberto Borghesi e Giulia Bernardi hanno restaurato e studiato gli oggetti preziosi. Il corpus che ne è derivato, offre una visione peculiare della società triestina nel momento in cui la città evolve da periferia dell’Impero austroungarico a porto commerciale di primaria importanza: i suoi gioielli, commissionati e indossati dal popolo e dai ceti borghesi, testimoniano una nuova ricchezza, da godere e mostrare, alle volte ricercata e rara, grazie alle possibilità di interscambio con i paesi raggiunti dalle navi mercantili.

Lo studio dei marchi, dei punzoni, delle leggi vigenti all’epoca e delle loro applicazioni, hanno permesso talvolta, tramite l’incrocio dei dati, di risalire alle botteghe orafe cittadine e regionali.

La mostra è realizzata da: Direzione Area Cultura e Civici Musei di Storia ed Arte con la collaborazione dell’Archivio di Stato di Trieste a cura di Lorenza Resciniti (conservatore, Civici Musei di Storia ed Arte, con Grazia Tatò (direttore dell’Archivio di Stato di Trieste), Mariacarla Triadan (archivista, Archivio di Stato di Trieste); Giulia Bernardi (perito in gemmologia e gioielleria d’antiquariato della Camera di Commercio e del Tribunale di Trieste) e Roberto Borghesi (presidente Il tesoro riscopertodell’Associazione Antiquari Friuli Venezia Giulia; perito in orologeria e gioielleria d’antiquariato della Camera di Commercio di Trieste), con la consulenza dell'esperto numismatico Giulio Bernardi e la collaborazione di Maria Sussa (Archivio di Stato di Trieste); restauri Roberto Borghesi; con la partecipazione Bernardi & Borghesi, Trieste.

Info: www.triestecultura.it

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