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Cultura > Arte > 15 Giugno 2018

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Al Museo d'Arte Orientale la mostra “La nave di carta. Opere di Nobushige Akiyama”

Opera di Nobushige Akiyama (foto Ufficio Stampa Comune di Trieste)

Trieste (TS) - Sabato 16 giugno alle ore 18.00, al Civico Museo d'Arte Orientale in via San Sebastiano 1 a Trieste, avrà luogo l’inaugurazione della mostra “La nave di carta. Opere di Nobushige Akiyama”, che rimarrà aperta fino al 14 ottobre, con i seguenti orari: da martedì a giovedì 10-13, venerdì e sabato 16-19, domenica 10-19, lunedì chiuso. Ingresso libero.

Promossa dal Comune di Trieste e ideata e realizzata dalla cooperativa sociale Apriti Sesamo, con la cura di Stefania Severi, storico e critico d’arte AICA che da anni segue il percorso dell’artista, la mostra è ospitata nelle due sale espositive al piano terra per proseguire negli ambienti del museo, in continuo dialogo con i suoi contenuti, mettendo in contatto le antiche collezioni con opere del Giappone di oggi e intendendo al contempo rinnovare l’antico legame tra il Giappone e la città, consolidatosi fin dal XIX sec., tramite gli importanti scambi commerciali di Trieste con l’Estremo Oriente.

Preziose opere d’arte e manufatti tipici dal paese del Sol Levante, grazie anche al Gabinetto Cinese Wünsch – una galleria di vendita, immortalata in una gigantografia esposta all’interno del Museo – divennero irrinunciabili elementi d’arredo nelle case dell’aristocrazia e dell’alta borghesia, dalle quali – grazie a munifiche donazioni – passarono ai musei cittadini, dando vita al Civico Museo d’Arte Orientale che è nato, diversamente da altri consimili musei, proprio da tali donazioni cittadine.

Il maestro Nobushige Akiyama, laureatosi presso l’Università d’Arte e Design di Tokyo, che da anni risiede in Italia, ha nel tempo approfondito le tecniche di preparazione della carta secondo i metodi tradizionali e le materie prime del suo paese. E' stata questa una esigenza – che è andata maturando nella lontananza – a consolidare un legame che avrebbe rischiato di affievolirsi. Egli realizza pertanto la washi, carta fatta a mano, soprattutto nella variante kozo, ottenuta dalla corteccia del gelso dopo una lunga preparazione. Ma, da artista-scultore quale egli è, ha utilizzato la carta come materiale per le sue sculture, modellandola nelle forme più varie.

Per il museo di Trieste l’artista ha realizzato un'installazione site specific trasformando una sala espositiva in un ambiente “magico” in cui la luce, il suono e la percezione visiva risultano alterate. La carta che proviene da frutti della terra, diviene veicolo di dialogo con il riguardante che è sollecitato a distaccarsi dalla realtà storicistica per immergersi nella realtà naturale.

Oltre alla installazione sono in mostra una trentina di opere: sculture e rilievi in carta dalle forme metamorfiche e una serie di lavori in carta e resina in cui il dialogo tra i due materiali così diversi sottolinea la complessità del mondo contemporaneo e l’esigenza di una ricerca di equilibrio.

Le opere in carta del maestro Akiyama trovano il proprio interlocutore naturale nella importante raccolta di xilografie giapponesi dell'Ukiyo-e di proprietà del museo, tra cui si possono ammirare le opere di artisti quali Utamaro, Hiroshige e Hokusai, la cui celebre “Grande onda”, simbolo iconico della potenza e della terribile bellezza della natura in tempesta, ha ispirato a Nobushige Akiyama lo sviluppo di una propria idea di “Nami” (Onda), che mette in rapporto il contrasto delle forze tra la carta e la resina.

Nobushige Akiyama è nato a Yokohama, ma vive e lavora a Roma. Laureatosi all’Università d’Arte e Design di Tokyo nel 1985, si iscrive al corso di scultura dell’Accademia delle Belle Arti di Roma. Nel 2000 insegna scultura all’Università AICHI di Nagoya e nel 2003 restauro della carta presso l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro a Roma. Per le sue sculture utilizza, oltre al marmo e al bronzo, anche la carta giapponese, in particolare la carta kozo.
Dal 1997 ha partecipato a varie collettive in Giappone, in India e in Italia; nel nostro paese ha allestito anche personali a Carrara, Milano, Brescia, Toscolano Maderno e Roma (“Il peso della leggerezza” Museo Nazionale d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci”, 2014) e in Giappone a Tokyo. Ha realizzato a Roma il monumento commemorativo ad Arnaldo Bottoni e a Nuova Delhi, in India, all’Indraprastha Park, il Monumento per il 50° anniversario della Relazioni Diplomatiche Giappone-India.

La rassegna espositiva propone anche una serie di appuntamenti correlati. Già domenica 17 giugno l'artista terrà due incontri con il pubblico: ore 11 La carta Washi conferenza e ore 14 Confezioniamo una shopper con i giornali giapponesi laboratorio, ingresso libero fino a esaurimento posti.

Nel mese di settembre poi si terrà una serie di conferenze e workshop in collaborazione con l'Associazione Culturale Italo-Giapponese Yu Jo di Trieste, a ingresso libero fino a esaurimento posti. Domenica 9 settembre, ore 11 Bento-box, il pranzo giapponese in scatola, conferenza di Yuri Kagawa. Domenica 16 settembre, ore 11 Origami, laboratorio con Martina Ferro Casagrande.Domenica 23 settembre, ore 11 Shodo, l'arte giapponese della calligrafia, laboratorio con Yuki Kodaira. Domenica 30 settembre, ore 11.00 Performance musicale, con Mitsugu Harada

La mostra ha il patrocinio di Consolato Generale del Giappone a Milano, Istituto Giapponese di Cultura in Roma-Japan Foundation, JNTO-Japan National Tourism Organization-Ente Nazionale del Turismo Giapponese e si realizza in collaborazione con Cooperativa Sociale Apriti Sesamo, Roma e la partecipazione di Soroptimist International, Club di Trieste, Fondazione Italia Giappone, Roma, Associazione Culturale Italo-Giapponese Yu Jo, Trieste.

Per informazioni:
Civico Museo d'Arte Orientale
via San Sebastiano, 1 - Trieste
tel. 040-3220736; +39 040-675 4068/4039
www.triestecultura.it
www.museoarteorientaletrieste.it
museoarteorientale@comune.trieste.it


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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