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Notizie > Attualità > 07 Maggio 2018

Presentata a Lubiana l’edizione italiana del romanzo “I Cancellati” di Miha Mazzini

Miha Mazzini (foto Ufficio Stampa Volpe&Sain)

Udine (UD) - Presentata oggi, all’Istituto Italiano di Cultura di Lubiana, l’edizione italiana del romanzo “I Cancellati” dello scrittore Miha Mazzini, voce fra le più importanti della letteratura slovena del nostro tempo. Il libro, pubblicato da Bottega Errante Edizioni, sarà presentato in anteprima nazionale domenica 13 maggio al festival Vicino/lontano 2017 (Casa Cavazzini, ore 11.30). L’autore dialogherà con il giornalista e scrittore Gigi Riva, che ha seguito tutte le guerre balcaniche degli anni Novanta, cui ha dedicato romanzi e sceneggiature di film e con l’avvocato Andrea Saccucci – insignito dell’European Pro Bono Award “for exemplary partnership in the public interest” per l’attività prestata a tutela dei “cancellati” della Slovenia.

«Miha Mazzini – afferma Gigi Riva - racconta una storia esemplare che è la sintesi dei nostri tempi tristi e xenofobi. E ci spiega quale mostro sia la burocrazia quando si mette a disposizione dell’etnocentrismo». Alla presentazione erano presenti, fra gli altri, l’addetto culturale dell’Ambasciata italiana a Lubiana, Stefano Cerrato, e la curatrice di vicino/lontano Franca Rigoni.

Al centro de “I cancellati” troviamo una vicenda paradossale, ispirata a una storia vera che somiglia alla storia di migliaia di persone vittime dell’assurda cancellazione della loro identità documentale a seguito della disintegrazione dello Stato jugoslavo. Uomini e donne che hanno smarrito ogni possibilità di “esistere” legalmente. “I cancellati” narra il calvario di una madre nubile, Zala, che nel 1992, alla clinica di maternità di Lubiana, dove si è recata per partorire, scopre di non fare più parte del sistema informatico e quindi di non esistere ufficialmente.

Il romanzo narra quello che è successo nella realtà a migliaia di cittadini che il 26 febbraio 1992 il Ministero dell’Interno della Slovenia ha cancellato dai sistemi informatici: negli uffici anagrafici a queste persone è stata annullata la carta d’identità. È il destino di oltre 25 mila sloveni nati nel posto sbagliato, in un paese disintegrato. È anche grazie a due avvocati italiani, Giulio Lana e Andrea Saccucci, che la causa dei “cancellati” è stata vinta davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Prende il via giovedì 10 maggio a Udine il festival vicino/lontano-Premio Terzani: fra i protagonisti più attesi della 14/a edizione (10-13 maggio 2018) spicca senz’altro l’antropologo francese Marc Augé, che sarà protagonista di una conversazione sul tema “Égalité: un altro mondo è possibile?”, in programma sabato 12 maggio, alle 17 nella Chiesa di San Francesco. Marc Augé dialogherà con Nicola Gasbarro, presidente del comitato scientifico dell’associazione culturale Vicino/lontano. Viviamo in un mondo in cui cresce continuamente la distanza tra i più ricchi e i più poveri del pianeta, tra coloro che sanno di più e coloro che conoscono meno, tra i pochi che governano i processi globali e la moltitudine dei consumatori e degli esclusi.

L’antropologia ha il dovere scientifico ed etico di interrogarsi sui mondi contemporanei: come invertire questo processo? È illusorio immaginare che l’accesso alla conoscenza e all’istruzione per tutti gli individui possa diventare una garanzia sufficiente di uguaglianza e pari dignità fra le persone? Forse allora, spiega Augé, si delineerebbe “la sola utopia valida per i secoli a venire, le cui fondamenta andrebbero urgentemente costruite o rinforzate: l’utopia dell’istruzione per tutti, la cui realizzazione appare l’unica possibile via per frenare, se non invertire, il corso dell’utopia nera che oggi sembra in via di realizzazione: quella di una società mondiale ineguale, per la maggior parte ignorante, illetterata o analfabeta, condannata al consumo o all’esclusione, esposta a ogni forma di proselitismo violento, di regressione ideologica e, alla fin fine, a rischio di suicidio planetario”. Dopo tutto una libertà senza uguaglianza del sapere è un pericolo per la democrazia.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Volpe&Sain

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