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Cultura > Arte > 15 Aprile 2018

Miart 2018 – Milano Art Week tra fiere, mostre e aste

di Edoardo Paticchio

Galleria Mazzoleni - Alighiero Boetti, IMMAGINANDO TUTTO, 1979. Miart 2018

Milano (--) - Mai come in questo periodo dell’anno Milano attira su di sé i riflettori del mondo dell’arte con la Milano Art Week, settimana in cui si mescolano avvenimenti culturali e di mercato dedicati all’arte moderna e contemporanea.

Focus centrale è MIART 2018, la fiera d’arte che sotto la direzione di Alessandro Rabottini sembra migliorare e crescere di anno in anno.
L’evento si concentra in un unico grande padiglione e dà spazio sia ai Maestri del ‘900 che agli artisti emergenti e nuove proposte, fino ad arrivare all’interessante proposta del design, settore che ormai spesso si affianca piacevolmente a questo tipo di kermesse sugli spunti già inizialmente intrapresi da Art Basel Miami, e che dona una nota di freschezza alla manifestazione.

Miart di quest’anno è ben organizzata e si gira piacevolmente. Nonostante il periodo economico non dei più facili, la maggior parte delle gallerie si è dimostrata soddisfatta dell’andamento delle vendite e dell’interesse dei collezionisti.
Quasi tutti i dealers hanno dichiarato che le contrattazioni più importanti si sono svolte nella giornata di giovedì, al preview su invito. In quell’occasione infatti si sono visti molti importanti collezionisti passare in fiera, soprattutto quelli che non vogliono farsi scappare la “prima scelta” e preferiscono non rischiare di ritrovarsi davanti ad opere già vendute.

L’arte viene ancora oggi considerata come un bene rifugio e in un’ottica di differenziazione del risparmio sono molti ad optare per un acquisto in questo settore, che permette di offrire anche appagamento emotivo e visivo oltre che culturale.
Certamente in una fiera di questo livello sono presentate opere importati con richieste anche milionarie - chiaramente alla portata di pochi - ma allo stesso tempo è possibile trovare quadri di artisti emergenti anche a 2-3.000 euro che magari saranno le stelle del mercato di domani.

Per quanto riguarda la tipologia di artisti esposti, pare di vedere in questa edizione 2018 un rafforzamento della sezione “Masters”, ossia quella dedicata agli artisti storici e consolidati. Dopo alcuni anni di temporanea sparizione del Novecento figurativo dalle fiere, quest’anno i big di inizio XX secolo sono tornati ad affacciarsi in fiera: Guttuso, Music, Sironi, Rosai, De Chirico.
In grande spolvero l’Informale italiano, con una bellissimo stand monotematico di livello museale dedicato ad Afro dalla galleria dello Scudo, ma molto rappresentati in altri stand Emilio Vedova e (finalmente) Antonio Sanfilippo, che sta gradualmente guadagnando meritato spazio. Bellissime le piccole e grandi gommapiume di Giulio Turcato.

Per quanto riguarda l’Astrattismo Geometrico, sicuramente merita una menzione la notevole presentazione della Galleria Cardelli & Fontana dove in particolare spiccavano opere degli anni ’30 di Mario Radice e un capolavoro di Atanasio Soldati (venduto il primo giorno).
Uno degli stand più belli e raffinati è quello della galleria Mazzoleni (Torino/Londra), con importanti artisti del calibro di Castellani, Pistoletto, Fontana e Boetti (di quest’ultimo era presentato un piccolo spledido arazzo “Immaginando Tutto” particolarmente raro in quanto realizzato a Kabul nel 1979); la galleria quest’anno ha allestito anche un secondo stand in collaborazione con la celeberimma galleria Gagosian, mettendo in scena una doppia personale Alberto Burri / Sterling Ruby.

Oltre a Gagosian, la presenza di gallerie straniere sta iniziando ad affermarsi in fiera, erano presenti infatti anche Barbara Gladstone, Lelong, Sperone, Michael Werner, Amanda Wilkinson, Bärtschi, Hussenot, Hilger, Almine Rech e diversi altri big internazionali.
Sempre importante lo stand della galleria Tornabuoni, con bellissime opere tra cui Boetti (una biro blu su carta di 3 metri), Fontana e una bellissima scultura di Marino Marini.

Di grande eleganza lo stand della galleria De’ Foscherari, con opere di Parmiggiani, Ceroli, Schifano e Piacentino.
Sicuramente merita una menzione lo stand della galleria Tega che presentava diverse importanti opere di Christo, di cui un progetto per “The Gates - New York” risultava tra i primi ad essere venduto, nell’ordine dei 180.000 euro.

La fiera ha avuto un ottimo riscontro di presenze e sicuramente Milano ha saputo attirare visitatori anche grazie alle due aste di Christie’s e Sotheby’s, concentrate nei giorni a cavallo del MiArt, e per la grande esposizione alla Fondazione PradaGalleria Matteo Lampertico. Amilio Vedova e Antonio Sanfilippo - Miart 2018 “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918–1943″curata da Germano Celant, che già da sola merita una gita nel capoluogo lombardo.


Miart
13 - 15 aprile 2018
Opening: 12 aprile su invito

fieramilanocity Gate 5, Pad. 3
Viale Scarampo , 20149 Milano
http://www.miart.it/it/content/miart-2018

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