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Notizie > Incontri > 27 Novembre 2017

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Due incontri su Chiesa ortodossa e San Nicolò al Centro cuturale Veritas di Trieste

Centro Culturale Veritas - Trieste

Trieste (TS) - Due gli appuntamenti settimanali al Centro Culturale Veritas, nella sede di via Monte Cengio 2/1A a Trieste. Il primo è martedì 28 novembre alle 20.30. Si intitola “Le sfide pastorali della Chiesa ortodossa in Italia e il rapporto con la Chiesa cattolica”. Ed è l’ultimo incontro del Corso di cultura “Il dialogo ecumenico a 500 anni dalla Riforma luterana: un approccio storico”. Animerà l’incontro don Valerio Muschi, delegato diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso. Relatore è l’archimandrita Athenagoras Fasiolo, rettore del Monastero di Santa Barbara Megalomartire a Monastier di Sarmede (Tv) (www.monasterosantabarbara.it).

L’archimandrita Athenagoras presenterà la realtà composita dell'Ortodossia in Italia. Essa è rappresentata da alcune diocesi: 1) Greca del Patriarcato Ecumenico, 2) Russa del Patriarcato Ecumenico, 3) Russa del Patriarcato di Mosca, 4) Romena del Patriarcato di Romania, 5) Serba del Patriarcato di Serbia. Ci sono poi parrocchie della Chiesa Bulgara e della Chiesa di Georgia. Durante questa descrizione, l’Archimandrita farà riferimenti ai rapporti con la Chiesa Cattolica. Per quanto riguarda la pastorale, espressamente in Italia, essendo diversa da diocesi a diocesi, per ovvi motivi culturali, si offrirà una visione comune del tema. In modo particolare, avendo la Conferenza episcopale Italiana pubblicato il "Vademecum per la pastorale delle parrocchie cattoliche verso gli orientali non cattolici" (2010) , Athenagoras presenterò una analoga lettura del Documento in chiave ortodossa, redatta dallo stesso Archimandrita.

Il secondo appuntamento, è venerdì 1° dicembre alle 18.30. Celebrare la conclusione del corso sull’Ecumenismo e apre al tempo liturgico dell’Avvento e ai riti più cari con i bambini. L’incontro si colloca nel ciclo Geopolitica e religioni, e si intitola San Nicolò, segno di una Chiesa indivisa e di diplomazia ecumenica. Sarà tenuto dal gesuita Germano Marani, dottore in teologia presso il Pontificio Istituto Orientale di Roma con una tesi su Bulgakov. Padre Marani insegna Liturgia, Evangelizzazione e Cultura, Antropologia e Teologia dell’Evangelizzazione alla Pontificia Università Gregoriana, Facoltà di Missionologia. È padre spirituale del collegio Russicum. Come formatore e docente, opera anche presso realtà accademiche e seminari dell’Europa cristiana di lingua e cultura slava.

San Nicola è patrono dei bambini come pure di naviganti, marinai, pescatori. Ha un grande ruolo nelle relazioni interreligiose perché è il Santo più venerato nell’Ortodossia, e specialmente nel mondo slavo. “L’auspicio che si proclami Nicola santo dell’Ecumenismo, oltre che sul carattere ecumenico della personalità storica di Nicola, poggia su un ulteriore dato di fatto: nessun Santo è così universalmente noto e amato come S. Nicola. Altri santi godono di un culto superiore al suo in determinati luoghi. Nicola attraversa invece, come nessun’altro, il mondo cattolico, ortodosso e protestante” (www.basilicasannicola.it).

La sua devozione è particolarmente sentita in terra russa, dove viene definito “difensore di chi è senza difensori”, e dove dal 21 maggio al 28 luglio di quest’anno è stata portata una reliquia del Santo di Myra custodita a Bari, una costola sinistra. Questo trasferimento fu voluto da papa Francesco dopo l’incontro con il patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill a Cuba il 12 febbraio 2016. Dopo 930 anni dalla sua traslazione a Bari, la reliquia con aveva mai lasciato la città. Nelle due tappe, prima nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca e poi nel monastero Aleksandr Nevskij a San Pietroburgo, è stata visitata da oltre due milioni e duecentomila fedeli, incluso il presidente Vladimir Putin.

Al momento della riconsegna delle reliquie a San Pietroburgo, il patriarca Kirill ha dichiarato: “Viviamo in un’epoca e in un mondo sempre più difficile e complicato che non possiamo ignorare e ogni gesto, ogni azione diventano densi di significato. A partire da ciò che stiamo vivendo. È la prima volta nella storia dei rapporti tra le due Confessioni cristiane che i due primati di Oriente e Occidente si sono accordati perché avvenisse quello che stiamo vivendo. Non è dialogo teologico questo, ma di popolo e di devozione” (Avvenire, 30 luglio 2017, 15).


INFO/FONTE: Centro Cuturale Veritas - Trieste

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