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Notizie > Incontri > 05 Novembre 2017

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Architettura sostenibile all'Irse: le potenzialità di Pordenone “città da vivere”

Caserma militare (foto Ufficio Stampa Volpe&Sain)

Pordenone (PN) - Ancora un’occasione per indagare le potenzialità di Pordenone “città da vivere”, alla luce delle esigenze di sostenibilità nell’architettura che il nostro tempo impone: martedì 7 novembre, alle 15.30 a Casa Zanussi di via Concordia, appuntamento con il terzo incontro del ciclo promosso dall’IRSE, Istituto Regionale di Studi Europei FVG, con il Comune di Pordenone e gli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri. Questa volta l’indagine ci accompagnerà “dagli insediamenti produttivi agli ecosistemi imprenditoriali”, per approfondire “la pratica della rigenerazione urbana quale strumento di sviluppo economico”.

Due i relatori di riferimento per il nuovo focus dell’IRSE, coordinato e introdotto dal vicepresidente IRSE Giuseppe Carniello: innanzitutto Roberto Malvezzi, responsabile formazione dell’AUDIS, Associazione Aree Urbane Dismesse; e con lui interverrà anche il vicepresidente dell’ANCE Pordenone – Trieste Elvis Santin, per un confronto anche sotto il piano prospettivo dei costruttori edili.

«Da un punto di vista economico la ristrutturazione dei complessi industriali non puo’ reggersi – spiega Carniello – per questo si rende necessario un lavoro di squadra che possa incardinare processi di rigenerazione urbana nei quali gli interventi edilizi siano inseriti in programmi di supporto socio-economico. Un caso importante, a Pordenone, è quello del quartiere che ospita la caserma Mittica e l’ospedale civile, che fra qualche anno sarà dismesso. Anche di questo parleremo martedì pomeriggio all’IRSE».

Aggiunge l’arch. Roberto Malvezzi: «La rigida divisione per zone funzionali che ha caratterizzato l’urbanistica nel ventesimo secolo potrebbe essere superata grazie alle pratiche di rigenerazione urbana. Le nuove tecnologie produttive richiedono minori spazi, producono minori emissioni e diventano compatibili con attività non industriali. A partire da alcuni casi di studio europei, in cui la dismissione di vaste aree industriali o produttive ha stimolato l’innesco di percorsi complessi di rigenerazione urbana, identificheremo analogie e differenze con la situazione italiana e locale, per delineare prospettive virtuose da promuovere e percorrere sul territorio».

Il pubblico potrà intervenire, la partecipazione è gratuita.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Volpe&Sain

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