Home News & Cultura
Cerca in
Cerca in

Cultura > Teatro > 16 Ottobre 2017

“Le avventure di Numero Primo”: Marco Paolini apre la stagione di prosa del Rossetti

Marco Paolini (©Marco Caselli Nirmal - foto Ufficio Stampa Teatro Stabile del Friuli Venezia Gi

Trieste (TS) - Mercoledì 18 ottobre si inaugura la Stagione 2017-2018 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: uno dei momenti fondamentali nell’attività di ogni teatro, che quest’anno a Trieste si avvia con Marco Paolini e il suo nuovo spettacolo “Le avventure di Numero Primo” scritto dallo stesso Paolini assieme al sociologo Gianfranco Bettin.
Non è la prima volta che il grande artista veneto è protagonista dell’apertura della Stagione a Trieste (nel 2011 ha varato il cartellone con “ITIS Galileo”): il suo nuovo spettacolo è apparso adattissimo a dare “il La” all’itinerario di emozioni, linguaggi, riflessioni e temi che si dipanerà attraverso la Stagione nei prossimi mesi e a rappresentare in qualche modo quell’attenzione forte al futuro, ai rapporti familiari, ai conflitti e all’interpretazione del nostro tempo che il direttore dello Stabile Franco Però ha desiderato delineare attraverso i titoli del cartellone…

Si inizia quindi immaginando il futuro. Si inizia viaggiando in prospettiva nel tempo e attraversando il Nord Est, il nostro territorio, la nostra realtà come se li vedessimo fra 5000 giorni. E la guida di questo viaggio è uno straordinario artista, uomo di teatro a tutto tondo, ma anche intellettuale sottile e scrupoloso, Marco Paolini.

Dopo aver conquistato la platea triestina praticamente con ognuno dei suoi lavori – a partire dall’indimenticabile “Il racconto del Vajont” nel 1996 e passando per il teatro civile di “Racconto per Ustica”, per “Il Milione”, “Miserabili”, fino all’affascinante operazione di “Amleto a Gerusalemme” – propone ora una chiave nuova per interpretare la realtà.
«Ho un’età in cui non sento il bisogno di guardare indietro, di ricostruire – spiegava infatti provando lo spettacolo – preferisco sforzarmi di immaginare il futuro, così farò un Album con nuovi personaggi. Parlerò della mia generazione alle prese con una pervasiva rivoluzione tecnologica. Parlerò dell'attrazione e della diffidenza verso di essa, del riaffiorare del lavoro manuale come resistenza al digitale. Parlerò di biologia e altri linguaggi, ma lo farò seguendo il filo di una storia più lunga»…

Dopo un meticoloso processo creativo, fatto di molte elaborazioni e di prove con il pubblico, al Politeama Rossetti Paolini presenta la versione compiuta di questa nuova indagine, che compie con lo strumento del suo superbo teatro di narrazione, e attraverso lo sguardo – come si intuisce dal simpatico manifesto – di un uomo maturo, un bimbo e una capretta.

L’adulto è Ettore, fotografo free-lance della “vecchia guardia”, cui viene affidato il piccolo Numero Primo, un bambino di cinque anni che gli fa scoprire ansie, responsabilità e tenerezze di una paternità insperata.
Della madre si saprà poco, appartiene al mondo virtuale di internet: ma Numero Primo è speciale non solo per nascita. È un bimbo del futuro, possiede un’intelligenza fuori dalla norma e fa scoprire ad Ettore il mondo da un punto di vista del tutto singolare.
Assieme si spostano da Mestre a Marghera, dalle montagne a Trieste – città a cui Paolini riserva pagine coinvolgenti – e poi a Venezia, scoprendo una realtà disorientante, buffa, talvolta inquietante, fatta di “fabbriche della neve” per sopperire ai devastanti cambiamenti climatici, di città multietniche popolate da uomini inaciditi e confusi, di animali strani, di scuole intitolate a Steve Jobs invece che a Carducci…
Scenari che ora appaiono irreali ma anche possibili, e per questo ci inducono riflessioni fondamentali e un po’ scomode, per nulla pacificanti: che rapporto abbiamo con l’evoluzione delle tecnologie? Quanto ci mettiamo in gioco per comprenderle? Ci semplificano la vita o minacciano la nostra libertà?

Sono le questioni del nostro tempo: quello compreso nell’antropocene. Il termine è stato adottato dalla comunità scientifica per identificare una giovanissima era geologica caratterizzata dall’azione prevalente del fattore umano come causa di trasformazione del pianeta. Apparentemente l’antropocene è governato da un principio difficile da comprendere per il mondo scientifico: la moda. Tutto ciò che non è di moda fatica a sopravvivere, o si estingue: vale per le cose, per gli animali, per le istituzioni, per le buone idee e per le migliori intenzioni.
L’antropocene è la più volubile era geologica mai vista sul pianeta. Le nuove tecnologie sono di moda per definizione, ma spesso invecchiano in fretta generando però nuove attese.
E se a cambiare rapidamente non fossero solo le cose e gli scenari intorno a noi, ma noi stessi, un po’ per scelta e un po’ per necessità? E in tal caso verso quale direzione o destinazione? Dovremo forse chiederlo alla moda.
Coinvolgendo attraverso l’emozione del rapporto padre-figlio, alleggerendo l’atmosfera con la leggera e intelligente ironia di cui è capace, Paolini regala uno spettacolo intelligente, necessario e mai banale.

“Le avventure di Numero Primo” di Marco Paolini e Gianfranco Bettin è interpretato da Marco Paolini sulla scena impreziosita dalle tavole illustrate di Roberto Abbiati. Le musiche originali: sono di Stefano Nanni, gli audiovisivi e le luci di Michele Mescalchin. Cura la fonica Tiziano Vecchiato, la direzione tecnica è di Marco Busetto, le voci campionate sono di Beatrice Gallo, Emanuele Wiltsch. Lo spettacolo è una produzione di Michela Signori, Jolefilm.

“Le avventure di Numero Primo” debutta mercoledì 18 ottobre alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti e replica in orario serale ogni giorno fino a sabato 21 ottobre. Domenica 22 ottobre alle ore 16 va in scena l’unica replica pomeridiana dello spettacolo.

Marco Paolini incontrerà il pubblico nell’ambito di Trieste Bookfest venerdì 20 ottobre alle 17.30 all’Auditorium del Museo Revoltella, presentando il suo libro “Le avventure di Numero Primo” appena edito da Einaudi. Informazioni su www.triestebookfest.com

Riservato invece alle scuole l’incontro dell’artista con i ragazzi delle medie e delle superiori organizzato dallo Stabile regionale giovedì 19 ottobre, alle ore 17.30, al Politeama Rossetti.

I biglietti per lo spettacolo di e con Marco Paolini sono ancora disponibili presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e naturalmente anche attraverso il sito www.ilrossetti.it. Attraverso gli stessi canali si possono acquistare ancora tutte le tipologie di abbonamento alla Stagione del Teatro Stabile che proseguirà il 24 ottobre con il primo appuntamento del cartellone Danza “Bolero/Trip-tic” e con la nuova produzione dello Stabile “La Guerra” di Carlo Goldoni con la regia di Franco Però e l’interpretazione di una notevole compagnia d’attori.


INFO/FONTE: Ufficio Stabile del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

Leggi le Ultime Notizie >>>