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Cultura > Arte > 11 Settembre 2017

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Pordenonelegge e “L’arte di scrivere d’Arte”: mostra e convegno a Casa Zanussi

Giancarlo Venuto, "Elegie duinesi" (foto Ufficio Stampa Volpe&Sain)

Pordenone (PN) - L’intreccio fecondo fra arte e scrittura alimenta da 10 anni uno dei progetti di riferimento del Centro Iniziative Culturali di Pordenone, il convegno “L’arte di scrivere d’Arte”, a cura di Fulvio Dell’Agnese, che ogni anno si incrocia alla Festa del Libro, Pordenonelegge, in una dedica racchiusa fra immagini e parole. Ai primi dieci anni del convegno “L’arte di scrivere d’Arte” è dedicata la mostra realizzata con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e allestita nelle sale della Galleria Sagittaria del Centro Culturale Casa Zanussi di Pordenone - visitabile fino a domenica 17 settembre 2017 - con opere di Claudio Ambrosini, Brigitte Brand, Edi Carrer, Franco Del Zotto Odorico, Manuel Fanni Canelles, Marcello Ghilardi, Roberto Kusterle, Gianni Pasotti, Agostino Perrini, Franco Piavoli, Nicoletta Salomon, Ivan Theimer, Gian Carlo Venuto.

E nel cuore di Pordenonelegge 2017, sabato 16 settembre, alle 10 nell’Auditorium del Centro Culturale Casa Zanussi di Pordenone, si rinnova l’appuntamento con il convegno che ospita quest’anno due grandi esperti del rapporto fra arte e scrittura: la storica dell’arte Elisabetta Francescutti, che ha diretto il restauro del Cristo Ligneo di Donatello nella Chiesa dei Servi a Padova, e il saggista, scrittore e storico dell’arte Bruno Pedretti, che all’artista ebrea Charlotte Salomon, vittima della barbarie nazista ad Auschwitz, ha dedicato la mostra “Cralotte Salomon. Vita? O teatro?” a Palazzo Reale, Milano, e il romanzo Charlotte. La morte e la fanciulla (Skira’ 2015).

«Questa 11ª edizione del convegno annuale del Centro Iniziative Culturali Pordenone che coincide con i giorni di Pordenonelegge sottolinea l’intendimento degli organizzatori – spiega Maria Francesca Vassallo, Presidente Centro Iniziative Culturali Pordenone – Quello di non fermarsi agli aspetti teorici di un approfondimento per fornire invece un territorio concreto di confronto e valutazione, con esempi efficaci di alto livello artistico. Lo scopo è di offrire occasioni per crescere in consapevolezza, per identificarci con quell’opera d’arte, quel restauro, quel romanzo, che così diventano patrimonio di tutti proiettato nel tempo».

«Un campo pronto a fiorire: così si sentiva Charlotte Salomon, giovane artista ebrea, nonostante intorno a lei – nella Berlino degli anni trenta – infuriassero le persecuzioni naziste – racconta il curatore del convegno, Fulvio Dell’Agnese - E sbocciata sarebbe davvero, anche se brevemente, la sua arte, condensata in centinaia di fogli fragili e poetici che andarono a costruire, fra 1940 e 1942, un’opera di complessiva rilettura della propria esistenza, e di indagine del suo senso. Tutt’altra questione, si dirà, sia per tecnica che per ambito storico, quella relativa al Crocifisso ligneo di Donatello riscoperto nella Chiesa dei Servi di Padova, di cui Elisabetta Francescutti ha diretto il restauro concluso nel 2016. “Guardare con gli occhi, vedere con l’anima” titola la studiosa il proprio contributo in apertura di volume, a sottintendere che l’analisi del manufatto non può ignorare la portata eccezionale della sua intensità espressiva, capace di tradursi in emozionante umanità. Qui sta il punto di raccordo fra i due episodi d’arte. Vita? O teatro? Così Charlotte Salomon titolò la tempera conclusiva della sua autoanalisi per immagini. Si può anche non credere nel Dio in croce raffigurato da Donatello, ma la chiarezza con cui il legno denuncia che il dramma rappresentato ci riguarda direttamente è sconcertante. È arte come “forma suprema in cui la verità dell’esperienza si manifesta”, in un fragile istante».

Sono aperte le prenotazioni per assistere al convegno, a ingresso libero (info: Centro Iniziative Culturali Pordenone, tel. 0434553205, cicp@centroculturapordenone.it, www.centroculturapordenone.it, facebook.com/centroculturapordenone.it).


Elisabetta Francescutti, storica dell’arte, è funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, di cui dirige il Laboratorio di restauro a Udine. Ha indagato la produzione giovanile di Giovanni Antonio de’ Sacchis – il Pordenone – ed è autrice di numerosi studi sulla scultura lignea del nord Italia nel Quattrocento, con particolari approfondimenti su Giovanni Teutonico e su Donatello; del grande maestro toscano ha studiato il Crocifisso ligneo della chiesa dei Servi di Padova, di cui ha diretto il recente restauro, coordinando la giornata di studio a esso dedicata. Nell’ambito della tutela del patrimonio artistico, ha lavorato alla formazione dei volontari della Protezione civile per la messa in sicurezza di beni culturali in caso di eventi emergenziali. Insegna Storia e teoria del restauro, Storia dei materiali delle tecniche artistiche alla Scuola di specializzazione in beni storico-artistici dell’Università degli Studi di Udine.

Bruno Pedretti, saggista, storico dell’arte e scrittore, è attualmente docente presso l’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana, a Mendrisio. Ha lavorato per case editrici quali Einaudi, Electa e La Nuova Italia. Dal 1989 al 1996 ha curato le pagine culturali della rivista “Casabella”, è stato tra i fondatori nel 2000 del “Giornale dell’Architettura” e ha insegnato Storia dell’arte contemporanea alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. Responsabile dei “Quaderni dell’Accademia di architettura”, è autore di numerosi saggi su arte, architettura ed estetica (Il progetto del passato, Bruno Mondadori, Milano 1997; La forma dell’incompiuto, Utet Università, Torino 2007) e di testi letterari (Patmos, Marinotti, Milano 2008; La sinfonia delle cose mute, Mondadori, Milano 2012; Charlotte. La morte e la fanciulla, nuova edizione Skira, Milano 2015). Ha di recente curato la mostra al Palazzo Reale di Milano, Charlotte Salomon. Vita? O Teatro?, catalogo Marsilio, Venezia 2017.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Volpe&Sain

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