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Notizie > Incontri > 11 Settembre 2017

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“Scegli cosa voglio”, lezione-spettacolo per capire le nuove dipendenze dal gioco d'azzardo

Diego Rizzuto e Paolo Canova (foto Ufficio Stampa Volpe&Sain)

Pordenone (PN) - Nel 2016 in Italia le entrate legate al gioco d’azzardo sono state pari a 96 miliardi di euro, l’8% in più rispetto al 2015. E il ricavo netto, per lo Stato, detratte le vincite 2016, ammonta a circa 19 miliardi di euro. Ma quanto a lungo possiamo giocare contro il banco senza trovarci – matematicamente – in perdita? E perché fra ragionevolezza e azzardo finiamo per imboccare le scorciatoie istintive della mente che ci portano fuori strada? Il tema è attualissimo e discusso, tanto che due creativi scienziati – Paolo Canova e Diego Rizzuto - hanno pensato di portarlo in scena, trasformando le loro campagne di sensibilizzazione - promosse in questi anni intorno alle “dipendenze” da Gratta e vinci, slot machine, 10 e Lotto e Win for Life – in una coinvolgente lezione spettacolo, “Scegli cosa voglio: matematica della scelta istintiva”, che farà tappa a pordenonelegge 2017 per iniziativa dell’IRSE – Istituto Regionale di Studi Europei giovedì 14 settembre, dalle 18, e venerdì 15 per le Scuole Superiori dalle 10.30, al Centro Culturale Casa Zanussi di Pordenone.

Una ghiotta anticipazione del Corso su “Vecchie e nuove dipendenze” che sarà proposto da ottobre sempre a cura dell’IRSE. Paolo Canova, matematico e Diego Rizzuto, fisico, sono fondatori di “TAXI1729”, il pool di formazione e comunicazione scientifica impegnato da anni nelle campagne di informazione sulla matematica del gioco d’azzardo. “Scegli cosa voglio” è un progetto di educazione che nasce per ampliare l’esperienza di Fate il Nostro gioco, la campagna d’informazione sulla matematica del gioco d’azzardo, nata nel 2009. Il progetto, si fonda su un ampio studio della matematica del gioco d’azzardo, completamente originale, condotto da Paolo Canova e Diego Rizzuto per raccontare in modo semplice, divertente ma rigoroso le leggi matematiche che dimostrano che il gioco d’azzardo semplicemente non conviene. Quali sono i meccanismi della mente che ci agganciano a un gioco d’azzardo e in alcuni casi rendono molto difficile smettere? L’ingresso è libero per la lezione – spettacolo del 14 settembre, per quella del 15 prenotazioni aperte online per le Scuole Superiori: il tasto “prenota” sarà attivo dalle 8.00 di lunedì 4 settembre alle 18.00 di lunedì 11 settembre (info: www.centroculturapordenone.it, irse@centroculturapordenone.it, tel. 0434.365326).

“Scegli cosa voglio” è una lezione-spettacolo che non spiega cosa sia lo spread o quale sia la differenza tra interesse nominale e reale, ma indaga i meccanismi della più basilare delle operazioni economiche: la scelta. Compro casa stipulando un mutuo con una banca o continuo a pagare l’affitto? Compro un telefonino in contanti o lo prendo vincolandomi con un contratto per 24 mesi ad un gestore telefonico? Investo in titoli di stato a basso rischio (e basso rendimento) o ad alto rischio (e alto rendimento)? Il progetto "Scegli cosa voglio" racconta da una parte quello che sarebbe ragionevole scegliere e dall’altra quello che scegliamo con l’obiettivo di mostrare, indagando le leggi matematiche che guidano le nostre decisioni, che le due cose spesso non coincidono. Perché quando scegliamo, nella nostra mente si mettono in moto una gran quantità di scorciatoie istintive, che spesso ci portano fuori strada, anche quando, davanti alla scelta, ci sentiamo completamente liberi, razionali e consapevoli.

Paolo Canova e Diego Rizzuto si occupano di formazione e comunicazione scientifica. Quando si parla delle materie scientifiche, quelle “dure” come la matematica, si dice sempre che sono utili “ad altro”: a misurare, costruire, prevedere. Loro sono convinti che in tutto ciò sia importante far riscoprire il bello prima dell’utile, la curiosità prima del sapere. Credono che il loro lavoro sia raccontare la scienza in modo preciso e approfondito, ma anche appassionato, attivo, divertente. E, perché no, eticamente responsabile. Hanno un’ormai lunga esperienza di collaborazione con l’Università di Torino, il Ministero dell’Istruzione, la Rai e La7, il Festival della Scienza di Genova, la Fondazione CRT e numerose altre istituzioni locali e associazioni. Dei loro progetti hanno parlato La Stampa, il Corriere della Sera, la Repubblica, Rai2, Rai3, Canale 5, Italia 1, La7, Radio DeeJay e Radio3 Rai. Nel 2010 sono stati premiati al Festival dei Giovani Talenti dal Ministero della Gioventù.

PERCHÉ TAXI 1729? Se immagini un taxi, la prima cosa che ti viene in mente non è certo la matematica. Se pensi al 1729, poi, probabilmente non ricordi nulla di importante. Eppure, dietro questo nome si nasconde una storia che starebbe bene in un bel romanzo. Una storia che ha molto a che fare con noi. I suoi protagonisti sono G. H. Hardy, autorevole matematico dell’Università di Cambridge, e Srinivasa Ramanujan, giovane indiano con un formidabile talento per i numeri. Siamo nei primi anni del ‘900. Durante i sei anni della loro collaborazione, i due sviluppano insieme intuizioni e ipotesi che si riveleranno di estrema importanza per la matematica moderna. Ma a un certo punto il giovane matematico indiano si ammala gravemente di tubercolosi e, poco dopo, muore. Scrive Hardy: Mi ricordo che una volta stavo andando a trovarlo a Putney, quando era già malato. Feci il viaggio sul taxi numero 1729, notai che il numero sembrava poco interessante e sperai che questo non fosse di cattivo auspicio. «No – mi rispose lui – è un numero molto interessante; è il più piccolo numero che si può esprimere come la somma di due cubi in due modi diversi». Non solo: sommando le sue cifre (1+7+2+9=19) e moltiplicando il risultato per il suo simmetrico si ottiene di nuovo 1729. Coincidenze che, insieme a molte altre, trasformano un numero apparentemente qualunque in un piccolo simbolo del nostro modo di intendere la comunicazione scientifica.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Volpe&Sain

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