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Notizie > Incontri > 26 Ottobre 2008

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Al Civa di Bruxelles si presenta il libro “Horror pleni. La (in)civiltà del rumore” di Gillo Dorfles

Gillo Dorfles

Bruxelles (--) - Presso il Centre International pour la Ville, l’Architecture et le Paysage (Civa) di Bruxelles, mercoledì 29 ottobre alle ore 18, avrà luogo la presentazione dell’ultimo libro del critico e pittore triestino Gillo Dorfles, intitolato “Horror pleni. La (in)civiltà del rumore”. In occasione della presentazione del volume, pubblicato da Alberto Castelvecchi Editore, verrà proiettato il documentario “Attraverso il tempo attraversato dal tempo… Un secolo con Gillo Dorfles”, realizzato nel 2007 del regista e musicologo Francesco Leprino. L’incontro al Civa sarà introdotto dall’architetto Marianna Accerboni, alla presenza degli stessi Gillo Dorfles e Francesco Leporino.

L’evento è realizzato grazie al contributo dell’Associazione Giuliani nel Mondo di Trieste e di Bruxelles, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Fondazione CRTrieste, dell’Impresa Master di Trieste, della Banca di Cividale (Gruppo Banca Popolare di Cividale), della ditta La Giuliana Cornici di Trieste, in collaborazione con la Biblioteca Statale Isontina e la Biblioteca Statale di Trieste – Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Dopo il grande successo di pubblico e di stampa riscontrato in Italia nelle Biblioteche Statali di Gorizia e di Trieste, dirette da Marco Menato, nei cui antichi e prestigiosi spazi Marianna Accerboni ha presentato, alla presenza degli autori, l'ultimo libro del celebre critico e pittore Gillo Dorfles e il documentario più recente a lui dedicato dal regista Francesco Leprino, la tappa conclusiva del triplice evento ha luogo a Bruxelles, dove il libro e il filmato verranno proposti in anteprima per l'estero con la partecipazione del grande intellettuale triestino e del regista di origine siciliana.

Scelta non casuale quella della capitale belga, così come non lo sono state Trieste e Gorizia: il capoluogo isontino e quello giuliano sono infatti strettamente legati alle origini familiari di Dorfles, la cui famiglia paterna era goriziana fin dal Settecento con esponenti di grande prestigio nell’ambito cittadino, mentre a Trieste il grande intellettuale nacque nel 1910 e vi trascorse’adolescenza. Per il terzo appuntamento si è optato per la capitale belga dal momento che il critico e artista italiano è considerato oggi una delle personalità più eminenti della cultura europea.

«Horror pleni - ha spiegato Dorfles - vuol dire orrore del pieno. Noi dovremmo avere orrore del troppo pieno, pieno di musica, pieno di figure, pieno di televisione, pieno di politica, tutte cose che andrebbero per lo meno limate, se non eliminate. Se noi riuscissimo a eliminare un po’ del troppo, staremmo meglio. Siamo troppo subissati dalle immagini, dai suoni, dalle radioline ecc. La tesi del libro è che oggi abbiamo troppe informazioni, le quali sono utilissime ma alle volte il troppo stronca».

«Il rimedio - ha aggiunto il critico e pittore giuliano - è dentro di noi: non possiamo pretendere che la televisione non trasmetta o che l’internet non c’informi anche delle cose più inutili di questo mondo. Si tratta di prendere con il nostro discernimento le informazioni che effettivamente servono e di lasciar da parte quelle che danneggiano o servono soltanto da riempitivo››.


Gillo Dorfles, nasce nel 1910 a Trieste, dove frequenta il liceo classico “D. Alighieri” e inizia idealmente la propria attività artistica, declinando i primi disegni «sui libri che ero costretto pazientemente a studiare a memoria e che istoriavo con delle immagini, non molto apprezzate né dai professori né dai compagni di scuola…». Critico d’arte, pittore e filosofo di grande spessore e profondità di pensiero e di conoscenza, già ordinario di Estetica all’Università di Trieste e di Milano e visiting professor in alcune Università americane, è oggi una delle personalità più eminenti della cultura europea. Nel 1948 fu, quale pittore, tra i fondatori del MAC (Movimento per l’Arte Concreta). Notevolissimo è stato il suo contributo allo sviluppo dell’estetica italiana del dopoguerra, a partire dal “Discorso tecnico delle arti” (Nistri-Lischi, 1952), cui hanno fatto seguito, tra gli altri, “Il divenire delle arti” (Einaudi, 1959) e “Nuovi riti, nuovi miti” (Einaudi, 1965), “Le oscillazioni del gusto” (nuova edizione Skira, 2004), “Artificio e natura” (nuova edizione Skira, 2005), “La (nuova) moda della moda” (nuova edizione Costa & Nolan, 2007) e la sua opera forse più celebre, “Il Kitsch. Antologia del cattivo gusto” (Mazzotta, 1967, tradotto in sette lingue europee). Non solo critico d’arte, studioso di fenomeni del costume e saggista, ma anche artista di vaglia in prima persona, nel 2002 è stato protagonista di una importante antologica allestita al Pac (Padiglione di arte contemporanea) di Milano, che ha avuto grandissimo successo. Nel 2008 è stato per due volte ospite della trasmissione “Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio su Rai 3.
La sua attività è testimoniata da Google con 43.100 voci.

Francesco Leprino, musicista, musicologo, organizzatore musicale, attivo da trent’anni a Milano, ha pubblicato dischi, volumi e saggi musicolGillo Dorflesogici. Dal 1995 si è occupato di audiovisione, tenendo corsi universitari, seminari e conferenze e soprattutto realizzando video antologici e sperimentali, documentari e film, in cui integra con grande sensibilità immagini e musica: opere quest’ultime, che hanno riscontrato lusinghieri successi di critica e sono state presentate in sedi prestigiose in Italia e all’estero.

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