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Cultura > Film > 07 Agosto 2017

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Omaggio a Robert Mitchum: all'Ariston l'edizione restaurata di “La morte corre sul fiume”

Robert Mitchum, “La morte corre sul fiume” (foto: La Cappella Underground)

Trieste (TS) - Nel centenario della nascita di Robert Mitchum, nell’ambito della rassegna “Ariston Estate” organizzata da La Cappella Underground, lunedì 7 agosto nella sala d’essai del cinema Ariston alle ore 18.30 e 21.00 sarà proiettato in edizione restaurata un classico intramontabile del cinema americano, il noir “La morte corre sul fiume” (The Night of the Hunter, USA, 1955, 93′, versione originale sottotitolata): unica regia di Charles Laughton, il film ha per protagonista Robert Mitchum in una delle sue interpretazioni più memorabili, quella dell'ambiguo predicatore Harry Powell rimasto nell'immaginario cinematografico (e non solo) anche per i celebri tatuaggi “LOVE / HATE” impressi sulle nocche delle mani.

Ed è a tutti gli effetti un film fatto di contrapposizioni: amore e odio, bene e male, fiaba e thriller, bianco e nero, luci e ombre, infanzia
innocente e crudeltà adulta. Un capolavoro senza tempo, amato da Truffaut e fonte di ispirazione per registi come Malick e Scorsese; una delle massime espressioni di quell'american gothic che accomuna il film di Laughton a scrittori come Cormac McCarthy e Flannery O'Connor e alla musica di un'icona dark come Nick Cave.

Robert Mitchum (6 agosto 1917 - 1 luglio 1997), considerato dall’American Film Institute come uno dei 50 più maggiori interpreti americani di tutti i tempi, è stato protagonista di oltre 100 film e serie tv; tra i suoi film più memorabili, spiccano i noir “Le catene della colpa” (1947) di Jacques Tourneur, “La morte corre sul fiume” (1955) di Charles Laughton, “Il promontorio della paura” (1962) di J.Lee Thompson; e i western “La magnifica preda” (1954) di Otto Preminger, “Il temerario” (1952) di Nicholas Ray, “El Dorado” (1967) di Howard Hawks; ma la sua carriera incrocia tutti i generi, dal war-movie “I forzati della gloria” (1945) di William Wellman al film di avventura “L'avventuriero di Macao” (1952) di Josef von Sternberg, dal melodramma “L'anima e la carne” (1957) di John Huston alla commedia “A casa dopo l'uragano” (1960) di Vincent Minnelli, 1960) e al film in costume “La figlia di Ryan” (1970) di David Lean; fino
all’ultima indimenticabile apparizione in “Dead Man” (1995) di Jim Jarmusch.

Informazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste


INFO/FONTE: La Cappella Underground

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