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Cultura > Film > 16 Ottobre 2008

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FilMakers ospita al Cinema Ariston le protagoniste di "Pranzo di Ferragosto" di Gianni Di Gregorio

una scena di "Pranzo di Ferragosto"

Trieste (TS) - Alcune delle straordinarie protagoniste ultraottantenni del film “Pranzo di Ferragosto”, diretto da Gianni Di Gregorio, saranno ospiti a Trieste di FilMakers per un incontro con il pubblico domenica 19 ottobre alle ore 19.15, presso il Cinema Ariston: parleranno delle loro prime esperienze da attrici, giunte ad un’età decisamente inusuale per un esordio cinematografico.

La serata verrà introdotta, alle ore 18, da Anna Illy presidente dell’associazione Goffredo de Banfield e da Mario de Luyk presidente dell’A.G.I.S.. L’incontro è organizzato dall’A.G.I.S. con il sostegno dell’ Assessorato alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con l’associazione Goffredo de Banfield e La Cappella Underground.

Per consentire la più larga partecipazione di pubblico il Cinema Ariston praticherà prezzi d’ingresso ridotti per tutti, l’unica proiezione del film “Pranzo di Ferragosto” avrà inizio alle ore 18. Chi volesse partecipare soltanto all'incontro potrà farlo gratuitamente, presentandosi al cinema alle ore 19.15.

"Pranzo di Ferragosto" (2008, regia di Gianni Di Gregorio) racconta la storia di Gianni, un uomo di mezz'età, figlio unico di madre vedova, una nobildonna decaduta che lo tiranneggia sistematicamente, con la quale vive in una vecchia casa nel centro di Roma. L'esistenza di Gianni si trascina tra le faccende domestiche e l'osteria, ma lui non sa che lo aspettano 24 ore tra le più pesanti e infernali mai passate in vita sua.

Infatti, alla vigilia di Ferragosto, gli piombano in casa la mamma e la zia di Luigi (l'amministratore di condominio che in cambio dell'ospitalità delle donne gli ha promesso la cancellazione dei debiti contratti negli anni) e la madre di un amico medico che è di turno in ospedale...

Note di Regia: "Figlio unico di madre vedova, ho dovuto misurarmi per lunghi anni, da solo, (moglie e figlie si erano dileguate per istinto di sopravvivenza), con mia madre, personaggio di soverchiante personalità, circondato dal suo mondo. Pur se provato, ho conosciuto e amato la ricchezza, la vitalità e la potenza dell'universo dei 'vecchi'. Ma ho anche visto la loro solitudine e vulnerabilità in un mondo che cammina a passo accelerato senza sapere dove va perché dimentica la sua storia, perde la continuità del tempo, teme la vecchiaia e la morte ignorando che nulla ha valore se non la qualità dei sentimenti.

Nell'estate del 2000 realmente l'amministratore del condominio, sapendomi moroso, mi propose di tenere sua madre per le vacanze di ferragosto. In un sussulto di dignità rifiutai, ma da allora mi chiedevo spesso cosa sarebbe potuto succedere se avessi accettato. Questo è il risultato. Per le attrici (...) ho scelto delle signore che non avevano mai recitato, prive di vizi formali, in base alla forza della loro personalità.

Durante le riprese mi hanno travolto, la storia cambiava in base ai loro umori ma l'apporto, in termini di spontaneità e verità, è stato determinante. Alcune riprese le ho addirittura rubate. (...) il dottore e l'amico di Trastevere sono realmente miei amici d'infanzia. In quanto a me, ho interpretato il ruolo protagonista perché in fase di preparazione, mentre spiegavo all'equipe che occorreva trovare un uomo di mezz'età, più o meno alcolizzato, che aveva vissuto per anni con la madre, tutti i visi si sono rivolti molto seriamente verso di me. Ho avuto il coraggio perché da ragazzo ho studiato regia ma anche recitazione con Alessandro Fersen".

Gianni Di Gregorio si appassiona al cinema fin da bambino, trascorrendo la mattina a scuola, il pomeriggio nelle salette cinematografiche rionali, vedendo anche tre film al giorno. Dopo gli studi classici si iscrive a Lettere moderne, ma prima della laurea abbandona per frequentare l'Accademia di Arti Sceniche di Roma diretta da Alessandro Fersen. Si diploma in regia e recitazione.

Per tre anni lavora nel Laboratorio di ricerca sperimentale di Fersen (con seminari e scambi con i gruppi di Bob Wilson, Grotowski, Kantor, Chaikin) che sfocia nello spettacolo “Leviathan” , festival di Spoleto 76. Dopo tre anni di teatro, come aiuto regista ed attore, la visione del film Mean streets di Scorsese lo turba al punto che abbandona il teatro e comincia a lavorare nel cinema come assistente alla regia. Si orienta poi verso la sceneggiatura. Nel 1986 scrive la sceneggiatura del film Sembra morto ma è solo svenuto di Felice Farina, con Sergio Castellitto e Marina Confalone.

Premio FRIPRESCI alla Settimana della Critica, Festival di Venezia 87. Nello stesso anno scrive il soggetto e la sceneggiatura del film Giovanni senza pensieri di Marco Colli, con Sergio Castellitto, Eleonora Giorgi, Aldo Fabrizi, Franco Fabrizi, Luca De Filippo. Nel 1991 scrive Naufraghi sottocosta di Marco Colli, l'anno seguente scrive il soggetto e la sceneggiatura del film Affetti Speciali diretto da Felice Farina. Nel 2000 scrive la sceneggiatura di Viva la scimmia!, tratta dal racconto Le due zitelle di Tommaso Landolfi diretto da Marco Colli. Conosce Matteo Garrone dopo la visione del suo primo film Terra di Mezzo. Comincia a collaborare con lui, come aiuto regista, nel 2000 con Estate Romana e prosegue con L'Imbalsamatore e Primo Amore. Nel 2007 scrive, con Braucci, Chiti, Gaudioso, Saviano e Garrone, la sceneggiatura del film Gomorra, di Matteo Garrone. (da www.mymovies.it)

Ques’appuntamento di FilMakers 2008 – rassegna che propone incontri con il pubblico di alcuni tra i più interessanti autori del cinema italiano contemporaneo - è organizzato dall’AGIS (Sezione Territoriale di Trieste) in collaborazione con l’associazione Goffredo de Banfield e La Cappella Underground.

Per ulteriori informazioni rivolgersi all'Associazione Goffredo de Banfield, via delle Zudecche 1, a Trieste (tel. 040-362766; www.debanfield.it).

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