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Notizie > Attualità > 12 Luglio 2017

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Vertice dei Balcani occidentali: il Forum della società civile dialoga con i ministri degli esteri

6° Vertice dei Balcani Occidentali

Trieste (TS) - Appuntamento di prestigio nella tarda mattinata di oggi nel Palazzo del Municipio di Trieste dove, nell'ambito del IV° Vertice dei Balcani Occidentali, si è svolto, in una Sala del Consiglio Comunale affollata di personalità politiche, rappresentanti di associazioni e giornalisti, l'incontro conclusivo del Forum della Società Civile, organismo comprendente istituzioni e fondazioni (come il Fondo Europeo per i Balcani-EFB, le Fondazioni ERSTE, Friedrich-Ebert e Heinrich Böll, l'Iniziativa Centro Europea-CEI, l’Istituto Affari Internazionali-IAI, il Centro Studi Politica Internazionale-CESPI e l’Osservatorio Balcani e Caucaso), molteplici organizzazioni della società civile, centri studi, istituti di politica e altri enti dei Balcani occidentali e dell'Unione europea, tutti con l'obiettivo comune di una crescita del dialogo e della partecipazione tra i cittadini dei Balcani, i “decisori” di quell’area e quelli europei, all'interno del cosiddetto processo di Berlino che punta all'allargamento della UE, appunto in direzione dei Balcani e del Sud Est Europa.

L'incontro, che rappresentava l'esito di un'ampia serie di riunioni tematiche svoltesi ieri e l'altro ieri, sempre a Trieste, in diverse sedi cittadine (dal Museo Revoltella, al Magazzino delle Idee, al Molo IV, alla sede dell'INCE) per approfondire argomenti quali ambiente, energia e cambiamenti climatici, le migrazioni, la Brexit, la libertà d'informazione, il processo democratico nei Balcani, il crescente populismo in Europa e i possibili ruoli della società civile, temi da riassumere e trarre a conclusione con un dialogo finale con i Ministri presenti al Vertice triestino, si è svolto proprio per questo alla presenza dei Ministri degli Esteri della Repubblica di Macedonia Dimitrov, del Montenegro Darmanovic, del Kosovo Hoxhaj, dell'Albania Bushati, dell'italiano Angelino Alfano e del Commissario europeo per l'Allargamento e le Politiche Regionali e di Vicinato, l'austriaco Johannes Hahn.

Dopo un intervento introduttivo della serba Hedvig Morvai, presidente del Fondo Europeo per i Balcani, ha fatto gli “onori di casa” il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza dando il benvenuto a tutti i partecipanti “in questa Sala che è la storia stessa di questa Città”, e rivolgendo quindi “un particolare ringraziamento al Ministro Alfano per aver determinato lo svolgimento a Trieste di questi importanti incontri del IV° Vertice dei Balcani Occidentali”. “Incontri – ha proseguito Dipiazza – che contribuiscono in misura rilevante al prestigio e allo sviluppo del Paese e della nostra Città”. Un ringraziamento che il Sindaco Dipiazza ha voluto anche “fisicamente” rappresentare consegnando al Ministro Alfano, tra gli applausi della Sala, una targa di riconoscimento e a ricordo di queste giornate.

Da parte sua il nostro Ministro degli Esteri ha voluto unirsi al Sindaco sottolineando come “Trieste, da sempre snodo di traffici e di incontri fra Occidente e Oriente, non poteva che essere la miglior sede per un incontro che abbiamo fortemente voluto, in particolare per questa iniziativa di dialogo tra società civili di diversi Paesi, istituzioni e Governi”, rimarcando ancora “la felice e molto simbolica coincidenza, quasi un 'segno' straordinario, che ha visto, proprio nei giorni di questo importante Vertice, contemporaneamente decidersi, ancora una volta a nostro favore, la prestigiosa designazione di Trieste quale Città Europea della Scienza 2020” (come noto annunciata ieri pomeriggio all'ICTP di Miramare, n.d.r.).

Venendo ai temi del Forum, il Ministro Alfano ha quindi sostenuto come “proprio la società civile possa costituire quel carburante e quel soffio vitale in grado di maggiormente spingere i Governi verso l'integrazione. Integrazione che, per avere successo, deve però essere in grado di portare con sé più pace, sicurezza, benessere, maggiore prosperità. L'Italia supporta fortissimamente il processo di avanzamento dei Balcani Occidentali. E se vogliamo che l'Europa sia il nostro destino – ha concluso – dovrà essere sempre più larga e più forte!”.

Sono seguiti un intervento di inquadramento generale dell'austriaco prof. Florian Bieber (Gruppo per i Balcani nella Politica Europea) per illustrare il lavoro svolto dal Forum, assieme a centinaia di ONG, associazioni, enti e gruppi al fine, questo l'obiettivo primario, “di costruire innanzitutto 'ponti interni' nelle società dei diversi Paesi dei Balcani, e quindi fra i vari Paesi e poi tra questi e l'Unione Europea”; e, dopo di lui, gli interventi e le “raccomandazioni” delineate da quattro rappresentanti di Enti e Fondazioni di grande rilievo: l'Istituto macedone di Politica Europea, il kosovaro “Democrazia per lo Sviluppo”, il serbo RECOM e l'Istituto albanese per i Media, tutti per indicare la necessità di alzare il livello delle riforme di matrice europea in atto e accrescere gli sforzi di liberalizzazione e democratizzazione nei singoli Paesi e tra di essi (citando ad esempio le persistenti difficoltà per la mobilità “interna” fra gli Stati dell'area, i problemi per i visti ecc.), ma anche per sottolineare l'indispensabilità di fare chiarezza una volta per tutte sui crimini compiuti nella guerra inter-jugoslava che - è stato ricordato – ha provocato 130 mila vittime “cui dobbiamo dare un pubblico riconoscimento”; temi sui quali proprio la “società civile” ha già contribuito molto per documentare, ottenere maggior trasparenza e fare luce almeno in parte sui fatti accaduti.

E' toccato quindi ai quattro Ministri degli Esteri presenti sostenere la necessità di “migliorare gli interscambi, e non solo a livello governativo, ma con progetti di connettività “popolo con popolo” (“people to people”), oltre a far attenzione alle difficoltà economiche affinchè non aumenti il gap tra i Balcani e la UE, con rischi evidenti” (Ditmir Bushati, Albania); o ricordare come “i valori europei devono diventare patrimonio effettivo dei nostri Paesi, non basta l'adesione formale alla UE” (Nikola Dimitrov, Macedonia, il quale ha anche rimarcato “la grande importanza di essere oggi qui assieme, nella grande città di Trieste!”); e ancora osservando come “ci abbiamo sempre creduto, ma l'Europa non è scontata! La Brexit e l'aumento del populismo mostrano come sia necessario portare risultati concreti in termini di maggior benessere e democrazia” (Srdjan Darmanovic, Montenegro); e infine come “Oggi nei Balcani, dopo tanti anni di guerra, c'è pace. Ma non basta rispettare lo 'status quo'. Vi chiedo di appoggiare gli sforzi per il reciproco riconoscimento di Kosovo e Serbia” (Enver Hoxhaj, Kosovo).

Una nota di una qualche preoccupazione, ma nel contempo di stimolo, è giunta dal Commissario Europeo Johannes Hahn che ha sottolineato come “la sfida vera sia il 'come' (e quando) attuare le diverse 'raccomandazioni' che vengono via via formulate. E qui – ha detto Hahn – è davvero necessario un impegno più diretto ed efficace della società civile, con azioni concrete per ottenere risultati ben visibili e individuabili da tutti. Altrimenti ci sarà davvero il rischio di un aumento delle distanze e delle contrapposizioni fra popoli e governi. Il nostro (della Commissione Europea, n.d.r.) supporto, anche finanziario, a queste necessarie iniziative della società civile comunque ci sarà, mentre – ha concluso – un'attenzione particolare dovrà venir dedicata ai mezzi d'informazione, per i quali organizzeremo una prossima speciale “Giornata” dedicata.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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