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Notizie > Incontri > 28 Settembre 2008

La Preistoria in Friuli: convegno sugli ultimi ritrovamenti archeologici risalenti all’età del rame

scavi archeologici

Pantianicco (UD) - Non smettono di meravigliare le scoperte legate agli scavi archeologici nell’area del medio Friuli, e in particolare nel territorio di Mereto di Tomba. Sarà un convegno, programmato giovedì 2 ottobre a Pantianicco - alle ore 20.30 -, nel contesto e negli spazi della 39ª Mostra regionale della Mela, ad offrire una panoramica di aggiornamento sulle iniziative condotte da esperti e studiosi dell’Università di Udine, sotto la direzione di Elisabetta Borgna e Susi Corazza; l’indagine è stata avviata nell’ambito di un più vasto progetto di studio e ricerca sul campo avviato da anni dal gruppo di ricerca di Preistoria e protostoria dell’ateneo udinese, con il coordinamento di Paola Cassola Guida.

Sul filo conduttore “La mutare di Tombe”, i docenti che hanno condotto queste ricerche racconteranno dunque le loro ultime scoperte, che fanno seguito alle tracce, rivenute nei mesi scorsi, di una serie di attività rituali che si ritiene venissero eseguite nei presso del monumento funebre ritrovato da anni a Mereto di Tomba. Al di sotto del tumulo era stata messa in luce una fossa, già durante campagna dello scorso anno. Si tratta di una fossa oblunga, scavata nella ghiaia del substrato, che ospitava le spoglie di un inumato risalente forse ancora all’età del rame: certamente un personaggio eminente, verosimilmente il capo di una piccola comunità. Lo scavo è dunque proseguito con l’obiettivo primario di far luce sulle modalità di interramento dell’inumato, che potrebbe essere stato deposto in una sorta di cassa o camera lignea, coperta poi con un riempimento di terra prima della costruzione del tumulo. Sarà il convegno di Pantianicco ad offrire una dettagliata relazione intorno a questi ritrovamenti archelogici.

Particolarmente attesa, sempre a Pantianicco, la presentazione del volume di studi e ricerche sull’emigrazione verso il nuovo continente: “Pantianicco a Buenos Aires” titola il volume a cura del Comune di Mereto di Tomba, dedicato ad un fenomeno di “emigrazione specializzata”, ovvero “da contadini ad infermieri”. Martedì 30 settembre, alle 20.30 negli spazi della 39ª Mostra della Mela di Pantianicco, è in programma la presentazione del libro, e mercoledì 1° ottobre, dalle 20.30 , è in programma il convegno “Più forte dell’oceano: Pantianicco a Buenos Aires”, con la partecipazione di vari studiosi. Il libro sull’emigrazione da Pantianicco è firmato da Javier Grossutti e da Francesco Micelli e realizzato dal Comune di Mereto di Tomba, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ed il patrocinio del Dipartimento di Storia e di Storia dell’Arte dell’Università di Trieste e del Centro de Estudios Migratorios Latinoamericanos di Buenos Aires. Hanno inoltre collaborato alla sua stesura Emilio Franzina, Anna Treves, Alicia Bernasconi e Corinna Mestroni.

La pubblicazione schiude una storia che vede il Comune friulano diviso tra due continenti: quello europeo, dove si trova sin da quando il colono romano Pantilio la fondò, e quello sudamericano, dove, a partire dal 1878, numerosi pantianicchesi si recarono in cerca di lavoro e di fortuna. La maggior parte di queste persone si stabilizzò in Argentina, un paese promettente, giovane, bisognoso di manodopera, dove gli emigranti cominciarono una nuova vita. Molti furono costretti a lavorare in condizioni precarie, in luoghi pericolosi, impervi, flagellati dalle intemperie che affliggevano l’Argentina. Altri riuscirono a trovare un impiego maggiormente dignitoso nei centri urbani, soprattutto grazie alla loro istruzione, talvolta anche minima. Altri ancora furono aiutati da coloro che già da un po’ di tempo si trovavano nel Paese delle mille aspettative. Ma qualunque lavoro svolgessero, i friulani si fecero subito notare e lodare per la loro laboriosità, l’impegno, la caparbietà, la serietà e la religiosità costantemente dimostrati.

Proprio a Buenos Aires, capitale dell’immenso Paese argentino, nacque una nuova Pantianicco. I primi pantianicchesi che vi giunsero e si stabilirono, spianarono la strada a coloro che sarebbero arrivati successivamente, aiutandoli a sistemarsi e a trovare un buon posto di lavoro. Oggi gli emigranti originari di Pantianicco in Argentina, superano le duemila unità e, la maggior parte di essi, è impiegata nel settore infermieristico. Il libro “Pantianicco a Buenos Aires. Da contadini a infermieri: un caso di emigrazione specializzata” rende dunque omaggio alla storia ed alla vita di queste persone, e affronta da un lato, la trasposizione dalla Pantianicco friulana a quella argentina dall’altro un’intensa esperienza migratoria, ricca di sofferenza, speranza e coraggio, sottolineata anche da una piccola “simmetria”: così come nel piccolo paese friulano troviamo “Via Argentina”, nella capitale Buenos Aires esiste una “Via Pantianicco”.

Ma è davvero ampia la proposta culturale sottesa alla 39^ edizione della Mostra della Mela di Pantianicco: venerdì 26 settembre, alle 19 si inaugura la il percorso espositivo “La mela, il pomo per tutte le stagioni”, ideato e curato da Patrizia Novajra, con storie, libri in legno, e con un florilegio di appetitose ricette ed altri materiali che si alterneranno nei pannelli in esposizione, per viaggiare, anche con gli occhi e con la fantasia, nel suggestivo mondo della mela.

Subito dopo, alle 20, verrà inaugurata la mostra personale della pittrice Liana Cisilino Butto’, caratterizzata da una originale tecnica pittorica, acquerello su seta, e da una cifra stilistica dal temperamento romanticoemigrazione Pantianicco: infermieri, che punta all’immedesimazione lirica con il paesaggio, e da soggetti avvolti in una dimensione spaziale libera, evanescente, fluentemente inseriti nei contrasti chiaroscurali. Liana Cisilino offre all'osservatore una visione armoniosa del mondo cogliendo gli aspetti più poetici e rappresentativi del soggetto.
Ulteriori informazioni sul sito www.prolocopantianicco.it.

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