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Notizie > Incontri > 03 Maggio 2017

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Filmati, ascolti ed esibizioni live a Casa della Musica in ricordo di Franco Vallisneri

Casa della Musica - Trieste

Trieste (TS) - Franco Vallisneri, scomparso nel 1995, era un noto musicista, fisarmonicista e pianista triestino di gran classe. Venerdì 5 maggio alle 20.30, a Casa della Musica di Trieste, è atteso un emozionante appuntamento per ricordarlo con brevi filmati, ascolti della sua musica e un omaggio musicale da parte di amici e colleghi. Tra gli ospiti che suoneranno Roberto Magris, Max Sornig, Andrea Massaria, Fulvio Vardabasso, Gabriele Centis e Riccardo Morpurgo.

"Al sorriso mite di Franco Vallisneri - spiega Sergio Cimarosti - corrispondeva una modestia che di rado si incontra tra i musicisti. Ora che non c'è più ci accorgiamo quanto fosse ingiustificato il suo rimanere nell'ombra''. Continuava a ripeterci di non essere abbastanza preparato tecnicamente: proprio lui che possedeva un orecchio in grado di acchiappare al volo un tema bebop o una cascata di accordi, che improvvisava con magnifica fantasia melodica, che aveva un infallibile istinto ritmico.
La sua storia testimonia un travolgente amore per la musica vissuto attraverso i ritmi e le armonie d'oltreoceano. Nei primi anni '50 Vallisneri (classe 1928) cominciò a solcare i palcoscenici triestini.
[...]. Il suo mondo era quello del jazz e della "nobile" musica leggera. Quando modulava al piano una canzone di Tenco o uno standard americano sentivate subito il suo raffinato gusto nella sostituzione degli accordi e degli abbellimenti del tema. E non esisteva pagina di musica classica di cui non fiutasse la qualità della scrittura ed i pregi poetici. S'inchinava davanti ai giganti del pianismo contemporaneo ammirando con la gioia di un bambino il suono e la velocità di Horowitz, la perfezione di Michelangeli, la bravura polifonica di Gould. Quanti splendidi momenti passati con lui a parlare del vulcanico stile di Oscar Peterson, del virtuosismo di Gonzalo Rubalcaba, della genialità armonica di Bill Evans. Continuando a ripetergli che in quest'angolo di mondo la "destra" di Franco Vallisneri non aveva pari".

A queste parole si aggiungono quelle di Giulio Viozzi, che di Vallisneri ha recensito il Quartetto: "Con vero godimento abbiamo ascoltato i frutti della sua fantasia vivacissima, del suo ordine mentale inequivocabile, della sua tecnica armonica e contrappuntistica. A differenza di molti altri giovani esecutori italiani preoccupati di somigliare all'una o all'altra grande firma del jazz americano, di Franco Vallisneri abbiamo rilevato l'impronta di una personalità netta ed inconfondibile, capace di reazioni tutte proprie; ovviamente sulla base rimane l'esperienza originaria americana. Ma a questa, nello stile e negli arrangiamenti di Vallisneri si sovrappongono, in parte istintivi ed in parte studiati, i dati della cultura europea, ampiamente riconoscibili nel modo di armonizzare in certi politonalismi che ricordano Milhaud, Hindemith e in certe ritmiche in chiara derivazione orientale. Per di più traspare una cantabilità aperta e solare di essenza tipicamente italiana; dunque nello stile di Vallisneri, ci sembra di vedere il primo segno di jazz europeo, o italiano, perlomeno che, anche se può avere degli addentellati con certi tipi di cool jazz californiano pure influenzato dalla classicità contemporanea, propone una decisa autonomia di linguaggio".


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Casa della Musica

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