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Notizie > Attualità > 20 Aprile 2017

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Prorogata fino al 1° maggio l'esposizione del dinosauro Laura alla Palazzina Aiat di Sistiana

Il dinosauro Laura (foto Ufficio Stampa Volpe&Sain)

Trieste (TS) - Sono ormai a quota 1500 i visitatori hanno gremito negli scorsi week end la sala della Palazzina AIAT di Sistiana per vedere l’enorme scheletro del dinosauro Laura, il più grande esemplare di adrosauro dal becco ad anatra mai rinvenuto negli Stati Uniti, e precisamente nel Montana.

Proprio per rispondere alla richiesta sempre crescente del pubblico triestino e non, la Cooperativa Gemina - che da anni gestisce e arricchisce di contenuti il sito paleontologico del Villaggio del Pescatore – ha richiesto e ottenuto di poter prorogare l’esposizione fino al 1^ maggio compresi, sempre nei festivi. In particolare, Laura potrà essere vista domenica 23, lunedì 24 e martedì 25 aprile, domenica 30 aprile e lunedì 1 maggio, sempre con ingresso dalle 10 alle 18.

Laura – che fino ad oggi è stato classificato come un Prosaurolophus, ovvero un dinosauro dal becco ad anatra vissuto nel Cretaceo Superiore nel Nord America (età stimata 75 milioni di anni fa), parente più giovane di Antonio, una sua pro-pro-nipote - era stata acquisita e lavorata nel 2010 dai laboratori della Zoic, ditta triestina specializzata nell’estrazione e lavorazione dei resti fossili, la stessa che alla fine degli anni Novanta aveva eseguito il delicatissimo recupero del dinosauro del Villaggio del Pescatore Antonio. Dopo essere stata presentata al sito del Villaggio nella primavera del 2014, Laura è stata oggetto di prestito in Musei internazionali e al suo rientro a “casa”, prima che prenda il volo per la sua destinazione definitiva a Taiwan, si è voluto ripresentarla al pubblico locale.

Si tratta di uno scheletro originale, lungo più di 11 metri: un’occasione unica per entrare nel mondo della Paleontologia ammirando un dinosauro spettacolare. Le guide della Gemina illustreranno ancora una volta ai visitatori i passaggi, dal ritrovamento alla preparazione, le caratteristiche scientifiche, anatomiche e l'ambiente in cui vivevano questi fantastici animali, dando modo a tutti di ammirarne dal vivo uno scheletro originale.

Il ritrovamento e lo stato di conservazione di Laura è talmente straordinario che è divenuto oggetto di studio del Museo di Storia Naturale e dell'Università di Bruxelles. Al momento pare molto probabile che il dinosauro appartenga ad una specie nuova per la scienza. In effetti, l'appartenenza di Laura al genere Prosaurolophus è stata definita prevalentemente basandosi sulle enormi dimensioni che, in America, sono ascrivibili solamente a questo genere. Nel mondo dei dinosauri però le dimensioni non sono diagnostiche per la classificazione. Laura ha sì molte caratteristiche dei Prosaurolophus, ma anche mostra strutture uniche che fanno pensare a qualcosa di diverso. Per questo nel corso dell’ultima settimana di aprile, in collaborazione con gli Ospedali di Trieste, il cranio di Laura sarà sottoposto a TAC presso l’Ospedale Maggiore in modo da delineare correttamente le strutture delle ossa che lo compongono. Nel corso dello studio dell'esemplare di questi ultimi mesi, l'analisi di dettaglio della pelle che ancora si trova su parte dello scheletro, ha consentito di notare, nella zona ventrale, la presenza di un dente di dinosauro carnivoro conficcato profondamente nel tessuto, forse a prova di un tentativo di predazione della carcassa di Laura dopo la morte.

In attesa dell’esito della TAC per la classificazione certa di Laura, quindi, è meglio non perdere la visione di questo scheletro che ha richiesto ai laboratori Zoic 5760 ore di lavoro per estrarre le ossa dalla matrice, consolidarle e restaurare le parti mancanti dello scheletro. Lo scheletro di Laura è stato assemblato e montato in una posizione molto simile quella che in dinosauro aveva assunto post-mortem: si è voluto privilegiare questa soluzione naturale invece di procedure con il montaggio in posizione eretta per mantenere in massima evidenza la presenza di impronta della pelle.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Volpe&Sain

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