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Cultura > Arte > 27 Marzo 2017

Opere su carta e tridimensionali di Patrizia Schoss alla sala comunale d'arte di Trieste

Opera di Patrizia Schoss

Trieste (TS) - Mercoledì 29 marzo alle ore 19, alla Sala Comunale d’Arte di Trieste (piazza Unità d’Italia 4), avrà luogo l’inaugurazione della personale della pittrice Patrizia Schoss, che sarà presentata sul piano critico dall’arch. Marianna Accerboni. In mostra una trentina di opere su carta e tridimensionali che ripercorrono in una sorta di antologica la creatività della Schoss dal ’77 a oggi.

Orario visite: tutti i giorni 10-13 e 17-20 fino al 18 aprile (info: +39 335 6750946).

"Immaginifica eppure analitica - scrive Accerboni - Patrizia Schoss è autrice di una pittura raffinata e molto personale. Inquietante e criptica, sospesa tra tenerezza e inquietudine, quest’artista di cultura e dna mitteleuropei (padre austriaco e madre triestina), ma lombarda di nascita, ora attiva a Trieste, traccia con tecnica eccellente una sorta di elegante bestiario dell’anima, disegnato o inciso senza esitazioni.
Nel grande panorama di possibilità espressive che la cultura del ‘900 ha offerto, l’artista ha attinto istintivamente, ritenendola consona con il proprio sentire, all’intonazione surrealista, che l’accompagna nel travalicare il reale verso una liberazione dell’inconscio dagli incubi e dai dubbi, un percorso condiviso da note sensuali e delicate al tempo stesso. Che ci rimanda agli antichi bestiari di ascendenza medievale, ma anche alle creature fantastiche dipinte fra il ‘400 e il ‘500 dal fiammingo Hieronymus Bosch, rivisitate con algida chiarezza. E alle immagini cinquecentesche, affastellate di dettagli, dell’aristocratico, ma più solare Arcimboldo. Un mix, l’universo della Schoss, fra nitore, sofisticata freschezza e armonia tonale e cromatica, mistero, attaccamento e timore della maternità, fine segno grafico; paura della solitudine e intreccio, cioè abbraccio.
Un’allusione continua alla natura, che prosegue nelle composizioni tridimensionali dell’artista, rielaborate a partire dalla forma archetipa e originaria dell’uovo. Intrecciato ad altri elementi naturali di piume e pietre, quest’ultimo rappresenta il fulcro di una mise-en-scène naturalistica ed enigmatica, attraverso cui accedere a un mondo “razionalmente fantastico”, sospeso tra allusioni e raffinatezze, in una sorta di bilico in magico, quasi irreale equilibrio. Oltrepassato il quale, tutto potrebbe accadere".

Patrizia Schoss, formatasi al liceo artistico e all’Accademia di Brera a Milano, espone dagli anni settanta in sedi molto qualificate in diverse città italiane, tra cui la Fiera internazionale di grafica di Bologna e, a Milano, la Galleria Il Mercante e la Galleria Cortina. Tra i critici che si sono occupati di lei, Roberto Sanesi e Gillo Dorfles.

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