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Notizie > Incontri > 16 Gennaio 2017

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"La persistenza dell’immagine": incontro con lo storico Diego Leoni alla Fondazione Carigo

Cesare Battisti, irredentista trentino (foto: Ufficio Stampa Fondazione Carigo)

Gorizia (GO) - Il potere dirompente dell’immagine nel raccontare la guerra e l’immensa sofferenza umana che ne deriva e la sua possibile strumentalizzazione: sono questi i temi al centro dell’incontro con lo storico roveretano Diego Leoni, dal titolo “La persistenza dell’immagine. Usi e funzioni della fotografia e del cinema di guerra. 1914-2016”, in programma a Gorizia mercoledì 18 gennaio, alle 18, nella sala espositiva della Fondazione Carigo (via Carducci, 2), a margine della mostra “Altrove (1915-1918). Memorie dal campo di Wagna e altre storie di profughi”.

Introdotto dallo storico goriziano Paolo Malni, curatore della mostra, Leoni aprirà il suo intervento con l’analisi delle foto di guerra e della profuganza durante il primo conflitto mondiale, materiali su cui si basano sia “Altrove”, sia la ricerca “Gli Spostati. Profughi. Flüchtlinge. Uprchlìci” che l’omonima e recente esposizione allestita a Rovereto, coordinata dallo stesso Leoni e incentrata sulle genti trentine.

Come esempio di un particolare utilizzo di foto storiche sarà presentato il “macabro reportage”, una delle più straordinarie e dolenti sequenze della fotografia di guerra, che documenta l’epilogo della vicenda umana di Cesare Battisti, irredentista trentino giustiziato dalle autorità austriache nella Fossa del Castello del Buonconsiglio a Trento, all’imbrunire del 12 luglio 1916. Una sequenza che costituisce un modello di rappresentazione per gli orrori che sarebbero seguiti nel corso del Novecento e oltre, da Auschwitz al Medio Oriente dei giorni nostri.

Da quegli scatti, che riprendono nel dettaglio i due giorni trascorsi dalla cattura alla morte di Battisti, Leoni ha ricavato il video "E non fiorirono stelle quella notte ...”, che sarà proiettato per l’occasione. Costruito grazie a moderne e sofisticate tecnologie, il filmato fa riflettere sul tema della spettacolarizzazione della morte, cui oggi, epoca di diffusione massiva di immagini tragiche e truculente, assistiamo quasi quotidianamente. Come fa riflettere il fatto che, sebbene studiata a tavolino e finalizzata a scopi di propaganda, la spettacolarizzazione della morte di Battisti non ottenne l’effetto sperato. Se infatti nelle intenzioni dell’Impero Asburgico le crudeli istantanee dovevano servire come dimostrazione di forza, di fatto non fecero che suscitare lo sdegno dell’opinione pubblica mondiale.
L’incontro è promosso dalla Fondazione Carigo e dal Consorzio Culturale del Monfalconese.

Diego Leoni è insegnante e storico del Novecento. Coordina le attività di ricerca ed editoriali del Laboratorio di storia di Rovereto, nell’ambito del quale ha curato il progetto di ricerca “Gli Spostati. Profughi. Flüchtlinge. Uprchlìci” sui profughi trentini della Grande Guerra. Sulla vicenda di Cesare Battisti ha scritto “Come si porta un uomo alla morte”. Per Einaudi ha recentemente pubblicato “La guerra verticale” (2015).

La mostra “Altrove (1915-1918). Memorie dal campo di Wagna e altre storie di profughi”, realizzata dal Consorzio Culturale del Monfalconese e dalla Fondazione Carigo, è visitabile, a ingresso libero, nella sala espositiva della Fondazione (via Carducci, 2 – Gorizia), fino al 26 febbraio 2017 nelle giornate di mercoledì, giovedì e venerdì dalle 16 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 14 e dalle 15 alle 18, con visita guidata alle 16.30.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Fondazione Carigo

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