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Notizie > Incontri > 02 Dicembre 2016

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Il mestiere del giovane artista nella società contemporanea. Tavola rotonda con Francesca Loprieno

Francesca Loprieno - Dittico "Insulae"

Trieste (TS) - Come si sviluppa il lavoro artistico nella società contemporanea? Com’è possibile per un giovane artista vivere del proprio lavoro? E perché in Italia per gli artisti è difficile trovare una propria identità? Sono alcune delle domande cui tenterà di rispondere la giovane e affermata fotografa pugliese Francesca Loprieno, protagonista del dibattito “Creatività, immagine, fotografia”, presentato dalla dott.ssa Mila Lazic. Il dibattito, aperto al pubblico e in programma sabato 3 dicembre alle 18.30, presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell'Interpretazione e della Traduzione (via Fabio Filzi 14), andrà a concludere la terza edizione delle Giornate di Studio “Giovani, cultura, istituzioni”, organizzate dal Centro Internazionale di Studi e Documentazione per la Cultura giovanile e dedicate quest’anno al tema “Lavoro: storie, culture, diritti”.

Francesca Loprieno è un’artista che lavora tra l’Italia e la Francia. Si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Roma e le sue opere sono state esposte, tra l’altro, alla Biennale di Venezia, al Museo della Fotografia di Bari e al Museo Nazionale di Storia dell’Immigrazione di Parigi. Attualmente è ricercatrice presso l'istituto IHEAP di Parigi, dove svolge una ricerca sull'analisi delle forme del dittico in fotografia nell'era delle nuove tecnologie. La sua ricerca artistica è decisamente contemporanea: si concentra sull'analisi dello spazio in relazione alle problematiche del viaggio e ai mutamenti dell'identità personale, collettiva ed emotiva. Viaggio concepito non solo come atto intimo e mentale, ma anche come attraversamento di uno spazio fisico. Perdita della percezione e della consapevolezza del tempo diventano nelle sue opere una condizione essenziale di vita che si manifesta in una nuova contemplazione dello spazio riorganizzato e rappresentato. Il suo progetto “Identi-Kit” è stato esposto alla 54° Esposizione Internazionale d'Arte “Biennale di Venezia” nel 2011. Attualmente partecipa a numerose esperienze collettive e personali in gallerie e istituzioni di varie città d'Italia e all'estero. Tra il 2015 e il 2016 ha preso parte a numerose residenze artistiche, tra cui una in Libano, presso il Beirut Art center, dove ha prodotto una ricerca video/fotografica sul concetto di “linea invisibile”, che divide la città in due porzioni di spazi in bilico tra la memoria personale e collettiva di un popolo, in un territorio in cui il potere politico e religioso hanno preso il sopravvento sull’umanità.

Il dibattito sarà preceduto, alle 15, da una tavola rotonda aperta al pubblico, cui parteciperanno noti studiosi come Thomas Casadei e Valeria Pinto, Fabio Corigliano ed Ernesto Sferrazza Papa. Intitolata “Quando il lavoro diventa altro” e condotta dalla professoressa Gabriella Valera esplorerà temi come la moderna schiavitù lavorativa e la condizione contemporanea del soggetto privato di un progetto di vita a lungo termine.

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