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Notizie > Attualità > 30 Novembre 2016

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Le iniziative triestine per il 30 novembre, XV Giornata internazionale contro la pena di morte

Foto Ufficio Stampa Comune di Trieste

Trieste (TS) - Organizzate dalla Comunità di Sant'Egidio – promotrice già dal 1998 di un appello internazionale per una Moratoria Universale della pena di morte e poi, dal 2002, della Giornata Mondiale “Città per la vita-Città contro la pena di morte” - in collaborazione a livello locale con il Comune di Trieste, sono state presentate in Municipio le iniziative che anche quest'anno saranno attuate (o sono già in corso) nella nostra città in occasione del 30 novembre, proclamato quale Giornata internazionale contro la Pena di Morte, nel ricordo della prima abolizione della pena capitale da parte di uno Stato, ovvero dell'allora Granducato di Toscana degli Asburgo-Lorena, il 30 novembre 1786.

A illustrare gli intenti e i contenuti di questa XV edizione della Giornata sono intervenuti l'Assessore comunale alle Pari Opportunità e Comunicazione Serena Tonel, Emanuela Pascucci della locale Comunità di Sant'Egidio e il “paladino” e assertore dell'iniziativa, lo statunitense George Kain.

L'Assessore Tonel, nel comunicare l'adesione del Comune di Trieste, ha posto in rilievo il ruolo che, nel processo abolizionista, possono certamente giocare le Municipalità, anche attraverso l'organizzazione e la diffusione di opportune testimonianze e programmi educativi e culturali che mantengano viva l'attenzione su questo significativo tema. “Anche noi, per quanto nelle nostre possibilità – ha detto – intendiamo contribuire alla definitiva scomparsa della pena capitale dal panorama giuridico e penale degli Stati.”

Emanuela Pascucci dal canto suo ha spiegato come la Giornata Internazionale “Cities for life - Città per la Vita–Città contro la Pena di Morte” rappresenti oggi la più grande mobilitazione abolizionista di livello mondiale comprendendo oggi circa 2000 città, tra le quali, attualmente, più di 70 capitali e grandi città in 97 Paesi, in tutti e cinque i continenti; città che hanno realizzato per l'occasione eventi di speciale valorizzazione di monumenti o piazze-simbolo o interventi di sensibilizzazione della cittadinanza.

A Trieste – hanno detto la Tonel e la Pascucci – è stato stabilito di illuminare, ancora una volta, con il particolare color rosso magenta, il Passaggio “James Joyce”, il ponte sul Canale di Ponterosso (detto 'Ponte Curto'), quale “logo vivente” dell'adesione alla campagna da parte della nostra Città.

Inoltre, quale diretto testimone di una realtà particolarmente difficile e complessa in questo senso qual è quella degli Stati Uniti d'America, la Sezione locale di Sant'Egidio ha nuovamente invitato a Trieste il professor George Kain, docente di Diritto penale alla Western Connecticut State University di Danbury ed ex commissario di polizia nella città di Ridgefield (sulla costa orientale degli USA), già ospite della nostra città negli anni scorsi e in queste giornate protagonista di una serie di incontri con gli studenti al liceo Dante-Carducci e al Collegio del Mondo Unito dell'Adriatico.

Il professor Kain, già sostenitore della massima pena ma poi via via convertitosi per l'incontro con illustri abolizionisti e, soprattutto, per l'aver studiato e riscontrato molti casi in cui il condannato risultava innocente dopo la sua morte, e pertanto nella convinzione che “dopo che si è uccisa una persona non si può più tornare indietro; troppe sono state le situazioni nelle quali dei condannati rischiano di pagare un prezzo elevatissimo per un crimine che non hanno commesso”, ha dettagliatamente spiegato la complessa situazione americana dove, in sostanza, ognuno degli Stati dell'Unione decide per sé e mantiene anche proprie modalità, diverse da Stato in Stato, pure per eventualmente modificare la propria situazione in materia (diverse modalità di scelta, diversi tipi di maggioranza per eventuali referendum ecc.).

“Su 50 Stati in ben 31 è ancora vigente la pena di morte (anche se molti poi non la praticano). Ma nel complesso – ha detto Kain – anche negli USA il “vento” sta cambiando, progressivamente il “sistema” (ideologico, psicologico, giuridico) della pena capitale “si è rotto” e sta ormai, via via, perdendo i pezzi”.

“E' importante – ha concluso – parlare ai giovani; e continuare a parlare al mondo. E dire a tutte le persone, ai cittadini di ogni Paese che uccidere le persone non può più venir considerato un “affare di Stato” o una questione dei governi. E devo dire che l'Italia è un leader nel mondo, anche grazie a Sant'Egidio, in questo grande movimento contro la pena capitale. Un movimento che deve continuare e crescere ancora!”.

E' un'azione che deve dunque proseguire poiché – come ricorda proprio la Comunità di Sant'Egidio –, se dopo anni di battaglie civili e di sforzi diplomatici, oggi risulta che siano 140 i Paesi abolizionisti a vari livelli (di diritto o solamente di fatto), sono però ancora 58 quelli che tuttora mantengono la pena capitale, pur con un calo complessivo del numero delle esecuzioni.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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