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Notizie > AttualitĂ  > 01 Agosto 2008

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"èStoriabus" al gran completo per il viaggio a Caporetto con Marco Cimmino

èStoriabus

Monfalcone (GO) - Riparte domenica 3 agosto "èStoriabus", per un nuovo viaggio nel cuore della storia a Caporetto: anche in questa occasione, pieno successo per l’iniziativa progettata da "èStoria" – festival internazionale della Storia di Gorizia, visto che il bus è al gran completo in vista di un’escursione culturale che accompagnerà il pubblico sulle tracce di una delle battaglie più celebri, e tristemente ricordate, della storia del nostro tempo, quella appunto di Caporetto.

Domenica 3 agosto "èStoriabus" partirà alle ore 9.00 dal piazzale Salvo D’Acquisto - parcheggio ex Gaslini di via Valentinis a Monfalcone (dove sarà possibile parcheggiare), per iniziativa di LEG – Libreria Editrice Goriziana e di Apt Gorizia S.p.a., in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia – Turismo FVG. A bordo una guida d’eccezione, lo storico Marco Cimmino, giornalista e collaboratore di Radiouno Rai, impegnato da anni nella didattica della storia. Il giorno precedente, sabato 2 agosto, Cimmino sarà ospite a Gorizia della LEG - Libreria Editrice Goriziana (sede di Corso Verdi 67) per presentare il nuovo libro del generale Fabio Mini, "Soldati", edito da Einaudi, alla presenza dell'autore. L’arrivo di èStoriabus a Caporetto è previsto intorno alle 11, con visita all'Ossario italiano.

Nel primo pomeriggio (dopo un pranzo libero), è in programma una visita al Museo della Prima Guerra Mondiale a Caporetto. Intorno alle 18 il rientro a Monfalcone. Il biglietto per l’escursione è disponibile a 12 euro ai quali va aggiunto il biglietto d’ingresso al Museo di Caporetto. Informazioni presso Leg – Libreria Editrice Goriziana (tel. 0481.539210 - email leg@leg.it).

Con la preziosa guida di Marco Cimmino, i viaggiatori di èStoriabus potranno ripercorrere i tragici fatti di Caporetto e i protagonisti di quelle ore drammatiche, dal generale Cadorna all’allora sottotenente Erwin Rommel – più tardi passato alla storia come la celebre ‘volpe del deserto’ – ritrovando “sul campo” i personaggi e i fatti succedutisi nella battaglia combattuta fra il 23 e il 24 ottobre 1917, con la rotta dell'esercito italiano contro quello austro-ungarico e tedesco. La sconfitta fu tanto pesante che il termine Caporetto è entrato nella lingua italiana come sinonimo di disfatta. Caporetto costò agli italiani 11.000 morti, 19.000 feriti, 300.000 prigionieri, 400.000 fra disertori e sbandati, 3.200 cannoni, 1.700 bombarde, 3.000 mitragliatrici, 300.000 fucili. La sera del 25 ottobre risultò che il sistema difensivo italiano avanzato era in dissoluzione; appariva sicura, per gli austriaci, la conquista del Monte Stol, probabile quella del Monte Mataiur, imminente quella del Monte Hum e del Monte San Martino. Era decisiva la velocità, per togliere agli italiani la possibilità di organizzare efficaci contromisure. Il 26 ottobre segnò la completa rottura del fronte italiano, dando la certezza, agli austriaci, di una grande vittoria. In conseguenza dello sfascio del fronte isontina, gli italiani dovettero sgombrare anche l’intera linea d’alta quota dalle Alpi Giulie e Carniche alle Dolomiti ed ai Monti di Fiemme, fino alla Valsugana.

Decisiva, per l’ordine di ritirata del generale Cadorna, fu la conquista della Punta di Monte Maggiore (a sud della Sella Uccea), fatta dal primo reggimento Kaiserschützen, perché essa costituiva a nord il pilastro d’angolo dell’ultima linea difensiva e quindi gli italiani non potevano più ipotizzare una resistenza a nord. A questo punto occorreva superare le colonne italiane in ritirata per raggiungere prima di loro i ponti sul fiume Tagliamento, imbottigliando così in un’enorme sacca le armate italiane, per annientarle. Ma questo piano fallì e gli austro-tedeschi poterono oltrepassare il Tagliamento solo il 4 novembre, dopo attacchi sistematici agli ultimi tentativi di resistenza, e proseguire l’avanzata il giorno seguente.

La pagina peggiore di Caporetto si concretizzo’ proprio quei giorni, con il caos sulle strade, l'assenza di coordinamento e di collegamento, le brigate italiane accerchiate e lasciate al proprio destino, i soldati dispersi, i furti e le violenze.

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