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Cultura > Film > 23 Ottobre 2016

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"Il cinema ritrovato": all'Ariston si proietta l'edizione restaurata di “Freaks” di Tod Browning

Scena dal film "Freaks" di Tod Browning

Trieste (TS) - Prosegue al cinema Ariston la rassegna di classici restaurati “Il cinema ritrovato”, organizzata in esclusiva per Trieste da La Cappella Underground in collaborazione con la Cineteca di Bologna. Lunedì 24
ottobre in programma “Freaks” (USA, 1932) di Tod Browning in edizione
restaurata alle ore 18.30, 20.00 e 21.30, in versione originale sottotitolata. Uno dei più famosi cult movie della storia del cinema, è un film controverso che ai tempi della sua uscita scatenò aspri dibattiti e che ancora oggi non manca di far riflettere lo spettatore.

Più che di un horror canonico si tratta infatti di un vero e proprio atto d'accusa rivolto dai cosiddetti "mostri" (freaks, appunto) ad una società che si vorrebbe normale ma che è fin nel profondo imbevuta di
discriminazione. Come ebbe a dire lo stesso Browning, "è l'orrore possibile che fa venire i brividi al pubblico, non quello impossibile", mentre il critico Jean Gili sintetizza alla perfezione il senso ultimo dell'opera, che "non è un film dell'orrore, è un film sull'amore".

Uno dei piu? celebri film maledetti della storia del cinema e divenuto nel corso degli anni un cult assoluto, "Freaks" ha influenzato una moltitudine di registi contemporanei: tra tutti David Lynch e Terry Gilliam. Inno alla mostruosita? innocente contro la normalita? colpevole, Freaks e? un’opera unica nel suo genere. La definizione di “horror” infatti gli va decisamente stretta. L'obiettivo di Browning e? semmai quello di umanizzare gli “scherzi della natura”, di renderli – attraverso una minuziosa osservazione delle loro attivita? di ogni giorno – il piu? possibile normali. I freaks del film si amano, litigano, giocano, si spaventano, celebrano la nascita di un figlio, festeggiano un matrimonio; tutto e? insomma ricondotto nell'ambito della piu? ordinaria quotidianita?, cosi? da annullare ogni distanza tra la loro vita e quella di coloro che li pensano “diversi”.

“Questo non e? un film dell'orrore, e? un film d'amore” ebbe a dire il critico Jean Gili. Eppure la componente mostruosa non e? certo assente dal film. Soltanto che, nel ribaltamento dei valori convenzionali operato dal regista, essa va rintracciata sempre meno nell'esteriorita? dei freaks, e sempre piu? nell'interiorita? dei cosidetti “normali”. E? cosi? che le due “mostruosita?” entrano in rotta di collisione: da una parte l'handicap, la malformazione fisica vissuta con dignita? tutta umana, dall'altra la dissoluzione morale e materiale di personaggi animaleschi che, al contrario, mortificano la propria natura di uomini. L'orrore, se di orrore si tratta, e? un boomerang: non risiede nello spettacolo stesso – si cercherebbe inutilmente il minimo compiacimento esibizionista in Browning – ma nella perfetta naturalezza che presiede a questi giochi crudeli, condannandoci a passare dall'altra parte, a superare la barriera delle norme psicologiche, morali, estetiche, linguistiche; a vedere alla fine la realta? rivoltata come un guanto. Noi facciamo ben di piu? che comprendere i “mostri”, scopriamo attraverso i loro occhi penetranti una mostruosita? ben peggiore, che e? quella degli uomini.

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=GEgFrVxuN50

Informazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste


INFO/FONTE: La Cappella Underground

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