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Notizie > Incontri > 18 Luglio 2008

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Domani e martedì a Mittelfest 2008 si parla di futuro dell’anima e della legge 180

Mittelfest 2008

Cividale del Friuli (UD) - Continua il ciclo di incontri realizzati per introdurre e accompagnare Mittelfest 2008, il cui tema portante è quello del tempo e del futuro. Un percorso in cui si confrontano idee, opinioni e ragionamenti che, grazie al contributo di personaggi e studiosi di primissimo piano, trasformano per un breve periodo Cividale in una specie di Macchina del Tempo permettendoci di aprire squarci di visibilità in quella quarta dimensione nella quale non siamo avvezzi a muoverci, ma nella quale sempre dovremmo dare vita a esplorazioni intellettuali per comprendere quali possano essere le strade capaci di regalare un divenire più sereno alla nostra società e, quindi, a ognuno di noi e alle persone che amiamo.
Domenica 20 luglio alle ore 11, nella Chiesa di San Francesco, avrà luogo il dibattito dal titolo “Il futuro dell’anima”. Potrebbe sembrare che il tema debba interessare soltanto ai credenti, ma invece coinvolge anche atei, agnostici e “non non-credenti”: quello dell’anima è un problema che ci accompagna nel bene e nel male per tutta la vita e sul quale continuiamo a discutere pur sapendo che mai potremo arrivare razionalmente a una conclusione definitiva. A parlarne saranno Vito Mancuso, docente di Teologia moderna e contemporanea all’Università San Raffaele di Milano e autore di un libro sull’argomento che ha fatto molto discutere, e don Pierluigi Di Piazza, fondatore del Centro Balducci.
Martedì 22 luglio alle ore 18, nella Sala Somsi, avrà invece luogo un incontro che avrà per tema “Il futuro della legge 180. Ricordando Franco Basaglia”. Nel trentennale della Legge 180, mentre ancora si discute sulla sua sostanza e sulla sua applicazione, un incontro con Massimo Cirri, Pierangelo Rovati, Franco Rotelli e Beppe Dell’Acqua, per ricordare degnamente Franco Basaglia che rivoluzionò il rapporto con le malattie mentali togliendo dal ghetto coloro che indifferentemente, a prescindere dalle loro reali condizioni, erano allontanati da una società nella quale, invece, avevano tutto il diritto di restare.

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