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Cultura > Arte > 07 Ottobre 2016

"Natura e luce": 50 oli su tela di Livio Mozina in mostra alla Rettori Tribbio

Opera di Livio Mozina

Trieste (TS) - S’inaugura sabato 8 ottobre alle ore 18.00, alla Galleria Rettori Tribbio 2 (Piazza Vecchia, 6) di Trieste, la mostra intitolata "Natura e luce" di Livio Mozina, che sarà introdotta sul piano critico dall’architetto Marianna Accerboni: in mostra quasi una cinquantina di oli su tavola, realizzati negli ultimi due anni e dedicati a un’interpretazione ideale della natura. Visitabile fino al 21 ottobre (orario: feriali 10.00 - 12.30 e 17.00 - 19.30; domenica 10.00 -12.00; venerdì pomeriggio e lunedì chiuso).

"Sensibilità, tenacia, una tecnica finissima supportata dalla scelta dei materiali migliori - scrive Accerboni - un talento indiscusso e la capacità rara di fantasticare con misura, superando la realtà di quel tanto che basta per entrare in un mondo più affascinante del reale, ma a esso perfettamente aderente: sono queste, assieme alla chiarezza e all’intuizione, alcune delle doti principali, di Livio Možina, artista autodidatta, che espone dalla fine degli anni sessanta, apprezzatissimo non solo in regione, ma anche a livello nazionale. Amato da collezionisti e appassionati d’arte e dai giovani, per la freschezza sempre rinnovata della sua pittura.
Ogni sua mostra è infatti una piacevole sorpresa, perché ogni volta c’è qualcosa di nuovo e di coerente da apprezzare nel linguaggio e nell’evoluzione dello stile del maestro. In quest’occasione, accanto alla consueta, magica consapevolezza della luce e alla delicata accentuazione del dato luministico in rapporto alla realtà, Možina riesce a sottolineare ancor di più l’effetto lievemente onirico e favolistico dei suoi dipinti attraverso la profondità sfumata dello sfondo, che caratterizza certe magnifiche nature morte, come per esempio le more o i candidi bucaneve, che nascono nei suoi boschi sottilmente fatati per la bellezza della luce che ne esalta i cromatismi.
Concentrando poi l’attenzione sulla sua evoluzione in ambito coloristico, va notato che l’artista propone in questa rassegna, che espone opere realizzate per la maggior parte negli ultimi due anni, anche una natura morta di pesci inattesa, luminosissima e colorata, secondo la sua predisposizione al racconto fantastico, espresso con intensità ma con grazia e con quell’attitudine neoromantica che rende senza tempo e sempre migliore la sua pittura.
Un lieve realismo fantastico, quello di Mozina - conclude Accerboni - che s’intreccia all’iperrealismo, di cui il pittore ci offre una lettura personale e sempre nuova, fissando sulla tavola dipinta a olio, attraverso l’interpretazione luministica della natura, un ricco mélange di sentimenti e di proposte che travalicano l’iperrealismo puro, come per esempio quello di Domenico Gnoli. In Možina l’algida accentuazione del dettaglio non è infatti mai motivo di straniamento per il fruitore, ma di sottile, intima coesione con quest’ultimo".


Livio Mozina, nato nel 1941 a Trieste, dove vive e opera, è autodidatta. Inizia a dipingere nel ’69 e nel ’71 ha luogo a Trieste la sua prima personale. Predilige i temi della natura morta e del paesaggio. La sua esperienza è personalissima e affonda le radici nell’iperrealismo. Da 4 anni tiene un affollatissimo corso di pittura alla Galleria Rettori Tribbio di Trieste. Ha al suo attivo una trentina di mostre personali ordinate in sedi qualificate in Italia e all’estero: tra queste, la Sala Comunale d’Arte e la Galleria Rettori Tribbio di Trieste, la Galleria Ars Italica di Milano e la Hoefer Galerie di Sattendorf (Austria).

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