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Notizie > Attualità > 13 Settembre 2016

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Dal 1° ottobre al Castello di San Giusto si apre il Museo della Fondazione Alinari

Foto Ufficio Stampa Comune di Trieste

Trieste (TS) - E' stato illustrato stamane, in un affollato Salotto Azzurro del Municipio di Trieste, l'AIM, l'Alinari Image Museum, un nuovo museo unico e innovativo che sarà inaugurato il 1° ottobre 2016 negli spazi del Bastione Fiorito del Castello di San Giusto.

All'incontro sono intervenuti il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, l'Assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi, il Commissario di Governo in Friuli Venezia Giulia, Prefetto di Trieste Annapaola Porzio, l'Assessore alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia, Gianni Torrenti, il Presidente Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia, Claudio de Polo, il Progettista dell'Alinari Image Museum, Massimiliano Pinucci.

Dalla fotografia all'immagine: è il viaggio che Alinari, la più antica azienda di fotografia al mondo, farà intraprendere ai visitatori dell'AIM, l'Alinari Image Museum. Nei prestigiosi spazi del Bastione Fiorito del Castello di San Giusto, monumento simbolo della città di Trieste, si insedia un Museo in cui la fotografia viene smaterializzata in immagine grazie alle tecnologie digitali e sarà fruibile ai visitatori in una nuova veste multimediale e interattiva.

L’Aim sarà un originale contenitore di immagini: schermi ad altissima risoluzione, videoproiettori, occhiali immersivi, una dotazione hardware destinata a evolversi e aggiornarsi nel tempo affiancata a stampe tradizionali e a oggetti di un passato recente. Prodotti di ultima generazione che saranno collegati a un server con ben 50mila immagini dell’Archivio Alinari, ricercabili attraverso 80 classi semiologiche e 8mila parole chiave in italiano e in inglese. E si potranno prelevare le immagini anche per l’allestimento di mostre tematiche. Inoltre, grazie al data base dell’Alinari a Firenze – che dispone di oltre 5 milioni di fotografie - si potranno anche allestire mostre specifiche a Trieste o modificare a distanza quelle esistenti. L'archivio dell’Alinari sarà anche consultabile dai visitatori dell’Aim attraverso apposite postazioni.

Una trasformazione epocale che offre nuove emozioni ai visitatori, rendendo le immagini fruibili, interattive, immersive e magari tridimensionali. Un modo per arricchire di contenuti educativi la fotografia d'oggi e per proiettare nei linguaggi contemporanei e liberare dalla patina di polvere la fotografia storica, un tempo frontiera della tecnologia, nel rispetto di un approccio filologico e scientifico, spesso assente in rete, che il marchio Alinari garantisce.

Un Museo da vivere come un grande laboratorio in cui far parlare le immagini a più livelli di approfondimento, attraverso proiezioni scenografiche, elaborazioni digitali, video e contenuti ipertestuali. Una tecnologia che non nasce per stupire, ma accompagna il visitatore in una nuova dimensione dell’immagine, raccontandola attraverso i linguaggi contemporanei della multimedialità e dell’infografica.

«Correva l'anno 2004 quando, in occasione dell'inaugurazione di due mostre curate da Alinari a Trieste, l'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e, a qualche mese di distanza, il Presidente del Consiglio Romano Prodi espressero l'idea di creare a Trieste, grazie ad Alinari, un grande museo dell’immagine – ha spiegato Claudio de Polo, Presidente di Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia -. La fotografia stava lasciando la sua veste storica per darsi quella dell’immagine e della multimedialità e il nuovo museo avrebbe dovuto fungere da centro di scambio tra la cultura e le immagini dell’area mediterranea e dell’Europa del Sud e dell’Ovest con tutta l’area dell’Europa dell’Est. L’allora Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, e l’allora Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, hanno firmato con Alinari una convenzione che ha permesso oggi, dopo una laboriosa gestione, di portare a compimento il progetto del Museo nella prestigiosa sede del Castello di San Giusto. Resta centrale ancora oggi il supporto di queste istituzioni, che si è concretizzato in particolar modo in un sostanziale contributo della Regione e nella concessione degli spazi da parte del Comune, così come è stato rilevante il contributo del Fondo Trieste - Commissariato del Governo nella Regione Friuli Venezia Giulia. Parimenti si prospetta di primaria importanza e carica di interessanti potenzialità la convenzione che abbiamo siglato con l'Università degli Studi di Trieste, che assicurerà supporto scientifico e tecnologico. Inoltre è emblematico il fatto che questo Museo inauguri la sua prima esposizione in collaborazione con la Barcolana, il grande evento della città».

Proprio a fianco del Comune di Trieste la Fondazione Alinari ha avviato un percorso di valorizzazione del Castello di San Giusto: «Una cultura si costruisce attraverso il ricordo, ma anche attraverso la selezione dei ricordi disse Umberto Eco. Attraverso la fotografia possiamo evitare “l’oblio del ricordo” e grazie alla sua capacità intrinseca, possiamo documentare e lasciare una traccia tangibile e accessibile di un volto, di un’emozione, di un momento, di una storia, di un’epoca – ha sottolineato il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza -. È con grande piacere che oggi presentiamo un nuovo successo che nasce dalla fattiva collaborazione tra pubblico e privato. L’apertura del Museo della Fondazione Alinari nel Castello di San Giusto di Trieste, raggiunge un duplice obiettivo, sia quello di rivitalizzare il nostro patrimonio culturale cittadino, sia di promuovere ulteriormente Trieste in chiave turistica-culturale attraverso mostre interattive di respiro internazionale grazie alla partnership con AIM. Oggi ci prepariamo a scattare una fotografia che guarda al futuro».

«Ritengo l’apertura del Museo della Fondazione Alinari del prossimo 1 ottobre un primo fondamentale passo per il rilancio strategico del Castello di San Giusto e del patrimonio culturale cittadino – ha rilevato Giorgio Rossi, Assessore alla Cultura del Comune -. Trieste è ormai protagonista dei grandi circuiti turistici che stanno lanciando la città su scenari internazionali. La rivalutazione degli inestimabili valori culturali presenti in città, che da adesso si arricchiscono di una realtà di livello indiscutibile come AIM, è imprescindibile obiettivo di questo nostro mandato. Questo traguardo passa anche attraverso la consapevolezza e la riappropriazione dei cittadini (soprattutto dei giovani) dei valori - a volte unici al mondo - del patrimonio storico – artistico e museale di Trieste, che è intenzione del mio assessorato favorire al massimo».

“Credo che sia assolutamente straordinaria la realizzazione di questo museo – ha affermato il Prefetto Annapaolo Porzio -. Una bella opportunità per sostenere e promuovere Trieste, una città meravigliosa, in cui la cultura e la memoria sono un patrimonio per l'Umanità. Pertanto ben vengano tutte le iniziative che possano contribuire alla sua valorizzazione e in questo senso la cultura è veicolo ideale di trasmissione reciproca di conoscenze”.

Soddisfazione è stata espressa anche dall'Assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti: “S'inaugura un'iniziativa che è partita dal Sindaco Dipiazza dodici anni fa e ringrazio chi ha raccolto questa sfida in cui la Regione ha sempre creduto. Con questo museo e la rivalutazione del patrimonio culturale attraverso la fotografia si gioca un'importante opportunità di rilancio europeo e internazionale”.

Le partnernership
L’intuizione e la sfida lanciata da Claudio de Polo è stata raccolta dal progettista, Max Pinucci, e dal team internazionale che negli anni ha concepito e sviluppato il concept di AIM, trasformandolo in Museo. Partner quali Epson, Samsung, iGuzzini, 3M e l’appassionato contributo di MBVision, Arsenal, Aereform e di tanti professionisti e consulenti portano all’inaugurazione di uno spazio destinato a crescere con il progredire delle tecnologie e delle loro frontiere, per comprenderle e sfruttarle con la consapevolezza di chi, 150 anni fa, si avvicinava al misterioso e magico mondo della fotografia.
L’allestimento di quello che, nel settore fotografico, sarà il terzo museo multimediale in Europa (dopo quelli di Londra e Parigi) è stato infatti progettato da Massimiliano Pinucci, creatore del museo multimediale della Piaggio a Pontedera e docente all’Isia (Istituto superiore per le industrie artistiche) di Firenze.

La proposta culturale
Esposizioni, grandi monografie di fotografi, ricerche personalizzate per studenti e appassionati, valorizzazione delle collezioni fotografiche di Trieste e del Friuli Venezia Giulia, attività didattica per le scuole del Friuli Venezia Giulia e delle nazioni limitrofe e attività scientifica e di formazione in collaborazione con l'Università di Trieste con cui è stata stipulata una convenzione.
Il calendario espositivo dell'AIM inaugura con la mostra “La leggendaria Classe J nelle fotografie di Franco Pace”, aperta fino al 30 ottobre, organizzata in collaborazione con la Società Barcola Grignano e la Barcolana, a cui è dedicata anche la presentazione in Villaggio Barcolana di giovedì 6 ottobre, alle ore 11.00.

Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia: la Fratelli Alinari nel settembre del 1998 ha costituito la “Fratelli Alinari. Fondazione per la storia della Fotografia”, al fine di svolgere un fondamentale ruolo di tutela, promozione e valorizzazione di tutto ciò che è riferito all’ambito della fotografia e alla sua storia, nonché alle arti figurative in genere.
Ha il compito di promuovere e realizzare le attività espositive oltre che di gestire le attività museali sia scientifiche che didattiche del MNAF, Museo Nazionale Alinari della Fotografia nella sua sede delle Leopoldine di Piazza S. Maria Novella a Firenze, e dell’AIM, Alinari Image Museum, nella sua sede al Bastione Fiorito del Castello di San Giusto di Trieste.

Fratelli Alinari: fondata a Firenze nel 1852, la Fratelli Alinari è la più antica azienda al mondo operante nel campo della fotografia, dell’immagine e della comunicazione. La nascita della fotografia e la storia dell'Azienda sono legate da un percorso comune di evoluzione e crescita, testimoniato oggi dall'immenso patrimonio di 5.000.000 di fotografie di proprietà, raccolto negli attuali Archivi Alinari.
È un patrimonio che si va sempre più ampliando e che, grazie a una ragionata politica di nuove acquisizioni e alle nuove campagne fotografiche, spazia dai dagherrotipi ai moderni fotocolor.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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