Oggi Notizie Cultura
Cerca in
Cerca in

Notizie > Manifestazioni > 08 Settembre 2016

Bookmark and Share

"Artefatto - Zoom", la terza edizione al via dal 10 settembre

Artefatto Zoom

Trieste (TS) - "Artefatto" è una delle progettualità attraverso la quale si esprime l’azione dei Poli di Aggregazione Giovanile del Comune di Trieste. L’Assessorato Educazione, Scuola, Università e Ricerca si è dedicato costantemente alla costruzione di reti tra istituzioni, realtà culturali e associative che valorizzano, anche in ambito professionale, i percorsi artistico-creativi dei giovani.

Oltre alla mostra collettiva internazionale, che a maggio di quest'anno è arrivata all'undicesima edizione, ARTEFATTO è un mix di eventi che culminano nell’importante appuntamento riservato agli artisti selezionati che hanno l'opportunità di presentare i loro portfolio ad alcuni esperti e curatori del settore.

La terza edizione di "ARTEFATTO_zoom" è il risultato di questa fondamentale appendice che, dal 9 al 16 settembre, riporta a Trieste 8 dei 40 artisti under 31 individuati dagli ormai “tradizionali” partner del progetto. Quest’anno la rete si rinforza grazie alla partecipazione degli studenti del Liceo Classico Linguistico “F. Petrarca” impegnati nel progetto di Alternanza Scuola / Lavoro e dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona ITIS. E’ proprio da questa location che venerdì 9 settembre alle 17.17 prende avvio l’inaugurazione itinerante che condurrà il pubblico nelle 4 sedi espositive. “I've fallen from grace “ è il titolo del lavoro che Fabio Ranzolin sviluppa intorno al tema dell’Alzheimer nella mostra curata da Massimiliano Schiozzi e ospitata da ZimmerFrei (via Torrebianca, 10) che si presenta con la preview “1906”, l’installazione allestita nell’Atrio Monumentale dell’ITIS (via Pascoli, 31) commentata dal sound artist Christoher Scherlich. Un luogo significativo, aperto al dialogo con la città e allo scambio intergenerazionale dove le “memorie”, quelle perdute e quelle tuttora vive, trovano casa e dove la riflessione del giovane artista vicentino passa dalla dimensione personale e privata a quella sociale.

"Fiabe per adulti”, la mostra curata da Massimo Premuda per DoubleRoom Arti Visive (via Canova, 8), propone invece le personali esplorazioni della società e dell'attualità di due giovani autori Silvia Sanna di Alghero e Marco Sgarbossa di Padova, che rappresentano, anche con una spiccata autoironia, il loro più o meno traumatico passaggio alla comunità degli adulti.

Nello spazio espositivo EContemporary (via Crispi, 28) prende forma “Art Crossing” curata da Elena Cantori dove si incontrano, creando dialoghi e connessioni inaspettate, due poliedriche artiste la romana Alice Paltrinieri e la triestina Carla Movia.

La fisarmonica di Davide Zorzenon accompagna questo allestimento. Lo spazio d’arte trart (viale XX settembre, 33), infine, cala un tris di giovani artiste accomunate dal titolo ”favole forme e figure” e dalle sonorità dell’arpa celtica di Elisa Manzutto. Valentina Vallorani da San Benedetto del Tronto, Christine Runggaldier da Selva di Val Gardena e Marusa Stibelj da Kranj propongo le loro opere rispondendo alle domande della curatrice, Federica Luser: quando la favola incontra la figura? E quando la figura incontra la forma e la forma si fa favola? Le mostre sono visitabili dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 20 fino al 16 settembre.

Maggiori informazioni su www.artefatto.info e www.retecivica.trieste.it.


----------


PROGRAMMA

17.17 >>> START
ITIS / Via Pascoli, 31
#1906

Fabio Ranzolin
intervento sonoro di Christopher Scherlich
solo il 9 settembre
a cura di Massimiliano Schiozzi

1906-2016. Sono passati 110 anni dalla prima diagnosi di Alzheimer, una patologia in costante aumento che si deve, in parte, all’innalzamento dell’età media della popolazione mondiale. E’ questo il tema indagato da Fabio Ranzolin che con la sua installazione, accompagnata dall’intervento sonoro di Christopher Scherlich, apre la terza edizione di ARTEFATTO_zoom nell’inedita cornice dell’Atrio Monumentale dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona ITIS. Un luogo significativo e importante, aperto al dialogo con la città e allo scambio intergenerazionale, un luogo dove le “memorie”, quelle perdute e quelle tuttora vive, trovano casa. La riflessione dell’artista rispetto ad una patologia invalidante come l’Alzheimer, trasla, e passa così dalla dimensione personale e privata a quella sociale. L’allestimento “I've fallen from grace”, presso Zimmerfrei, riprende l’evento di apertura e completa il lavoro di Ranzolin che recupera e rielabora episodi autobiografici dal forte significato emotivo e storico utilizzando in particolare documenti, fotografie e oggetti trovati.


Fabio Ranzolin
Nato a Vicenza nel 1993. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, lavora presso la Galleria Massimodeluca di Mestre (VE) e dal 2016 fa parte del Collettivo Barnum.
>>> www.collettivo barnum.com

Christopher Scherlich
Nato a Trieste nel 1989. Diplomato in Nuove Tecnologie per le Arti all’Accademia di Belle Arti di Venezia si occupa di produzioni video, conduzione radiofonica e djset.

18.18 >>> PRIMA TAPPA
DoubleRoom / via Canova, 9
#Fiabe per adulti
Silvia Sanna e Marco Sgarbossa
a cura di Massimo Premuda

La mostra "Fiabe per adulti” analizza l’approccio fiabesco al tema di una personale esplorazione della società e dell'attualità; se infatti la fiaba nasce proprio dai riti d'iniziazione dei giovani all'età adulta, le moderne "fiabe" di questi due giovani autori, dai contrastanti intenti formativi e di crescita morale, intendono dare una prima cinica, ma sempre autoironica, rappresentazione del loro più o meno traumatico passaggio, e relativo primo approccio, alla comunità degli adulti.
Una doppia personale che si muove dal ciclo fotografico "C'era una volta" di Silvia Sanna che riprende le più celebri fiabe di tutti i tempi con una serie di intensi autoscatti in cui, in una dimensione decisamente domestica, le 8 protagoniste femminili, che spaziano da personaggi di umili origini fino a potenti principesse, sono tutte accomunate da una medesima solitudine tipica di una condizione femminile che le relega a ruoli e mansioni tradizionali. La pungente critica sociale della fotografa sarda, nonostante l'apparente evoluzione dei costumi e delle professioni, rappresenta il comune futuro di tutte queste giovani donne in forma di muti dialoghi i cui unici interlocutori sono proprio gli oggetti caratterizzanti i lavori domestici femminili, trasformando così assi da stiro e aspirapolveri in oggetti da compagnia, o forbici e coltelli in armi da difesa.
Marco Sgarbossa si muove sulla stessa temperatura e nel suo ciclo "Little Adults" affronta un tema di grande attualità come la guerra in un clima di allarmismo al terrorismo sempre più teso e acceso. Slittamenti di significato e rapporti di senso e controsenso intercorrono in questa serie, ovvero interpretazioni nel linguaggio più attuale di temi e fatti del mondo contemporaneo. Questo ciclo infatti si manifesta con molteplici disegni a pastelli come fossero illustrazioni di una favola legati a fatti di cronaca. Il lavoro si concentra sul ruolo della favola come esempio di simulazione della realtà che porta all’acquisizione di esperienze non-esperienze della realtà contemporanea. 
Alcune delle problematiche di spicco del nostro panorama quotidiano, in bilico fra cronaca e storia, sembrano infatti da lui prelevate dall’ambito giornalistico e proposte con lo stesso impatto diretto e da reportage. Con candore ed estrema lucidità ci getta in faccia quei pezzi tratti dal mondo quotidiano nei quali l’artista legge l’analogia esistente fra il macroscopico evolvere politico degli eventi e quello microscopico della vita umana del singolo individuo.

Silvia Sanna
Nata ad Alghero nel 1986, è diplomata all'Accademia di Belle Arti di Sassari. Nel suo percorso artistico usa il corpo come filo conduttore portando avanti una ricerca che, con una forte componente autobiografica, esplora in particolare l'autoritratto.
>>> www.silviasannaartist.wordpress

Marco Sgarbossa, nato a Cittadella (Padova) nel 1990, è laureato all'International School of Comics di Padova, e ha frequentato alcuni corsi alla Concept Design Academy di Los Angeles. È stato finalista al Donkey Art Prize, ed è stato selezionato al concorso di arte pubblica The Billboard Creative (curato da Mona Kuhn) con conseguente esposizione su un billboard in West Hollywood.
>>> www.marcosgarbossa.com

19.19 >>> SECONDA TAPPA

EContemporary / via Crispi, 28
#Art Crossing
Carla Movia
Alice Paltrinieri
a cura di Elena Cantori

#Davide Zorzenon__fisarmonica

Art Crossing è un’esposizione dove si incrociano e si incontrano due artiste, una romana (Alice Paltrinieri) e una triestina (Carla Movia), unitamente a due diverse espressioni artistiche che creano dialoghi e connessioni inaspettate.
Alice Paltrinieri è una giovane artista romana che non so se definire fotografa, pittrice, decoratrice o scenografa in quanto usa tutte queste tecniche nelle sue poliedriche creazioni.
Prevalentemente Alice è attratta dalle architetture industriali soprattutto abbandonate. È attratta dalle loro linee, dalle loro dimensioni, dagli spazi. Le sue fotografie in particolare sono la testimonianza di tempi che furono sia di vita industriale che personale che spesso personalizza con interventi manuali togliendo o aggiungendo elementi.
Interessanti sono le sue installazioni in cemento, materiale che ama particolarmente, che plasma, trasforma e dipinge, creando interessanti installazioni. Una bella definizione sulla sua arte è stata scritta da Rossella Fumasoni “Il suo è un lavoro in bilico tra costruzione e distruzione, una sorta di archeologia sentimentale, reliquiario di mattinate e vite sospese tra quello che è stato e quello che sarà”.
Carla Movia invece è una giovane e promettente designer di gioielli contemporanei diplomata alla Contemporary Jewellery School Alchimia di Firenze le cui creazioni sono un riflesso della società odierna con richiami “materiali” dal passato. Oltre ai materiali pregiati di classica memoria Carla usa anche accostamenti materici inconsueti come per es. la cera e la latta. “L’artista dichiara che attraverso l'atto di indossare il gioiello ci si guadagna la sua completa libertà. "
In questa esposizione Carla presenta una collezione che è il risultato della trasformazione di 100 scatolette di latta sapientemente sezionate per diventare 300 spille. Grazie all’utilizzo di varie tecniche, quali la forgiatura e la laminatura, ne ha alterato la finalità pur rispettando la loro natura, quindi mantenendo tracce della loro vita passata. Il progetto è basato sull’idea che, nella società ci sia la tendenza a stereotipare o classificare ogni individuo in gruppi di appartenenza, fino ad arrivare ad una sentenza sociale che può portare all’emarginazione, ma alla fine emerge che c’è ancora spazio per esprimere la propria anima e la propria individualità.


Carla Movia
Nata a Trieste nel 1989. Dopo il diploma si trasferisce a Firenze per studiare Gioielleria contemporanea presso la Contemporary Jewellery School Alchimia dove ora è assistente del professore di tecnica Paolo Bernardoni.

Alice Paltrinieri
Nata a Roma nel 1987. Diplomata in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma.
Davide Zorzenon
Nato a Gorizia nel 1993. Attualmente frequenta il corso superiore di fisarmonica al Conservatorio G. Tartinidi Trieste sotto la guida del professore Corrado Rojac. Partecipa a numerosi concorsi internazionali ottenendo importanti riconoscimenti.
20.20 >>> terza tappa
trart / viale XX Settembre, 33
#favole forme e figure
Christine Runggaldier
Marusa Stibelj
Valentina Vallorani
a cura di Federica Luser
#Elisa Manzutto__arpa celtica

#BREAK con … gusto!
Quando la favola incontra la figura? E quando la figura incontra la forma e la forma si fa favola? Se Valentina Vallorani parte dalle favole per creare le sue figure fantastiche che si allontanano dall’illustrazione per diventare forma a sé anche con l’ausilio di supporti tridimensionali, in Christine Runggaldier la figura si compone linearmente con il fil di ferro, si scioglie nella duttile materia della pittura ad olio, per diventare infine impronta della forma nelle piccole sculture di cera e gesso. Mentre Maruša Štibelj con le forme ritagliate nella carta compone favole e sogni.

Christine Runggaldier
Nata a Bressanone (Bolzano) nel 1988. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Venezia dove si specializza in Scultura. Ha seguito corsi di Pittura all’Università di Arti Applicate di Vienne sotto la Guida di Monika Grzymala. Vive e lavora tra Selva di Val Gardena e Venezia.

Marusa Stibelj
Nata a Kranj, Slovenia, nel 1986. Ha conseguito il diploma artistico presso l’Università degli Studi di Lubiana. Dal 2015 è membro della Società Artistica della Slovenia.

Valentina Vallorani
Nata a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) nel 1991. Laureata all’Accademia di Belle Arti di Macerata – indirizzo Illustrazione – si specializza in Decorazione. Erasmus all’Academie Royale de Beaux Arts de Liège in Belgio.

Elisa Manzutto
Nata a Trieste nel 1991. Studia l’arpa classica presso la Glasbena Matica di Trieste e a questo strumento affianca lo studio della musica tradizionale irlandese e dell’arpa celtica. Oltre all’intensa attività concertistica, didattica e di perfezionamento frequenta il Corso di Laurea in Giurisprudenza del Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, della Traduzione e dell’Interpretazione dell’Università degli Studi di Trieste.

21.21 >>> FINISH
ZimmerFrei / Via Torrebianca, 10
#I've fallen from grace
Fabio Ranzolin
Christopher Scherlich_djset
a cura di Massimiliano Schiozzi
magini, frasi, oggetti: Ranzolin trasforma ZimmerFrei in una stanza della memoria. Il titolo
«La signora Dalma non riconosce più la sua casa odierna, accudisce il suo amatissimo gatto di peluche e nasconde la dentiera nella scatola dei biscotti. Le mancano ancora di baci di Mario».
Immagini, frasi, oggetti: Ranzolin trasforma ZimmerFrei in una stanza della memoria. Il titolo di questa mostra è stato scelto dall’artista ispirato da una canzone poco conosciuta dei Florence and the Machine, “Falling”, che in inglese viene utilizzato anche per dire “sei perduto”. Oltre a ciò il termine “fallen” (cadere dal latino “lapsus”) assume un particolare significato nel progetto trattato.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

Leggi le Ultime Notizie >>>