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Cultura > Film > 27 Agosto 2016

"I cancelli del cielo" di Cimino apre all'Ariston la nuova stagione del "Cinema ritrovato"

Scena dal film "I CANCELLI DEL CIELO" di Michael Cimino

Trieste (TS) - La nuova stagione cinematografica del cinema Ariston riparte dalla
rassegna di classici restaurati “Il cinema ritrovato”, organizzata in
esclusiva per Trieste da La Cappella Underground in collaborazione con la Cineteca di Bologna. Lunedì 29 agosto, con proiezioni alle ore 16.00 e 20.00, in programma "I CANCELLI DEL CIELO" (Heaven’s Gate, USA, 1980) di Michael Cimino, restauro “definitivo” realizzato da Criterion e supervisionato dallo stesso Cimino, grazie al quale lo spettatore di oggi potrà finalmente godere del potente e maestoso spettacolo della versione director’s cut, in versione originale con sottotitoli italiani.

Film di smisurate ambizioni e di folgorante bellezza, scorciato di un centinaio di minuti, “I cancelli del cielo” si rivelò all'epoca dell'uscita un flop clamoroso, mettendo la United Artists in ginocchio e facendo del regista una bestia nera. Come raccontò il compianto Michael Cimino in un’intervista realizzata presso la Cineteca di Bologna nel febbraio del 2003, “tutta l’energia che ho speso per Heaven’s Gate aveva un solo fine: portare sullo schermo, con le migliori immagini e i migliori suoni possibili, l’America della fine dell’Ottocento, cercando di raggiungere il maggior grado di veridicità. Gli anni in cui si svolge il film sono anche quelli in cui si diffonde la fotografia: si tratta quindi di un periodo molto ben documentato. Ogni cosa che si vede nel film trova riscontro in una
fotografia del periodo, dai particolari degli abiti all’aspetto della pista di pattinaggio. Questo sforzo di ritrovare la verità ha portato gli attori a impegnarsi, prima delle riprese, in una sorta di Università del West, dove hanno preso le lezioni più disparate: sparare col fucile o con la pistola, andare a cavallo, condurre il carro, radunare le mandrie, andare sui pattini a rotelle (ci sono state più fratture qui che non nei corsi di equitazione). […] Una cosa che mi colpì in particolare, guardando le foto dell’epoca, era la grande quantità di persone, la vera e propria esplosione demografica in corso, specie per l’arrivo di masse di emigrati, la nascita velocissima di città molto popolose: è un aspetto che ho voluto assolutamente portare nel film. Quando si vedono in una stessa inquadratura 2.000 persone, 200 cavalli, 200 carri, una locomotiva dell’epoca, è tutto vero: col digitale non puoi raggiungere la stessa veridicità, lo stesso suono. Il film dunque racconta un episodio reale della storia americana, basandosi su documenti precisi: è la cosiddetta guerra di Johnson County, dove nel Wyoming i ricchi proprietari di bestiame assoldarono dei killer per sterminare i contadini immigrati, accusati di furto. Ero affascinato dall’idea di portare alla luce questo episodio, in cui degli americani uccidevano altri americani, in cui all’entusiasmo e all’incanto per la giovane nazione si mescolava un sentimento di depressione, di sconfitta degli ideali, di precoce consapevolezza”.

Informazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste.


INFO/FONTE:
La Cappella Underground
tel 040 3220551
fax +39 040 9673002
info@lacappellaunderground.org
www.lacappellaunderground.org

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