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Notizie > Attualità > 25 Maggio 2008

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“Trieste Scritture di Frontiera”: fra i vincitori Boris Pahor, Pietro Spirito e Giacomo Scotti

Boris Pahor

Trieste (TS) - Lo scrittore sloveno-triestino Boris Pahor, già acclamato a livello internazionale e più volte candidato al Nobel, è stato insignito del Premio alla Carriera alla decima edizione del Concorso Internazionale ‘Trieste Scritture di Frontiera’, promosso dall’Associazione Altamarea. La premiazione si è svolta sabato 24 maggio, in una cerimonia presso il Caffè San Marco di Trieste, alla presenza della presidente della Provincia di Trieste, Maria Teresa Bassa Poropat, rappresentanti della cultura e delle istituzioni. Le motivazioni del premio sono state illustrate dal presidente della giuria, il saggista e slavista Predrag Matvejevic.
Pahor, 95enne scrittore di lingua slovena, è già stato tradotto in più lingue e insignito di importanti riconoscimenti all’estero (tra i quali il Premio Preseren in Slovenia e la Legion d’Onore in Francia), ma era rimasto finora quasi sconosciuto in Italia, causa le poche traduzioni in italiano dei suoi libri, spesso a tiratura limitata. La recente ripubblicazione per Fazi Editore del suo capolavoro “Necropoli”, drammatica testimonianza della deportazione nei lager nazisti, lo infine ha portato alla notorietà anche nel paese in cui Boris Pahor da sempre vive.
Vari altri premi sono assegnati dal X Concorso ‘Trieste Scritture di frontiera’, che si avvale della collaborazione degli Assessorati alla Cultura e alle Attività Produttive della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Trieste, delle Cooperative Operaie di Trieste, Istria e Friuli, e del supporto di numerose altre realtà locali.
Il Primo premio per la narrativa, attribuito con la collaborazione del P.E.N. Club Trieste, è stato assegnato al giornalista e scrittore Pietro Spirito, di Trieste, per il suo “Un corpo sul fondo”, edito da Guanda. Autore di vari altri libri, e già finalista al Premio Strega, Spirito ha scritto un’efficace docu-fiction, che si sviluppa a partire da un’esperienza autobiografica riguardo un sommeribile affondato in Istria durante la seconda guerra mondiale.
Il Primo premio per la poesia è andato invece alla poetessa e saggista d’origine sarda Antonella Anedda, rinomata a livello europeo e residente a Roma. Il premio, attribuito con la collaborazione con il Circolo di Trieste dell’Associazione regionale dei Circoli Sardi del Friuli Venezia Giulia, le è stato assegnato per la recente pubblicazione presso la prestigiosa collana “Lo specchio” di Mondadori del volume di poesie “Dal balcone del corpo”.
Il premio Poesia giovane è andato al genovese Massimo Dagnino, apprezzato autore e traduttore di poesie, per il volume “Presente continuo” (Edizioni Stampa), mentre quello per la poesia inedita d’autore alla slovenia Maja Vidmar, al suo esordio in Italia ma già affermata nel centro Europa, per la sua silloge tradotta in italiano da Jolka Milič.
Per la sezione ‘Giuliani nel mondo’, realizzata in collaborazione con l’omonima associazione d’emigrazione, il Premio è stato attribuito al poeta e letterato Diego Bastianutti, esule italiano da Fiume e residente a Vancouver, in Canada, per l’autobiografico “Per un pugno di terra” (pubblicato nel 2006 da Zeisciu Centro Studi Editore, Milano).
Per la traduzione letteraria, premio ex-aequo al saggista, poeta e traduttore Giacomo Scotti, uno degli intellettuali di punta della comunità italiana di Fiume, in Croazia, e al poeta, traduttore e filologo serbo residente a Zagabria Sinan Gudzevic. Scotti è stato premiato per la traduzione di “Racconti dalla Bosnia” (Edizioni Diabasis), un excursus nella narrativa bosniaco-erzegovese moderna e contemporanea, ove si mescolano Oriente ed Occidente, e Gudzevic per “Epigrammi Romani” (Multimedia Edizioni), volume di cui è autore e traduttore, tramite il quale l’Italia può apprezzare la sua raffinata poesia, in cui si fondono cultura contemporanea e antica.
Due poi i Premi speciali della Giuria: alla regista e sceneggiatrice napoletana Laura Angiulli, per il suo toccante documentario sui postumi della guerra nell’ex Jugoslavia “Tempo del dopo – le città martiri: Sarajevo, Srebrenica, Mostar” (giudicato dal saggista bosniaco Predrag Matvejevic “un vero capolavoro”), e al triestino Vincenzo Mercante per il saggio “I Sefarditi: saggi ministri di califfi e re” (edito da Alinari), a coronamento di una sua attività tesa a favorire il dialogo interculturale e interconfessionale.
La giuria del Concorso “Trieste scritture di frontiera” ha inoltre inteso assegnare delle menzioni speciali ad altri partecipanti: per la Poesia dialettale alla triestina Graziella Semacchi Glubich, per “Sui scoi de la veciaia” (Ibiskos editrice Risolo); per la Poesia a Luigi Raimondi, di Udine, per "Incredibili storie" (ed. Paola Tavoschi), a Valeria Ferraro, di Venezia, per la silloge "Il vino rovesciato" (Pietro Manni Edizioni), a Giovanni Cristianini, di Gorizia, per "Versi ritrovati" (Florensart edizioni), a Vlada Acquavita, di Buie d’Istria, in Croazia, per “Herbarium mysticum - Clausole medioevali” (edizioni Edit, Fiume), a Marco Marangoni, di San Vito al Tagliamento, per la silloge “Per quale avventura” (Raffaelli Editore), alla goriziana residente in Friuli Rosinella Celeste Lucas, per “Bora e Scirocco” (I libri del Litorale). Due, infine, le menzioni speciali per la narrativa: a Sandro Manoni, di Venezia, per “L’isola delle lusinghe”, e a Massimiliano Forza, di Trieste, per “No family day”.
L’elenco completo di premiati e segnalati,con le motivazioni della giuria, e altre informazioni sul concorso “Trieste Scritture di Frontiera” sono consultabili sul sito web www.altamareatrieste.eu.

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