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Cultura > Film > 20 Marzo 2016

Lirica e cinema: "Boris Godunov" di Mussorgskij e "Fuocoammare" di Rosi al Kinemax

Boris Gudunov

Monfalcone e Gorizia (GO) - Un inizio di primavera ricchissimo inaugura la settimana del Kinemax: lunedì 21 marzo, alle 20.15 in diretta satellitare dalla Royal Opera House di Londra nelle sedi di Kinemax di Gorizia e Monfalcone viene trasmesso "Boris Godunov", opera in tre atti di Modest Musorgskij, diretta da Antonio Pappano che tra gli interpreti ha scelto il grande Bryan Terfel. Solo a Monfalcone, alle 17.30, alle 20 e alle 22.10 (ingresso unico a 4 euro), per "Kinemax d'autore" è in programmazione il documentario di Gianfranco Rosi, vincitore dell'Orso d'Oro di Berlino, "Fuocoammare".

Nel "Boris Godunov" Richard Jones e Antonio Pappano rinnovano la loro collaborazione, presentando il capolavoro di Mussorgskij nella sua prima versione (1869) in sette scene. L’originale visione del compositore del dramma di Pushkin su Tsar Boris Godunov – che regnò in Russia tra il 1598 e il 1605 – era troppo per l’amministrazione dei teatri dell’Impero, che pretesero dei cambiamenti, incorporati nella seconda versione dell’opera, con la quale Boris alla fine ebbe la sua prima nel 1874. Molti commentatori preferirono l’integrità della prima versione, meno convenzionale rispetto alla tradizione operistica. L’interpretazione di BrynTerfel di uno dei ruoli più complessi dell’opera è molto attesa, al fianco del celebre baritono: John Graham-Hall è il furbo Principe Shuisky, John Tomlinson il monaco vagabondo Varlaam.

"Fuocoammare" di Gianfranco Rosi, vincitore dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino - spiega Giancarlo Zappoli su MyMovies - racconta Lampedusa attraverso la storia di Samuele, un ragazzino che va a scuola, ama tirare sassi con la fionda che si è costruito e andare a caccia di uccelli. Preferisce giocare sulla terraferma anche se tutto, attorno a lui, parla di mare e di quelle migliaia di donne, uomini e bambini che quel mare, negli ultimi vent'anni, hanno cercato di attraversarlo alla ricerca di una vita degna di questo nome trovandovi spesso, troppo spesso, la morte. [...]
Samuele è un ragazzino con l'apparente sicurezza e con le paure e il bisogno di capire e conoscere tipici di ogni preadolescente. Con lui e con la sua famiglia entriamo nella quotidianità delle vite di chi abita un luogo che è, per comoda definizione, costantemente in emergenza. Grazie a lui e al suo 'occhio pigro', che ha bisogno di rieducazione per prendere a vedere sfruttando tutte le sue potenzialità, ci viene ricordato di quante poche diottrie sia dotato lo sguardo di un'Europa incapace di rivolgersi al fenomeno della migrazione [...]. Samuele non incontra mai i migranti. A farlo è invece il dottor Bartolo, unico medico di Lampedusa costretto dalla propria professione a constatare i decessi ma capace di non trasformare tutto ciò, da decine d'anni, in una macabra routine, conservando intatto il senso di un'incancellabile partecipazione. Rosi non cerca mai il colpo basso, neppure quando ci mostra situazioni al limite. La sua camera inquadra vita e morte senza alcun compiacimento estetizzante ma con la consapevolezza che, come ricordava Thomas Merton, nessun uomo è un'isola e nessuna Isola, oggi, è come Lampedusa.


Per informazioni:
Kinemax Monfalcone - tel. 0481 712020
Kinemax Gorizia - tel. 530263
www.kinemax.it

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