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Cultura > Film > 12 Marzo 2016

A Cinemazero la versione restaurata di “Rocco e i suoi fratelli” di Luchino Visconti

Scena dal film “Rocco e i suoi fratelli” di Luchino Visconti

Pordenone (PN) - Dopo la presentazione del restauro a Cannes – realizzato dalla Cineteca di Bologna, in collaborazione con, tra gli altri, The Film Foundation di Martin Scorsese – “Rocco e i suoi fratelli” di Luchino Visconti arriva a Cinemazero lunedì 14 marzo alle 21.00.

Oggi Rocco e i suoi fratelli è considerato uno dei capolavori del cinema italiano, ma durane le riprese e dopo la sua uscita fu osteggiato in tutti i modi dalle forze allora al governo, diventando un caso su cui l’opinione pubblica italiana si confrontò e si spaccò. Visconti riprende in questo film il discorso sulla società iniziato con “La terra trema” di cui “Rocco” è l’ideale continuazione. Partendo dall’opera di Giovanni Testori, Visconti la filtra con molte, diverse suggestioni; si ispira a
?"Giuseppe e i suoi fratelli??" di Thomas Mann (su cui è modellato il titolo stesso del film), e usa i caratteri dei personaggi dell’Idiota di Dostoevskij, ma anche molti elementi tratti dalla letteratura meridionalistica; oltre a Verga, "Cristo si è fermato a Eboli" di Carlo Levi, "Contadini del Sud" del poeta e scrittore lucano Rocco Scotellaro, che il regista omaggerà, dando il suo nome al protagonista. La congerie delle numerose e talvolta contraddittorie fonti letterarie trova il suo punto di fusione nel melodramma, nella predilezione di Visconti per i contrasti assoluti.

"Rocco e i suoi fratelli" è una tragedia in cinque atti, ognuno dei quali prende il nome da uno dei figli (Vincenzo, Simone, Rocco, Ciro, Luca), è l’esplorazione dei destini individuali dei cinque fratelli Parondi, dove ognuno sceglierà il proprio destino. Il film racconta anche, per la prima volta, della lotta tra i milanesi e i meridionali: Visconti mostra l’Italia come un paese diviso, in cui i meridionali che vengono al nord sono visti come stranieri. Come dirà il regista, il film segue le sorti “d’una umanità e d’una civiltà che, mLocandina filmentre non hanno avuto che briciole del grande festino del cosiddetto miracolo economico italiano, attendono ancora di uscire dal chiuso di un isolamento morale e spirituale che è tuttora fondato sul pregiudizio tipicamente italiano che tiene il Mezzogiorno in condizioni di inferiorità rispetto al resto della nazione”.


INFO/FONTE: Cinemazero Ufficio Stampa

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