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Cultura > Arte > 13 Gennaio 2016

Mostra Dominioni: esiti e sviluppi della rassegna illustrati all'Associazione Giuliani nel Mondo

Un momento della conferenza stampa (foto di Olga Micol)

Trieste (TS) - Vivace e articolato incontro nella sede dell’Associazione Giuliani nel Mondo a Trieste per fare il punto sulla mostra “Paolo Caccia Dominioni. Un artista sul fronte di guerra”, prorogata per il grande successo fino alla fine di gennaio all’Ufficio di collegamento della Regione Friuli Venezia Giulia a Bruxelles. Il Presidente Dario Locchi ha ricordato come il circolo della capitale belga sia uno dei più attivi e abbia trovato una formidabile alleata in Marianna Accerboni, ideatrice e curatrice della rassegna, che da anni collabora con l’Associazione.

“E’ stato un piacere darle una mano per la mostra a Trieste, che è risultata un grandissimo successo di cui la ringraziamo molto” ha detto Locchi “Mi complimento anche per l’idea di unire alla mostra di Dominioni la presenza di giovani artisti italiani, austriaci e sloveni, cui farà seguito uno scambio con artisti belgi a Trieste e a Gorizia: un’iniziativa che s’incornicia non solo nell’ambito dell’attività dei Giuliani nel Mondo e del Circolo di Bruxelles, ma anche in quello dell’anniversario della Grande Guerra. E in tale contesto è stato fatto un interessante parallelo fra quanto accaduto sul fronte dell’Yser e sul fronte dell’Isonzo”.

Nel ringraziare vivamente per la fiducia accordata e per il fondamentale sostegno il presidente, il direttore Fabio Ziberna e il Circolo di Bruxelles con il presidente Flavio Tossi, Accerboni ha ricordato che il progetto dedicato al grande architetto-artista-scrittore e combattente, si svolge in tre fasi: Gorizia, Trieste e Bruxelles, città in cui le tre tappe all’Istituto Italiano di Cultura, all’Ufficio di collegamento della Regione FVG e alla Maison de la Jeunesse di Woluwe-St-Lambert hanno riscontrato grande consenso presso un pubblico cosmopolita.

Accerboni ha poi aggiunto di aver ideato tale progetto espositivo con lo specifico obiettivo di creare un ponte di conoscenza tra il fronte dell’Isonzo e quello dell’Yser, non molto noto ai più, nell’ambito del quale si pone anche l’installazione di luce, parole e musica, ispirata al fronte dell’Isonzo e presente sia nell’allestimento della mostra di Trieste che di Bruxelles.

“La mia idea” ha proseguito Accerboni “di agganciare la pittura di giovani triestini, friulani, austriaci e sloveni sulla Grande Guerra a quella di Dominioni che, ventenne, dipingeva dalle trincee del Carso, è stata un pensiero contemporaneo, perché l’arte va sempre attualizzata affinché l’evento risulti più interessante. Perciò ho invitato 24 giovani artisti, in parte selezionati all’ultima Biennale Internazionale d’arte del Nord Est europeo ‘Dario Mulitsch’, a comporre la Sezione Giovani intitolata “Cent’anni dopo”. “Tale mostra nella mostra troverà il suo seguito nello scambio con i coetanei belgi, ospitati nel 2016 alla Biblioteca Statale Isontina a Gorizia e nel Palazzo del Consiglio regionale di Trieste, identificandosi ancora una volta nell’attuazione di un ponte di conoscenza fra fronte isontino e fronte belga. La mostra dei giovani” ha concluso l’architetto “è stata inaugurata alla Maison de la Jeunesse di Woluwe-St-Lambert a Bruxelles alla presenza delle autorità belghe e poi trasferita nella sede della Regione FVG. L’entusiasmo per la figura di Dominioni ha poi suggerito alle istituzioni belghe di richiedermi la realizzazione di una mostra dedicata al tema ‘Dominioni e la 2° guerra mondiale’, per insegnare ai giovani, attraverso la figura di un grande italiano, la storia: evento da realizzarsi l’8 maggio prossimo, data in cui in Belgio si festeggia la fine del 2° conflitto. Una proposta che mi ha molto inorgoglita” ha concluso Accerboni “Ma non solo, in seguito alla mostra, è in via di composizione, con le istituzioni belghe e grazie all’instancabile attività di Flavio Tossi, un programma biunivoco di scambi artistico-culturali fra la nostra regione e il Belgio. Il ponte di conoscenza dunque continua”.

Presenti all’incontro anche l’artista friulano Fabio Benatti e i triestini Noa Salonicchio e Matteo Urbano del Liceo artistico Nordio di Trieste, che assieme ai loro compagni Chiara Bianco e Ivan Santini espongono a Bruxelles e che hanno spiegato con profondità ed entusiasmo il significato delle loro opere. Espongono nella capitale belga anche i triestini Delphi Morpurgo e Gastone Bianchi, gli sloveni Luka Carlevaris, Matija Kos, Tami Kenda e Maja Koder (Gimnazija di Nova Gorica), i goriziani Giacomo Zorba, Carlo Nargiso, Anna Olivotto, Rossella D’Andrea, Audrey Di Fede, Margherita Avvisati, Ilaria Humar, Alessandra Tirel, Samuele Snidero, Alessia Zilli (Liceo artistico Max Fabiani) e gli austriaci Anna Ljubas, Florian Napetschnig, Nicole Quantschnig e Laura Legat (Liceo artistico BRG Viktring di Klagenfurt).

Nel ricordare gli ottimi rapporti che l’AGM intrattiene anche con le associazioni che si occupano degli immigrati friulani, Locchi ha concluso sottolineando il rapporto di collaborazione esistente tra l’AGM e l’Ufficio di collegamento della Regione FVG a Bruxelles in base a un accordo firmato a suo tempo con il Presidente della Regione Illy per l’utilizzo di tale sede.

La mostra, organizzata dall’Associazione Giuliani nel Mondo di Trieste e Bruxelles in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura della capitale belga e con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, rientra nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario dellChiara Bianco, Liceo artistico "E. e U. Nordio", Trieste - "Cuore in guerra", 20a prima Guerra mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è patrocinata, tra gli altri, dal Comune di Trieste con il sostegno e la collaborazione dei Musei Provinciali di Gorizia, il contributo di, Fondazione CRTrieste, Associazione Sentieri di Pace, Gruppo Sanitario Regionale FVG Health Care Group, Soroptimist Club di Trieste, Azienda Zidarich (Duino Aurisina, Trieste).

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