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Cultura > Film > 10 Gennaio 2016

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"Il cinema ritrovato": all'Ariston la versione restaurata del film "Il grande dittatore" di Chaplin

"Il grande dittatore" - locandina film

Trieste (TS) - Prosegue anche nel 2016 al cinema Ariston la rassegna di classici restaurati "Il cinema ritrovato", organizzata in esclusiva per Trieste da La Cappella Underground in collaborazione con La Cineteca di Bologna.

Lunedì 11 gennaio in calendario "THE GREAT DICTATOR - IL GRANDE
DITTATORE" (USA, 1940), scritto, diretto e interpretato da Charlie
Chaplin, in edizione restaurata in digitale 2K, in programma alle ore 16.00, 18.30 e 21.00: è il film con cui Chaplin ha lanciato il suo messaggio di pace all’alba della Seconda Guerra Mondiale, e la parodia di Hitler da lui creata nel 1940 rimane un monito intramontabile contro ogni dittatura.

4 giorni. Sono quelli che separano le date di nascita di Charles Chaplin (16 aprile 1889) e Adolf Hitler (20 aprile dello stesso anno). Da un lato, l’attore più celebre del mondo, dall’altro lato, il dittatore che ha incarnato l’idea stessa del male nel mondo. “Mi ha rubato i baffetti”, sosteneva Chaplin. E proprio la coincidenza con quei baffetti così irriverenti sembra essere alla base del divieto di uscita nella Germania già nazista di “Tempi moderni”, indipendentemente da ogni pericolo “comunista” che il film avrebbe rappresentato. Ma è chiaro che i destini di Chaplin e Hitler si incrociano definitivamente quando Chaplin presenta al mondo, nel 1940, “Il grande dittatore”. Al mondo, ma non alla Germania, naturalmente, e nemmeno all’Italia: noi dovremo aspettare fino all’autunno del 1944.

“Il grande dittatore” ha una lunga gestazione, che affonda le radici
nel progetto, rimasto irrealizzato, di un film su Napoleone, e superato dagli accadimenti politici in favore di un film su un altro dittatore, la cui ombra stava già oscurando l’Europa: Adolf Hitler. Ore di studio di immagini di Hitler hanno permesso a Chaplin di costruire il personaggio di Adenoid Hynkel, interpretato dallo stesso Chaplin, così come quello di Benzino Napaloni, questo il nome nella versione inglese del dittatore di casa nostra, un Benito Mussolini affidato all’interpretazione superba di Jack Oakie. Chaplin si trova invece nel doppio ruolo del dittatore tedesco e del suo classico “vagabondo”, pur con tutte le metamorfosi che il personaggio ha vissuto dalle origini, nell’ormai lontano 1914, ad ora, e che qui veste i panni di un barbiere ebreo: è a lui che il destino riserva l’impresa impossibile, quella di parlare al mondo. E sceglie di
parlare di pace. Se il cinema di Chaplin non ci avesse riempito l’anima di sorrisi e lacrime fin dalle prime apparizioni di Charlot, potremmo forse dire che questo discorso sia il momento cardine della sua intera opera.

Informazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina
facebook cinema.ariston.trieste.


INFO/FONTE: La Cappella Underground

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