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Notizie > Attualità > 28 Dicembre 2015

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Trieste, città "più accessibile" grazie agli interventi svolti e alle prospettive future

Foto Ufficio Stampa Comune di Trieste

Trieste (TS) - Trieste è una tra le città italiane “più accessibili” per le persone disabili ma anche per gli anziani grazie a progettualità e azioni finora attuate e condivise tra istituzioni del territorio, associazioni e portatori d'interesse (persone diversamente abili), che negli ultimi anni hanno lavorato insieme per raggiungere un obiettivo comune: migliorare le condizioni di vita alle persone con problematiche per migliorare la vita a tutti. Proprio per ricapitolare quanto fatto in materia di accessibilità, si è svolta stamane in Municipio una conferenza stampa a cui hanno partecipato gli assessori comunali alle Politiche Sociali Laura Famulari e alla Pianificazione Urbana, Mobilità e Traffico Elena Marchigiani, Mauro Morassut, presidente provinciale della Consulta Disabili, l'assessore provinciale Roberta Tarlao, la docente del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell'Università di Trieste, Ilaria Garofolo.

“Un insieme di enti e persone con disabilità, hanno partecipato ai sopralluoghi con i tecnici e i funzionari per evidenziare le possibili soluzioni a criticità in ambito cittadino – ha detto l'assessore Famulari -.Un confronto utilissimo che ha permesso di superare problemi e risolverli nel modo più consono in termini di sicurezza e di mobilità. E grazie al Laboratorio di Accessibilità-LabAC, messo in atto dal 2013 nell'ambito degli accordi dei Piani di Zona comunali, d'intesa con provincia, altri cinque Comuni, Azienda Sanitaria, Ater, Università degli Studi di Trieste, per introdurre una nuova metodologia di lavoro a sostegno della progettazione integrata e accessibile degli spazi pubblici. Tante le competenze riunite in un unico Tavolo: architetti, ingegneri, geomeri, fisioterapisti, docenti universitari, assitenti sociali, professionisti sanitari e sociali, persone con disabilità. Tante le azioni realizzate dopo numerosi sopralluoghi, ciascuno della durata di 3-4 ore, cui hanno partecipato in media 12 persone. Solo a luglio sono state utilizzate 1300 ore di attività integrata, che hanno consentito di operare in base ad un sistema correlato di accessibilità e servizi alla persona. Le cosiddette 'aree bersaglio' più significative, monitorate con sopralluoghi mirati sono state: area Cavana e piazza Hortis, le strade tra Barriera Vecchia e piazza Sansovino, le aree limitrofe all'Ospedale Maggiore e Largo Niccolini, e avviata quindi una mappatura dei 'gradi di accessibilità'. Tanti gli interventi realizzati – ha continuato Famulari – dal progetto “Pedius” per non udenti, che consente di chiedere il pronto intervento alla Polizia Locale o semplici informazioni in maniera diretta, al progetto condiviso con i Vigili del Fuoco per la mappatura delle abitazioni dei disabili al fine di garantire un pronto intervento in casi di incendio. Ma anche attenzione al Piano del Traffico per i disabili, alle aree pedonali e la loro messa in sicurezza, le opere di miglioramento dei marciapiedi e la messa a norma degli edifici, i parcheggi riservati ai disabili, l'accessibilità ai servizi. In definitiva abbiamo portato avanti un progetto comune in una visione più ampia possibile per interventi che ci faranno arrivare ai primi posti in Europa in materia di accessibilità. Di recente anche la campagna realizzata dal quotidiano Il Piccolo con le segnalazioni da parte dei cittadini, ha dato i suoi frutti, con suggerimenti e consigli utili. Un apporto molto costruttivo per l'integrazione è stato dato dalla Consulta Disabili che ringrazio per la preziosa collaborazione. In prospettiva futura stiamo lavorando alla realizzazione di una “Guida di Trieste Accessibile” per il turista, in modo da fornire tutte le indicazioni utili per 'muoversi facilmente' nella visita ai luoghi d'interesse della nostra città. Un primo passo era già stato fatto con l'iniziativa 'museo accessibile', realizzato da Trieste Integrazione Anffas e Comune di Trieste, al Museo di Storia Naturale, primo museo scientifico in Italia accessibile anche a un pubblico con disabilità intellettiva. Stiamo inoltre lavorando anche all'elaborazione di 'giochi inclusivi' da realizzare all'interno dei parchi cittadini”.

“Per quanto riguarda le aree pedonali – ha sottolineato l'assessore Marchigiani – e il loro ampliamento, devo dire che gli amici della Consulta sono tra i nostri principali sostenitori. Il 16% di aree pedonali in più, non è cosa da poco. Anche per quanto concerne gli stalli di sosta, se ne contano 72 in più per persone con disabilità vicine all'accesso alle aree pedonali. Le tariffe sono agevolate: 1 ora gratuita di parcheggio in tutti gli stalli blu di superficie. Sono piccoli passi in questa direzione – ha detto Marchigiani – auspicando di andare avanti così. L'obiettivo generale è fare in modo che l'adeguamento dello spazio fisico consenta l'autonomia di tutti, per disegnare una città che consenta a tutti di muoversi meglio. I cittadini possono inviare segnalazioni attraverso il portale nella sezione 'comunichiamo' contribuendo così ad aiutare a risolvere criticità.Altri interventi già realizzati o di prossima realizzazione, tra gli altri, prevedono la creazione di aree pedonali per complessivi 14.450 metri quadrati, la creazione di zone “30”.

“E' un momento importante che corona un grande lavoro sinergico – ha affermato l'assessore Tarlao – La Provincia si sta occupando dal 2011 del progetto “Trasporto Facile”, a cui partecipa il Comune di Trieste, inserito nei Piani di Zona 2013-2015, per contribuire ad aumentare il grado di autonomia delle persone disabili del territorio trovando in termini di mobilità il mezzo pubblico più appropriato, o mezzo di trasporto privato attrezzato, oltre a incentivare la presenza turistica di persone con disabilità offrendo un buon sistema dei trasporti. Il trasporto privato conta più di 9 organizzazioni con più di 55 mezzi di trasporto e 355 posti per disabili che hanno aderito al progetto firmando una convenzione; i taxi attrezzati sono 14, attraverso un contributo pubblico dell'amministrazione provinciale; 271 sono gli autobus adeguati per il trasporto dei diversamente abili (pedana e posto attrezzato) da parte di Trieste Trasporti; 2 le linee marittime che favoriscono l'intermodalità bus-traghetto anche per le persone disabili. 1479 il numero dei viaggi, a favore di 110 persone. Grazie a un protocollo con l'Università di Trieste-Dipartimento di Ingegneria e Architettura, si sono sviluppate progettualità che coinvolgono anche altri Comuni, ad esempio il Comune di Sgonico per la realizzazione di un'area ecologica per disabili”.

Il presidente Morassut ha sottolineato che “a partire dal 2011 le istituzioni e la Consulta Disabili si sono messe in sinergia per il laboratorio e per le progettualità che stanno dando i loro frutti e che vogliamo rendere stabili. Molto è stato fatto nel centro storico, presto avremo un collegamento in sicurezza anche dal Viale XX Settembre al centro. Finora abbiamo lavorato con continuità migliorando l'accesso consapevoli del fatto che “dove vive meglio una persona con disabilità, viviamo meglio tutti”. Una 'massima' che si può estendere anche ai bambini e agli anziani, il cui numero a Trieste, come si sa, è molto elevato rispetto alle altre città italiane. Più difficili da rimuovere sono le 'barriere culturali'. Come ad esempio l'abitudine di parcheggiare le auto negli stalli per disabili. Auspicabile sarebbe l'accesso facilitato ai locali per ricevere un servizio alla pari con le altre persone. Molti disabili di recente hanno potuto accedere con senza problemi ai mercatini, ai negozi del centro con grande loro soddisfazione. E'un grande segno, non siamo più 'mosche bianche' – ha detto Morassut -. Più complicato, se non impossibile – ha concluso - sarà intervenire nelle periferie, a causa della conformazione del territorio (salite ecc)”.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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