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Cultura > Arte > 23 Aprile 2008

Presentata a bordo dell’Ursus la mostra d’arte dedicata al recupero del gigante d’acciao

la conferenza stampa a bordo dell'Ursus (foto di Guido Giuricin)

Trieste (TS) - Stamattina, mercoledì 23 aprile, un’affollata conferenza stampa ha coronato la rinascita dell’Ursus, già iniziata lo scorso anno grazie alla rimessa in sicurezza del gigantesco pontone gru, che da venerdì 25 aprile (inaugurazione ore 19.30) ospiterà una sessantina di opere di 30 artisti, triestini e provenienti da altre città italiane. Lo ha annunciato il presidente regionale della Guardia Costiera Ausiliaria, Roberto de Gioia, appassionato promotore dell’iniziativa assieme all’Associazione CarpeArtem, laboratorio di Arte espressiva fondato e diretto a Trieste da Bianca Di Jasio. De Gioia ha rievocato la vicenda dell’Ursus, costruito nel 1914 nello Stabilimento Tecnico Triestino: “Un gigante d’acciaio di più di 1100 metri di superficie” ha sottolineato il presidente “realizzato soprattutto per posizionare i motori e i cannoni sulle navi da guerra della flotta asburgica e impiegato nei decenni successivi, grazie a varie revisioni e ammodernamenti, per la costruzione tutte le più grandi navi varate dall’Arsenale triestino. Credo fermamente che il connubio tra archeologia industriale, di cui l’Ursus rappresenta un esempio eccezionale, e arte potrà contribuire fortemente al recupero e alla valorizzazione di questo storico gigante d’acciaio. Attraverso una mostra d’arte noi cerchiamo di far conoscere l’Ursus e di far intravvedere i possibili impieghi cui può essere adibito, perché questo pontone d’acciaio ha segnato la storia cantieristica e navale della nostra città. L’evento, che si svolge in concomitanza e nello stesso sito della Bavisela 2008” ha concluso de Gioia “è sostenuto da Assonautica, Bavisela, La giuliana cornici, in collaborazione con F.I.D.A.P.A.- Sezione Storica di Trieste”.
L’architetto Marianna Accerboni, curatrice della mostra e del catalogo, ha invece sottolineato come il progetto di recupero e valorizzazione dell’Ursus rappresenti idealmente un’inizio di restauro del Porto Vecchio, dove lo storico pontone è ormeggiato. “Il gigante d’acciaio torna ora a nuova vita” ha proseguito il critico “con questa importante, significativa e innovativa rassegna artistica, che, per l’inusuale sito prescelto, è in linea con i modi dell’avanguardia espositiva internazionale, prima fra tutte la Biennale di Venezia, la quale è in buona parte ospitata proprio in quello che fu il suo antico Arsenale. La suggestione del luogo” ha concluso “si coniuga in questa mostra al fascino dell’arte, proposta nelle sue molteplici accezioni, dalla pittura a olio, acrilico, collage e tecnica mista al disegno, alla fotografia, alla scultura, all’installazione e alla videoart, proposti attraverso linguaggi diversi, a partire dall’espressionismo, che appare il genere più frequentato, per arrivare all’informale, alla nuova figurazione, al concettuale, al lessico surreale e simbolico e al costruttivismo”.
Il segretario regionale della Guardia Costiera Ausiliaria, Roberto Sangermano, ha infine ricordato che tale associazione è nata a Trieste nel 2000 e in Italia l’anno precedente. “Nel marzo 2008” ha precisato” il Comando generale delle Capitanerie di porto ha riconosciuto ufficialmente la Guardia Costiera Ausiliaria come associazione di riferimento per le attività di soccorso in mare, in qualità di gruppo di volontariato in ausilio alle forze istituzionali. In Italia siamo stati pionieri nell’ambito del recupero dei siti di archeologia industriale e nel caso dell’Ursus abbiamo operato con passione per salvare un cimelio storico, che appartiene alla nostra cultura navale e stava per essere demolito. Nel ’31, dopo la crisi del ‘29” ha concluso “Trieste, possedendo l’Ursus, poteva vantare un primato mondiale, poiché il pontone aveva la capacità di sollevare 150 tonnellate e girarsi a 360 gradi, caratteristiche che le consentirono d’imporsi nella cantieristica”.
La mostra “in arte…Ursus” propone tra gli altri alcuni tra i migliori artisti triestini, da Bruno Chersicla aUrsus (foto di Guido Giuricin) Franca Batich, da Gabry Benci e Alice Psacaropulo, da Nora Carella a Raffaella Busdon assieme a giovani promesse quali Bianca Di Jasio e Davide Skerlj e durante tutta la sua durata sarà attivo sottocoperta il laboratorio diretto dalla stessa Di Jasio. Alla rassegna sarà presente anche il Conservatorio di musica “G. Tartini” di Trieste con due installazioni audiovisive.

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