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Cultura > Arte > 19 Aprile 2008

Le opere di Ondina Brunetti e Giuseppe Callea in mostra a Palazzo Steffaneo di Crauglio

Giuseppe Callea, opera

Crauglio - San Vito al Torre (UD) - Nell’ambito della manifestazione “Castelli aperti”, organizzata dal Consorzio per la salvaguardia dei Castelli storici del FVG, che avrà luogo domenica 20 aprile dalle ore 11 al tardo pomeriggio, gli artisti triestini Ondina Brunetti e Giuseppe Callea saranno presenti a Palazzo Steffaneo di Crauglio (San Vito al Torre, Udine) con una selezione di ceramiche artistiche realizzate nel laboratorio del capoluogo giuliano creato quarant’anni fa e diretto oggi dalla stessa Brunetti e frequentato da alcuni fra i più valenti artisti del territorio. Nel corso dell’iniziativa, che prevede l’apertura al pubblico di numerose nobili e antiche magioni del Friuli Venezia Giulia, nel seicentesco Palazzo Steffaneo saranno esposti anche gioielli, lampade, tessuti e ricami artistici. L’orario per le visite guidate è fissato per le 11, le 15 e le 17.

Ondina Brunetti, pittrice e ceramista di talento, proporrà per l’occasione una sequenza di lavori realizzati negli ultimi anni, che rappresentano uno sguardo esaustivo sulla sua produzione in ceramica e ben si adattano alla favola, che viene evocata in ciascuno di noi dall’immagine di un castello antico: storie fantastiche di rospi e figure femminili (considerate quest’ultime dall’artista il centro dell’universo), che ne riscattano l’esistenza, una fanciulla che cavalca un pesce, l’immagine di un pesce/mamma…Ma, accanto a tali rappresentazioni al di là del reale, semplici terrecotte a volte rifinite con smalti e ossidi, compaiono anche un bellissimo nudo femminile, che risente felicemente della lunga frequentazione da parte della scultrice della Scuola di figura del Museo Revoltella di Trieste sotto la guida di Nino Perizi, e un raffinato, essenziale paesaggio eseguito secondo la difficile tecnica raku. E se il nudo rappresenta la realtà, la ceramica interpreta, con giocosa ironia e con squisita sensibilità poetica, il sogno e la magia delle favole senza tempo, apprese dalla Brunetti durante l’infanzia trascorsa per lunghi periodi nell’alto Friuli.

Giuseppe Callea, a suo tempo allievo a Trieste della Scuola di Cartellonismo e di quella dell’acquaforte intitolata a Carlo Sbisà e, tra gli altri, di Nino Perizi e Marjan Kravos, triestino di nascita ma di sangue calabrese e istriano, è innamorato del mare, del suo fascino e dei suoi misteri. Ed espone in questa occasione una serie di potenti sculture in ceramica e smalti di gusto neobarocco. Tali lavori raccontano favole di altri mondi e compongono un universo dal fascino surreale e simbolico, in cui s’intrecciano varie pulsioni legate anche alla cultura familiare dell’artista. Pensate per essere illuminate dalla fiamma o da altre fonti di luce, le creature impossibili, le situazioni fantastiche, i castelli da favola, le antiche rovine, i prati barocchi e le infiorescenze marine, i relitti, i cavallucci e gli animali da sogno, le imOndina Brunetti, operamagini femminili osservate con un pizzico d’ironia – scrive il critico Marianna Accerboni – si rincorrono nelle opere tridimensionali di Callea secondo l’assenza di regole proprie di un’inesauribile linfa creativa, che sa reinterpretare, come in un gioco raffinato e a volte colorato e con humor sottile, il concetto neobarocco di opulenza, di eccesso e di fantasia oltre il reale.

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