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Notizie > Incontri > 10 Ottobre 2015

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Il regista e documentarista Andrea Segre ospite al Kinemax di Gorizia

Andrea Segre

Gorizia (GO) - Dopo il successo del progetto "Fuorirotta", il regista e documentarista Andrea Segre torna al Kinemax di Gorizia (la prima di alcune tappe previste in regione), con il suo nuovo lavoro "I sogni del lago salato".
Presentato fuori concorso al 68° Festival del cinema di Locarno, il film documentario, coprodotto da Ambleto e Rai Cinema, viene presentato a Gorizia - spettacolo unico alle ore 21 - alla presenza dell'autore che lo introduce prima della proiezione; al termine del film Andrea Segre rimane in sala, a disposizione per un dibattito con il pubblico.

L'affascinante nuova produzione racconta del Kazakistan: il paese sta vivendo oggi un'euforia dello sviluppo che l’Italia non ricorda nemmeno più. Eppure la sua crescita e? legata a doppio filo con l’economia italiana. La crescita dell’economia kazaka e? basata in gran parte sull’estrazione di petrolio e gas e l’ENI ha un ruolo chiave nella gestione dei giacimenti kazaki; molti italiani vi lavorano, in particolare nelle regioni intorno al Mar Caspio, dove è stato girato questo film. Le immagini delle grandi steppe euroasiatiche, degli spazi infiniti e ordinati delle terre post- sovietiche si intrecciano con le immagini dell’Italia anni ‘60, trovate sia negli archivi ENI che in quelli personali girati dalla madre e dal padre di Andrea Segre, che negli anni ’60, ventenni, hanno vissuto l’euforia della crescita. Viaggiando tra Aktau e Astana, tra le steppe petrolifere a ridosso del Mar Caspio e l'iper-modernità della neo capitale, il film si ferma ad ascoltare le vite e i sogni di vecchi contadini o pastori e di giovani donne le cui vite sono rivoluzionate dall'impatto delle multinazionali del petrolio nell'economia kazaka. I loro racconti dialogano a distanza con quella di uomini e donne italiane che cinquant'anni fa vissero simili emozioni e speranze.

Così commenta lo stesso Segre il proprio nuovo lavoro: "Il privilegio e l'emozione del cinema documentario è la libertà di sguardo e di pelle, che proverò a seguire sempre. Volevo andare in Kazakistan. Perdermi in terre di confine, in orizzonti talmente ampi da diventare intimi. "I sogni del lago salato" sono sogni che ho cercato nelle steppe asiatiche e che ho poi ritrovato nella cantina di mio zio Alberto (cugino direbbe lui), dove piccoli antichi sogni erano custoditi nelle pellicole 8 mm di 50 anni fa. [...]La nostra generazione sta contando le ferite; abbiamo voglia di fermarci. Abbiamo voglia di non accettare che gli orizzonti siano solo quelli della necessità di crescere. A me lo ha insegnato Sozial, un pastore in riva al Mar Caspio, sotto la prima tempesta di neve dell'inverno scorso. In Kazakistan. Non così lontano da qui.

Inizio spettacolo: ore 21 (introdotto dall'autore). Segue dibattito con l'autore stesso. Ingresso unico 5 euro.

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