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Cultura > Arte > 28 Marzo 2008

Ricordando Augusto Cernigoj: mostra-omaggio alla Galleria Cartesius

Augusto Cernigoj

Trieste (TS) - S’inaugura sabato 29 marzo, alle ore 18.30, alla Galleria Cartesius di Trieste la mostra intitolata “Ricordando Augusto Cernigoj”, che propone fino al 22 aprile una preziosa e in gran parte inedita e rara sequenza di opere grafiche dell’artista (Trieste 1898 – Sesana 1985). Con tale esposizione, realizzata in collaborazione con la nipote di Cernigoj, Anne, figlia del figlio Teodoro, recentemente scomparso, la Galleria Cartesius celebra i 110 anni della nascita del pittore. L’elegante catalogo riporta una presentazione dell’artista Franco Vecchiet.
“Sarà una rassegna davvero speciale – ha scritto il critico Marianna Accerboni - perché si tratterà di una mostra-ricordo, organizzata senza fini commerciali: vi verrà proposta una trentina di incisioni, di cui un gruppo realizzato negli anni trenta e un altro negli anni sessanta/ settanta. La maggior parte dei lavori consisteranno in xilografie, composte da una serie di prove, in cui l’artista sperimentava la ricerca di tecnica e di colore, creando così una serie di interessanti pezzi unici. L’esposizione triestina, che testimonia la grande abilità e sensibilità di Cernigoj nell’arte calcografica, si collega idealmente a quelle recentemente allestite in Slovenia per ricordarne l’anniversario della nascita: a Capodistria si è infatti appena chiusa una rassegna con incisioni, opere su carta e dipinti, e al Museo di Kranj, in uno spazio attiguo a quello dedicato alle opere su carta del maestro, compaiono fino al 30 marzo i lavori di alcuni suoi allievi, quali Claudio Fuchs, Zora Koren, Marjan Kravos, Emanuela Marassi, Claudio Palcic, Cesare Picotti, Rado Strukelj, Franco Vecchiet, Franco Volk ed Edi Zerial”.
“La finezza delle opere esposte – ha aggiunto Accerboni - testimonia l’inesauribile voglia di sperimentare e la sensibilità per i linguaggi delle avanguardie, che caratterizzarono tutta la vicenda artistica e creativa di Cernigoj fin dagli esordi, quando, dopo aver studiato alla Gewerbwschule di Trieste (attuale Istituto “Volta”), nel ’22, frequentava l’Accademia di Belle Arti a Monaco, fucina di molti importanti artisti triestini, dove si stavano affinando anche geni dell’avanguardia quali Kandinskij e Klee. Non solo, ma nel ’24, l’artista fu presente per sei mesi anche al Bauhaus, la cui didattica si fondava sul distacco dalla tradizione e nel cui archivio di Dessau sono ancora conservati i disegni del giovane Augusto, recentemente esposti a Hildesheim per interessamento del figlio Teodoro, instancabile promotore, fino all’ultimo, della memoria artistica del padre. Che fu il più significativo rappresentante del costruttivismo triestino e la voce più importante di tale movimento in ambito italiano, nonché affabile, vivace, curioso sperimentatore di tecniche e tendenze diverse, dal postcubismo alla nuova oggettività e all’espressionismo, dal new dada al neorealismo, dall’informaAugusto Cernigojle alla pittura gestuale: una creatività poliedrica, di cui la mostra triestina offre una testimonianza poetica e coerente con opere ricercate come i temi africani degli anni trenta e punte di diamante quali Automatico (1969), realizzato attraverso matrici a più colori, Simultanea, acquaforte a bulino (1974), e una particolare xilografia incisa su carta giapponese (1969)”.

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