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Notizie > Attualità > 22 Agosto 2015

Comune di Claut: 20 borse di studio per un corso di scrittura sulla letteratura di montagna

Gaffi, Bosio e Restuccia

Claut (PN) - Grande successo l'altra sera a Claut nella sede del Municipio per l'incontro a ingresso libero “Gli alpini non servono solo in guerra” per la presentazione del giallo di Paolo Restuccia, regista di uno dei più ascoltati programmi radiofonici di RAI 2, “Il ruggito del coniglio”. L'Amministrazione Comunale clautana ha rivelato di voler dare continuità all'evento e di voler organizzare a breve un corso di scrittura sui temi della letteratura di montagna coinvolgendo la Scuola di scrittura Omero, diretta dallo stesso Restuccia, e offrendo 20 borse di studio su 40 posti disponibili. Il percorso di studio, della durata di una settimana, coinvolgerà cittadini sia della regione Friuli Venezia Giulia che del Veneto. Il noto conduttore radiofonico e imitatore del programma di Radio24 “La Zanzara”, Andro Merkù, si è reso disponibile a svolgere il ruolo di facilitatore culturale. Altri incontri sul tema si svolgeranno in diverse località del Comune di Claut in luoghi simbolici per il Corpo degli Alpini. E proprio il coinvolgimento del Corpo degli Alpini nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata è stato l'argomento dell'incontro a cui erano presenti il Sindaco di Claut, l’autore e l’editore e al quale hanno preso parte due noti autori della Valcellina: Bianca Borsatti con le sue poesie e Andrea Nicoli con il suo ultimo noir “La luna e l'acqua”. Molto applaudite dal pubblico le incursioni musicali del Coro delle Prealpi Clautane. Partendo dalla trama del romanzo si è cercato di dare una risposta alle tante domande che l’attuale situazione nazionale e internazionale pone all’opinione pubblica e alle forze politiche.

Il romanzo che segna l'esordio narrativo di Restuccia è un giallo atipico di ambientazione militare nel quale un colonnello degli Alpini, Ettore Galimberti, si trova a ficcare il naso, inizialmente quasi controvoglia e poi trascinato da una sorta di horror vacui, in un intrico di corruzione e criminalità con scabrosi addentellati nel mondo della politica romana.

“La scelta di un militare – ha spiegato l'autore - nasce dalla volontà di trovare una figura che potesse offrire un punto di vista diverso rispetto alla società: il soldato porta in sé il concetto della difesa. Della Costituzione, del territorio, dalla criminalità, dal terrorismo o da chi vuole distruggere la società civile. Il mio soldato non vuole sparare: crede che ci si possa e si debba difendere in altro modo. E cita un verso di Pier Paolo Pasolini, “soldato senza violenza”. Il suo è un messaggio di speranza: ne abbiamo bisogno”.

Gaffi, partendo da Claut, ha lanciato un abbraccio letterario a tutta la regione. “Il prossimo libro di Restuccia – ha concluso l'editore - uscirà nel 2016 e il lancio avverrà proprio da questa regione - scelta in quanto madre della letteratura italiana del '900 - per i tipi della Italo Svevo Edizioni con sede a Trieste. Intendiamo riportare l'intero Friuli Venezia Giulia e il suo capoluogo al ruolo che da sempre le competono”.

“L'originalità della montagna – ha osservato il sindaco di Claut, Franco Bosio - non si ferma alle sole vette, ma da sempre si estende a quel forte sentimento spirituale che riecheggia gli antichissimi riti cimbri. Ma qualcosa di ancor più profondo appartiene alle genti di montagna: la giustizia, che veniva amministrata equamente “sotto l'albero del tiglio” e che oggi sono gli Alpini fra i primi a perseguirla. Già nell’ottocento i Cacciatori delle Alpi, la brigata di volontari per la Liberazione, combatterono agli ordini di Garibaldi con dignità cavalleresca, senza macchiarsi mai.

E oggi, in tempi in cui il giudizio sul potere è severo, riteniamo importante rappresentare con questa prima manifestazione il coraggio di perseguire la giustizia. Questo appuntamento sarà il primo di una serie di incontri con cui s’intende rappresentare la possibilità di esportare lo spirito che alberga fra queste valli in tutte le zone del pianeta dove ci siano emergenze di giustizia”.

In mattinata, alla Casera Casavento, partenza della Strada degli Alpini, si era svolta una breve, ma intensa cerimonia, alla quale erano presenti, oltre al primo cittadino, l'autore e l'editore e una numerosa rappresentanza composta da oltre 30 persone (convenute da tutta la regione, ma anche da Emilia Romagna, Lombardia e Lazio) per ricordare le gesta dei tanti soldati che hanno combattuto eroicamente per il nostro Paese, nel corso della quale è stata recitata “La Preghiera dell'Alpino”. Rispondendo indirettamente alle polemiche seguite al divieto di pronunciare integralmente la preghiera in una chiesa del Trevigiano, Bosio ha affermato: “Non si può dimenticare: la storia è più forte e la recitazione de “La Preghiera dell'Alpino” va continuata nelle montagne e anche nelle chiese, perché esse appartengono ai fedeli e non ai vescovi. Ospitalità non vuol dire per forza sottomissione o oblio del passato”.

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