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Cultura > Film > 22 Luglio 2015

Il cortometraggio “Il mantello di Carta” da Pordenonelegge al Giffoni Film Festival

Sara D’Amario

Pordenone (PN) - “Il mantello di Carta” è il progetto di sensibilizzazione sulle patologie rare e incurabili che colpiscono ogni anno da 12.000 a 30.000 i minori, nato su ideazione della Fondazione Maruzza Lefebvre D'Ovidio Onlus - da oltre 15 anni impegnata nelle cure palliative pediatriche in Italia - con l'Associazione Maruzza del Friuli Venezia Giulia, presentato nell’ultima edizione di Pordenonelegge. Testimonial del progetto al festival è stato Carlo Lucarelli con un racconto inedito accompagnato da illustrazioni di maestri del fumetto contemporaneo (da Lorenzo Mattotti, a Silver, Milo Manara, Vittorio Giardino, fino a Bruno Bozzetto, Leo Ortolani e Giulio De Vita) tutti impegnati per la difesa dei bambini gravemente malati e la diffusione dell’importanza delle cure palliative a loro dedicate.

Dopo il successo del libro, ospitato da Pordenonelegge in anteprima assoluta lo scorso settembre, Il mantello di carta è divenuto un cortometraggio che è sarà presentato in anteprima assoluta al GIFFONI FILM FESTIVAL: i promotori dellaFondazione Maruzza - coordinata in Friuli Venezia Giulia da Omar Leone - hanno voluto restituire anche per immagini lo spessore e la bellezza del racconto di Lucarelli, così da renderlo fruibile ad un numero ancora più ampio di persone.

Il cortometraggio "IL MANTELLO DI CARTA" parteciperà al GIFFONI FILM FESTIVAL giovedi 24 luglio alle ore 21.30 al parco HOLLYWOOD di Giffoni, prestigiosa arena cinematografica open-air, in apertura di serata prima della proiezione del film The young and prodigious Ts. Spivet di Jeanne-Pierre Pivet già regista de Il meraviglioso mondo di amelie.

Il cortometraggio "IL MANTELLO DI CARTA" inoltre verrà proiettato in diretta streaming dal sito del festival www.giffonilive.it con alla fine un incontro in diretta con i registi alle ore 16.00 di venerdì 24 luglio 2015.

La produzione, la regia e la sceneggiatura (tratta dal libro di Lucarelli ) è firmata a sei mani dal noto fumettista pordenonese Giulio De Vita,, con Pasqualino Suppa, e dallo stesso Omar Leone della Fondazione Maruzza. Il film è prodotto dalla casa di produzione indipendente Eufrasia di Pordenone.

Protagonista del cortometraggio la nota attrice di teatro, cinema e televisione, oltre che scrittrice, Sara D’Amario, che ricordiamo al cinema per pellicole come Caos calmo, Il cosmo sul comò, La banda dei Babbi Natale, con Aldo Giovanni e Giacomo, e sul piccolo schermo per serie di grande successo quali Cento Vetrine e Distretto di Polizia. Risale al 2009, inoltre, il suo esordio come scrittrice con il romanzo Nitro (ed. Baldini Castoldi Dalai). Accanto all’attrice, nel ruolo della figlia, la piccola Giovanna Zambon Bertoja.

Nel cast figurano anche preziosi cammei dei PAPU e di Carla MANZON e Erica ALBERTI.

«In una società moderna e avanzata come la nostra è difficile pensare che esistano bambini talmente gravi che la medicina non riesce in alcun modo a guarirli – spiega Omar Leone. Fare qualcosa per loro non è sempre facile. Proprio dal desiderio di aiutare questi bambini è nato “Il Mantello di Carta”: a pordenonelegge con il libro di Lucarelli e un percorso espositivo ricco di tavole originali regalate da firme prestigiose del mondo del fumetto, e adesso con questo ulteriore sviluppo che trasforma il racconto scritto in un’intensa storia per immagini».

In Italia, sono da 12.000 a 30.000 i minori (0-17 anni) gravemente malati che avrebbero bisogno di cure palliative specialistiche: Questi piccoli pazienti trascorrono troppo tempo nei reparti ospedalieri, anche quando sarebbe possibile un’assistenza a domicilio o in strutture residenziali dedicate (hospice pediatrici), che migliorerebbero notevolmente la qualità della loro vita e delle famiglie. Le cure palliative rappresentano la risposta più adeguata ai principali bisogni del bambino malato non solo facendo fronte alle esigenze cliniche fondamentali ma tenendo anche ben presenti le necessità di carattere spirituale, psicologico, organizzativo e sociale di tutta la famiglia. L’etimologia della parola “palliativo” deriva da "pallium": mantello, che cinge il corpo di chi lo indossa, così come le cure palliative proteggono e abbracciano il malato dando risposte adeguate a tutti i suoi bisogni. La carta invece rappresenta la materia dalla quale tutte le opere artistiche hanno origine, il simbolo di una speranza per affrontare strategicamente il domani.

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