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Notizie > Attualità > 03 Luglio 2015

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“Effetto Carnia. Di altri viaggi, di altre storie”: prima assoluta della nuova produzione Rai FVG

Giorgio Di Centa

Tolmezzo (UD) - Il valore assoluto di immagini penetranti, annodate in un racconto sospeso originato da un sogno possibile. Il conforto delle tradizioni, di antichi miti e credenze e delle eccellenze, per la prima volta narrate da menti immuni alla retorica. Perché molti, e di grande valore, sono i testimonial della Carnia: nel nuovo documentario “Effetto Carnia. Di altri viaggi, di altre storie” - prodotto dalla sede regionale Rai Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Euroleader, scritto e diretto dalla regista Claudia Brugnetta - raccontano le loro esperienze col territorio carnico il grande musicista jazz Paolo Fresu, il campione olimpico (sci da fondo) Giorgio Di Centa, gli scrittori Chiara Carminati, Angelo Floramo e Gianmario Villalta, gli attori Monica Mosolo e Igor Pez. Davanti all’obiettivo introspettivo di Claudia Brugnetta sono diventati parte integrante di un racconto “altro” sulla Carnia e i suoi gioielli. Sulla Carnia e i suoi misteri. “Effetto Carnia” sarà presentato al pubblico in anteprima il prossimo sabato 4 luglio 2015, alle 20.30 al Teatro Candoni di Tolmezzo, e sarà proposto al pubblico televisivo di Rai3 domenica 12 luglio (intorno alle 10), con replica sul canale 103 – Rai3 del digitale terrestre mercoledì 13 luglio, dalle 21.10.

E’ la Carnia che non ti aspetti, quella raccontata e ripresa da Claudia Brugnetta: uno spaccato della Carnia più effervescente, dinamica e per questo, a tratti, inedita; una Carnia non più alla rincorsa di mode allogene e finalmente consapevole della propria reale missione turistica, volta dunque ad un target di “moderni viandanti” (non solo di viaggiatori) alla ricerca di emozioni esclusive, esperienze, contatti umani che diventano compenetrazioni. Per questo il documentario diventa una scala mobile esperienziale che fa della lentezza la propria propulsione capace, quando meno te l’aspetti, di regalare svolte repentine ma mai brusche, inaspettate quanto affascinanti, riflessive e a tratti toccanti.

Dopo un paio d’anni dedicati prevalentemente alla regia Tv di grandi eventi, concerti (sia musica leggera che classica) e teatro: sua è la regia di “Magazzino 18”, opera di Simone Cristicchi, Claudia Brugnetta torna al reportage d’autore. Circa una cinquantina sono i suoi filmati realizzati, tutti per la Rai e una decina di video art e video clip pluripremiati: tra i quali alcuni sulle canzoni di Paolo Conte. Per costruire tutto ciò serviva una guida in grado di sovvertire e scompaginare le carte senza però perdere di vista i capisaldi locali. L’ha saputa inventare l’autrice e regista, Claudia Brugnetta, coadiuvata dalla fotografia di Michele Codarin, il tutto dosato e assimilato al meglio dal montaggio di Giorgio Milocco. Da qui la sfida vinta, il viaggio, a metà tra l’onirico e l’ossimoro, al confine tra reportage, cinema d’autore e la tecnica più avanzata.

L’opportunità dell’ospitalità garantita dagli alberghi diffusi, le manifestazioni popolari che affondano le proprie radici in tempi arcaici, le nuove formule del benessere intinte con la sapienza dei rimedi di un tempo che si tramandano. E ancora le abili mani artigiane che scolpiscono il legno, intelaiano i fili o costruiscono strumenti musicali, parimenti laboriose e creative a quelle degli chef e dei ristoratori del territorio, finalmente svincolati da una innaturale modestia ed esplosi sotto forma di gusti, pietanze e innovazione culinaria da far invidia a cucine iper celebrate.

Emergono poi in maniera sparigliante le chance offerte dall’isolamento e dalla distanza che queste lande rivestono, in antitesi al caos moderno: il silenzio e l’integrità di taluni luoghi ideali per chi cerca tranquillità di studio o lettura, la possibilità di estraniarsi garantita da rifugi e nascondigli naturali che si palesano come culle per la mente, il corpo e lo spirito.

Senza dimenticare le occasioni che questi stessi ambienti incontaminati e selvaggi possono garantire in favore degli sportivi più esigenti, ammaliati dalle discipline di nicchia, avventurose e osmotiche: dal ciclismo e cicloturismo allo sci, dall’arrampicata al canyoning.

Il concetto di “Effetto” dunque viene inteso, nei 45 minuti di proiezione, sotto tutte le sue declinazioni: come “evento o fenomeno prodotto da una causa” ma anche come “realizzazione, compimento” ed ancora come un qualcosa “che suscita emozioni” oppure, ed è il caso della lettura sportiva del termine, come “movimento o particolare traiettoria”. Proprio per tutto ciò non si troverà al suo interno – e non era questo il fine - la completa cartina di tornasole della Carnia di oggi; quel che è certo, è che il modo nuovo di narrarla è un qualcosa di volutamente spiazzante. In linea con la condivisa e si spera assimilata visione di rilancio turistico e culturale del territorio montano, in impellente bisogno di svolta netta rispetto al passato.

Il linguaggio utilizzato non è mai solo nozione. Vola altrove. Sfiora la poesia dei luoghi raccontati con esperienza e passione. Esperienza che sa sfruttare le tecniche di ripresa più recenti, grazie all’utilizzoPaolo Fresu di cineprese che catturano immagini fino a 300 fotogrammi al secondo, dando, quando necessario, quell’effetto di fluidità che riempie gli occhi e il cuore.

Un sapiente cocktail di slow motion, piani, sequenza, carrelli, riprese aeree, steadycam e camere a mano. La tecnica mista risulta essere un equilibrio delicato, quasi fuggente. Il risultato è un film vero. Puro.

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