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Notizie > AttualitĂ  > 23 Maggio 2015

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Aperto il Museo del Risorgimento nel Centenario dell'entrata dell'Italia nella "Grande Guerra"

Museo del Risorgimento

Trieste (TS) - Domenica 24 maggio, nella ricorrenza del Centenario dell'entrata dell'Italia nella “Grande Guerra”, il Civico Museo del Risorgimento di via XXIV Maggio 1, contenente le memorie dei Volontari giuliani caduti, sarà aperto a tutti, cittadini e turisti, con ingresso libero, dalle ore 9 alle 13.

Se il Museo della Guerra per la Pace di via Cumano, intitolato a Diego de Henriquez, rappresenta la novità del panorama museale triestino anche per quanto riguarda la rappresentazione della prima guerra mondiale, il museo simbolo del coinvolgimento di Trieste in quell'”immane conflitto” resta certamente il Museo del Risorgimento, aperto già nel 1925 nella Villa Basevi e poi trasferito, dal 1934, nella sede appositamente costruita in Piazza Oberdan.

Il Museo vero e proprio occupa il primo piano dell'edificio, dove si ripercorrono in sei sale le vicende delle lotte per l'indipendenza nazionale dal primo Ottocento fino al 1918. La sala più spaziosa ospita i cimeli dei Volontari giuliani combattenti con l’esercito italiano nel 1915-1918: divise, scritti, fotografie, effetti personali, armi, appartenuti per lo più ai caduti, di cui ricordiamo fra i tanti Scipio Slataper, Ruggero Timeus, Carlo Stuparich. Questa sala è decorata dagli affreschi di Carlo Sbisà, realizzati negli anni Trenta e rappresentanti le città unite all’Italia nel 1918.

La sala più interna del museo offre una serie di ritratti dei volontari insigniti della Medaglia d’Oro e alcuni documenti del passaggio dall’amministrazione austriaca a quella italiana tra ottobre e novembre 1918: il congedo dell’ultima autorità asburgica, il barone de Fries-Skene, l’appello del Comitato di Salute Pubblica e il saluto del primo Governatore italiano Carlo Petitti di Roreto.

Il Museo del Risorgimento, oltre a essere un Monumento dell’italianità di Trieste, rappresenta anche un documento di come l’italianità veniva raffigurata nel corso degli anni Trenta, nel momento della sua fondazione. In questo triplice ruolo di “Museo-Monumento-Documento” sta l’originalità e l’interesse del complesso museale di piazza Oberdan.


Il Museo del Risorgimento è situato in una delle piazze triestine che ha subito una trasformazione architettonica di vaste proporzioni nel corso dei primi decenni del Novecento: piazza Oberdan, già Piazza della Caserma in quanto, fino al 1927, l'intera zona era segnata dalla presenza di una imponente ex caserma austriaca, una struttura massiccia, edificata ancora nel XVIII secolo e collocata in pieno centro cittadino. L’edificio rappresentava un simbolo di quell’amministrazione austriaca della città che si concluse nel 1918 con la fine della prima guerra mondiale.

In quella caserma fu rinchiuso e impiccato, nel dicembre 1882, Guglielmo Oberdan, il giovane irredentista triestino protagonista di un fallito attentato all’Imperatore Francesco Giuseppe.

Nella complessa ristrutturazione urbanistica di tutta l’area nel periodo 1931-1935, e quindi in pieno regime fascista, si assistette a un vero e proprio ribaltamento simbolico: al posto della caserma austriaca venne edificato un Sacrario dedicato proprio a Guglielmo Oberdan, vittima dell’Austria, e un edificio, progettato da Umberto Nordio nello stile razionalista tipico del periodo, destinato ad accogliere in parte dei suoi ampi spazi le testimonianze della partecipazione della Trieste italiana, mazziniana e irredentista, alle battaglie risorgimentali e alla prima guerra mondiale.

Il Museo del Risorgimento si trova al primo piano dell’edificio, mentre un ingresso indipendente, direttamente raggiungibile dalla piazza, è riservato al Sacrario dedicato a Oberdan, che conserva al suo interno due elementi di spicco: una monumentale statua raffigurante Oberdan, tra due figure alate (allegoria di patria e libertà), opera dello scultore Attilio Selva, e un autentico resto archeologico dell’antica caserma, cioè la cella in cui il giovane irredentista venne rinchiuso. Il simbolismo di tutta la struttura si estende ben oltre i limiti della piazza, tanto nell’elevazione di una torre squadrata, sovrastante l’edificio, su cui sventola una bandiera tricolore più in alto delle costruzioni circostanti, quanto nell’ideale richiamo al distante, ma ben visibile, monumento ai caduti della guerra 1915-1918 costruito sul colle di San Giusto sempre ad opera di Attilio Selva.

La configurazione delineata è una specificità del Museo del Risorgimento di Trieste, unico sito museale cittadino pensato e costruito per essere proprio un museo, un luogo di conservazione ed esposizione di cimeli e testimonianze, e insieme un museo-monumento di una parte ben connotata della storia della città, quella che celebra l’impegno irredentista nel periodo 1861-1918 volto a conseguire l’unione di Trieste e della Venezia Giulia al Regno d’Italia.

Nell’immediato primo dopoguerra la documentazione risorgimentale, oggetto di cura e conservazione presso il Museo di Storia Patria (istituzione presente fin dal 1910 nella Villa Basevi a San Giacomo) fu rinforzata e completata con le testimonianze dei volontari combattenti nell’esercito italiano. Con la denominazione di Museo di Storia Patria e del Risorgimento, Villa Basevi fu aperta al pubblico nel dicembre 1925, rimanendo attiva per quasi dieci anni, fino – come detto - all’inaugurazione dell’attuale sede di piazza Oberdan-via XXIV Maggio, nell’aprile 1934.

INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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